A soli due giorni dal "Marito disperato" di Cimarosa il Teatro di San Carlo ha presentato un altro spettacolo di alta qualità: ma quanto diverso il suo ritegno fin troppo "british" dall'esuberanza partenopea del precedente!

Non il solito recupero musicologico, non il solito doveroso omaggio celebrativo, ma due ore di vero divertimento con Domenico Cimarosa, a duecent'anni dalla morte.

Al Teatro Goldoni di Firenze è andato in scena The Rape of Lucretia, capolavoro di Benjamin Britten. La bellezza violata come metafora del male e della speranza di redenzione. Un vertice del teatro del nostro tempo in un allestimento esemplare di un giovane team guidato da Daniele Abbado. Esecuzione musicale eccellente e pubblico commosso.

Prima opera in cartellone per il Verdi Festival di Parma, per la regia di Konchalovskj e le scene di Frigerio ha proposto una lettura tutta centrata sul tema del mare e di una caratterizzazione cupa delle scene. La direzione musicale di Gergiev ha guidato la sua Orchestra Kirov in un universo musicale denso e dilatato, ma affascinante. Le voci dei protagonisti non sono state eccelse: poco incisivo il tenore Momirov (Riccardo), bene Oscar (Trifonova), discreti gli altri. Appausi del pubblico, dissensi dal loggione per tenore, britono e regia.

Credibile Gualtiero Salvatore Fisichella. Ovazioni per Lucia Aliberti, vera protagonista. Robusto e dignitoso l'Ernesto di Roberto Frontali. Attenta agli equilibri tra le masse sonore la concertazione di Giuliano Carella. La regia di Giulio Chazalettes faceva muovere abilmente gli interpreti nell'essenziale scenografia di Ulisse Santicchi, che firmava anche i costumi.

Notevole successo per la prima esecuzione moderna di 'Alcina' di Haendel a Bari, prodotta dalla Universität für Musik di Graz. Buoni i cantanti e l'orchestra non storica diretta da W. Schmid.

Ad aprire il programma di "Busseto 2001 - Centenario Verdiano" è stata scelta - possiamo dire temerariamente - Aida, l'opera più monumentale concepita da Giuseppe Verdi. Un'opera fortemente voluta da Franco Zeffirelli che, coinvolto in questa occasione dalla Fondazione Toscanini e dal Comune di Busseto, ha scelto la sfida di concentrare il suo lavoro (davvero riuscito) di scene e regia su un palcoscenico di otto metri di boccascena, in un teatrino da 350 posti.

L'efficace umiltà di Daniele Gatti e un cast giovane e agguerritissimo finiscono per sottolineare ancor più - vista la continuità genetica - quanto "Il viaggio a Reims" sia legato (ormai forse in modo preoccupante) ai Padri della première 1984, Abbado e Ronconi in testa.

Un macabro grand-guignol tra crimini, stupri e corruzione. La Lulu di Berg, per la regia di Martone e diretta da Reck, ha inaugurato la stagione del Teatro Massimo. Ottimo il cast.

Curioso grand-opéra Hamlet di Ambroise Thomas, in scena dal 23 gennaio al Teatro Regio di Torino, perché nella sua fedeltà-infedeltà a Shakespeare regala al protagonista un lieto fine: uccisione di Claudius e successiva acclamazione del Principe di Danimarca come nuovo re.

Un successo insolitamente caloroso accoglie "La rondine" in una bella edizione diretta da Gelmetti, convinto e convincente paladino dell'opera meno fortunata di Puccini

Una regia vincente che mette d'accordo "modernisti" e melomani vecchio stampo: a Firenze al Teatro del Maggio Rodolfo, Mimi' e C. nella versione Anni Trenta creata nel 1994 da Jonathan Miller, sul podio Roberto Rizzi Brignoli

Un Amico Fritz che enfatizza un'ambientazione rustica, di carattere neo-verista,vitale e duttile la prestazione di Cecilia Gasdia, Andrea Bocelli un po' incolore e vocalmente contenuto

La stagione del San Carlo apre in controtendenza nell'anno dei centenari di Verdi e Bellini: Isabella Rossellini e Gérard Depardieu fra gli interpreti di Perséphone e Oedipus Rex di Stravinskij

In attesa di chiudere il ciclo del "Ring", programmato verso la fine del 2001, il Teatro "Verdi" di Trieste ha messo in scena ieri sera L'Olandese Volante, l'opera romantica della rivelazione wagneriana.

Successo della prima rappresentazione italiana di "Die ägyptische Helena" di Richard Strauss che ha inaugurato la stagione 2001 del Teatro Lirico di Cagliari.

Terzo titolo del cartellone lirico genovese, "I Puritani" costituisce l'atto d'omaggio del Carlo Felice a Bellini nel secondo centenario della sua nascita. Diretta da Vladimjir Spivakov (al suo debutto sul podio di un'opera), Mariella Devia è stata la grande protagonista della serata. Molto bene anche Erwin Schrott. Regia, scene e costumi portano la firma di Pierluigi Pizzi. Pizzi ha rinunciato ad una scenografia tradizionale e sfruttando le potenzialità del palcoscenico del teatro genovese, ha ideato un torrione ottagonale che sale, scende, ruota suggerendo alcuni dfferenti spazi.

Esperimento di messinscena per il Siroe di Haendel, Jorge Leville ha infatti espanso i tradizionali confini della scena invadendo pubblico e orchestra. Nello spettacolo totale la musica mantiene inalterati i suoi connotati grazie alla bravura dei cantanti e, soprattutto, al rigore filologico dell'orchestra diretta magistralmente da Andrea Marcon. Grande successo di pubblico.

Uno "Stiffelio" apprezzabile dal punto di vista musicale, ma drammaturgicamente non all'altezza del lavoro che l'opera di un Verdi minore - discontinuo e sperimentatore - richiedeva.

Nette contestazioni alla regia di Federico Tiezzi e più pacati ma indubitabili dissensi per la concertazione di Alessandro Pinzauti: anche se va registrato un ottimo successo per il cast a cominciare da Mariella Devia, Amina, la nuova edizione della Sonnambula di Vincenzo Bellini al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è forse caduta vittima degli strascichi della sindrome di Sant'Ambrogio...

Spettacolo caratterizzato da una certa genericità di accento drammatico, da addebitarsi tanto alla direzione musicale di Angelo Campori che alla regia di Mattia Testi. Discreto il cast a eccezione del tenore Igniacio Encinas, buona sia l'orchestra che il coro.

Al suo debutto nella regia lirica con "Carmen", Pappi Corsicato ambienta la vicenda in un non-spazio teatrale: e il pubblico lo becca. Ottima prova di Norah Amsellem, convincono a metà Nadja Michael e Sergej Larin. Trascinante Daniel Oren.

Un Trovatore notturno e pacato ha inaugurato il 7 dicembre la stagione lirica e il centenario verdiano della Scala. Secondo filologia, niente do di petto, rispettosi pianissimo, ma anche poche emozioni e piccoli malumori in loggione.

Successo del "Barbiere di Siviglia" al Teatro Regio di Torino con una tradizionale regia di Ferruccio Soleri che rispetta i ritmi comici rossiniani, ottima la prova di Corrado Rovaris sul podio giunto solo tre giorni fa a sostituire l'indisposto Lodovico Zocche.

Successo a Bruxelles per l'opera di Poulenc con la regia di Olivier Py