Scomposte reazioni di una parte del pubblico alla prima del "Ballo in maschera" alla Scala. Non giustificate da quanto stava accadendo: una tappa, forse in prospettiva la più ricca di nuove proposte, nella matura ricerca verdiana di Muti alle radici di un Verdi sperimentale. Da rivedere e da riascoltare.

GENOVA. Una mostra su Genova e Verdi nel Palazzo dell'Accademia Ligustica. E, accanto, al Carlo Felice, la prima di Giovanna d'Arco. Le Celebrazioni per il primo centenario della morte di Verdi entrano insomma nel vivo a Genova. Dopo aver inaugurato con Jerusalem il Teatro propone un altro titolo poco rappresentato, Giovanna d'Arco. L'esito è stato controverso, con vari applausi finali, alternati percò ad espressioni di chiaro dissenso.

Nella messa in scena di Daniele Abbado, la favola per musica di Henze conquista ancora bambini e adulti

I nazisti hanno mandato Krenek in esilio, gli americani gli hanno commissionato "What price confidence" e non l'hanno rappresentata, gli italiani l'hanno rappresenta ma non sono andati a vederla

Un'eccellente edizione dell'opera di Cajkovskij, con un cast oggi difficilmente superabile, supportato da una direzione e un allestimento scenico che non demeritano

Rigorosa ma anche di fortissima comunicativa pur nella sua impronta stilizzata la regia di Graham Vick appoggiata alle belle scene di Richard Hudson, ricca di fascino la concertazione di Ivor Bolton e di grande rilievo il cast a partire dall'Andronico squisito di Sara Mingardo: per il Tamerlano di Haendel al Maggio Musicale Fiorentino è autentico trionfo

Il Maggio Musicale Fiorentino inaugura con Manrico e C.: successo pieno per la direzione di Zubin Mehta, applausi e qualche contestazione per il cast Alagna-Cedolins-Guelfi-Diadkova, verdetto negativo per lo spettacolo di Pier Luigi Pizzi

Doveva prendere vita un progetto ambizioso questa sera al PalaFenice: Kagel e Mozart a confronto sul tema del "rapimento", entrambi mossi dal regista Wernicke. La realtà del palcoscenico ha punito questa intenzione, lo spettacolo disorganico ha brillato esclusivamente per l'interpretazione delle due voci protagoniste: il tenore Homberger e la soprano Angel la quale ha dimostrato grande tecnica vocale.

La prima italiana di Notte di maggio al Comunale di Bologna. Dirige Jurowski, regia di Vizioli, cast eccellente. Ma il giovane Rimskij, tra commedia e féerie, non sfugge per intero a tracce di noia.

Successo al Teatro Comunale di Cagliari dello spettacolo comprendente le "Goyescas" di Enrique Granados e "La vida breve" di Manuel de Falla, secondo appuntamento del Festival di S. Efisio.

Un "Don Carlo" di buon livello, soprattutto se si considera quel che offre il mercato delle voci, ma slegato: mancava la ricchezza di significati che deve trasformare questo dramma intimo di anime in grande affresco storico.

Per il bicentenario del Teatro Verdi, una Ginevra di Scozia di Mayr con un buon cast vocale, che ha lasciato perplessi per quanto riguarda orchestra e allestimento, ma che alla fine ha comunque convinto il pubblico.

Raina Kabaivanska affronta con successo per la regia di Giorgio Marini il musical di Kurt Weill a Palermo costruendo una efficace e nevrotica donna in carriera bisognosa d'amore

Elisir d'amore alla Scala: spiritosa e frizzante la scenografia di Tullio Pericoli, bolsa la direzione d'orchestra

Trovatore di tutti giovani per il Verdi Festival di Parma. Suggestiva scenografia lunare con proiezioni sul fondo, regia efficace di Micheli, molto buona la direzione musicale di Cortese, un direttore che coltiva il suo talento a Boston. In linea con le aspettative la nuova Orchestra del Centenario, il Coro, mentre la compagnia di canto, nonostante l'entusiasmo, ha dato una prova discontinua. Ma sono giovani, e quindi il pubblico ha premiato con calorosi applausi tutti gli artisti impegnati.

Terzo titolo del Novecento nell'attuale stagione lirica genovese, dopo il trittico di Berio e "The Banquet" di Panni, "Ascesa e caduta della città di Mahagonny" ha ottenuto un caloroso successo di pubblico. Bello spettacolo per la direzione di Bruno Bartoletti, la regia di Graham Vick e il cast dominato da Karan Armstron Marie Mclaughline e John Treleaven.

Segreti e bugie o la tragedia dell'incomunicabilità: sono tanti i sottotitoli che si possono aggiungere a "Lohengrin" di Wagner andato in scena ieri sera al Teatro Regio di Torino.

Niente posti a Busseto. Quindi seguiamo il Falstaff dal maxischermo allestito al Regio di Parma. Surreale e straniante recensire un'opera come fosse un film, e per giunta scoprire che Muti è mancino! No. Era l'immagine rovesciata nel primo atto, e risistemata in seguito. Il cast è quello dell'allestimento scaligero, e ha dato in sostanza una buona prova. Il protagonista, Maestri, riempiva da solo il piccolo palcoscenico, mentre Muti si è trovato senza la metà degli archi, e ha riscoperto le sfumature che questa partitura riserva alla sezione dei fiati. Belle le scene e i costumi del 1913: un mondo da favola lontano lontano. Nella norma la regia di Cappuccio. Tantissimi gli applausi del ristretto pubblico di invitati.

Opera multimediale da camera di Filippo Del Corno, Teatro di Porta Romana, Milano. Fumetto di Dino Buzzati proiettato sulla scena; cantanti e orchestra parzialmente visibili. Tre interventi (canzoni) di Omar Pedrini dei Timoria.

Ennesima riesumazione donzettiana, fra punte di valore e cadute clamorose

Ritorna "Il trionfo di Clelia" dopo più di duecento anni. L'opera di Gluck e Metastasio è stata rappresentata a Lugo per la regia di Massimo Gasparon e la direzione musicale di David Agler. Efficaci le scene, bianche nere e oro, dello stesso regista, così come i bei costumi. Lodevole nelle intenzioni la direzione di Agler, con qualche approssimazione nelle scelte dinamiche. Alti e bassi per l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, anche se sostanzialmente equilibrata. Difficile la partitura vocale, con risultati discutibili per Cicchetti/Porsenna e Guilherme/Tarquinio. Meglio le altre voci maschili e bene quelle femminili (bella l'interpretazione di Bicciré/Larissa). Alla fine applausi e qualche "buu" per le voci maschili e la direzione di Agler.

Regia interessante ma con alcuni aspetti discutibili, buono il cast quasi tutto russo così come la direzione d'orchestra.

Torna in una pregevole produzione l'opera più negletta di Verdi: un testo largamente imperfetto, salvato dall'allestimento scenico e dagli interpreti musicali.

Falstaff di classe alla Scala, ottima compagnia di canto, ma nuovi scioperi potrebbero compromettere le repliche

La collaborazione tra il 'Bolshoi' di Mosca e il 'Verdi' di Trieste ha reso possibile la messa in scena di un Boris Godunov di eccellente pregio vocale e di notevole effetto scenografico.

Rappresentata a Roma "Midea (2)" di Oscar Strasnoy, vincitrice del Concorso "Orpheus" del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

La volontà di realizzare un melologo per dare evidenza scenica al contenuto letterario che sempre sostanzia la musica di Berlioz ha prodotto in realtà uno spettacolo discontinuo da cui è comunque emersa la buona prova dei musicisti, sebbene con qualche incertezza.

Riflessione, quasi diario poetico sull'umana aspirazione al volo, con una brava Silvia Testoni e la voce recitante di Lucilla Giagnoni impegnate a tessere trame sottili tra la musica di un Campogrande in stato di grazia e le parole di un sempre più esuberante Dario Voltolini. Meno convincente la regia di Pizzicato, che non impedisce all'operina di trovare un cordiale consenso di pubblico.

Teatralizzare "operisticamente" la "Johannes-Passion" di Bach: un'operazione curiosa, affidata alla firma visiva del regista spagnolo Plaza, e alla direzione musicale di Christoph Rousset, a capo dell'Academia Montis Regalis, che ha restituito un suono mite, antico all'oratorio di Bach. Protagonista assoluto, più che Gesù, si è rivelato, teatralmente e musicalmente, il coro.