Qualcuno si era portato da casa i fischietti ma la maggior parte del pubblico ha applaudito l'opera di Battistelli

Una messinscena coraggiosa e una strepitosa Mariella Devia per l'allestimento bolognese dell'opera donizettiana.

L'edizione di Macbeth a Modena ha, tutto sommato, raggiunto un buon esito. Le scene e la regia si sono indirizzate verso una direzione fortemente caratterizzata, anti-tradizionale, con esibizione di nudi, sangue, e barbarie varie. La resa musicale è stata in buona sostanza apprezzabile, con una direzione, quella di De Bernart, personale ma coerente con una lettura figlia del Novecento. I cantanti hanno ben reso i caratteri vocali dei protagonisti, adeguata la compagnia nel complesso, alti e bassi nel coro. Alla fine applausi attraversati da sonori dissensi indirizzati a direzione orchestrale, scene e regia.

Apertura del "Tout Rossini en un acte" all'insegna dell'annullamento, causa incidente al tenore, della seconda parte del programma. Abbiamo quindi seguito solo "Il signor Bruschino" in un allestimento modesto in mezzi scenici, ma efficace grazie alla lettura ironica che ha caratterizzato l'esecuzione. Omogeneo e appropriato il cast (senza vette esorbitanti) impegnato, comunque, in movimenti pantomimici sicuramente problematici. Bene la direzione di Desderi alla guida dei Virtuosi Italiani. Tra la musica di Rossini inserti jazz, gospel, e rievocazioni mozartiane e verdiane. Teatro non pienissimo, ma pubblico soddisfatto.

Due opere di Berio, "Passaggio" e "Laborintus II" e un balletto costruito da William Forsythe su sue musiche ("Workwithinwork") hanno avviato, ieri sera, al Carlo Felice, la sezione del cartellone lirico genovese dedicata al Novecento. Seguiranno "The Banquet" di Marcello Panni e "Ascesa e caduta della città di Mahagonny" di Kurt Weill. Successo meritato per gli artisti e per Luciano Berio, presente in platea.

Daniel Oren dispiega a Trieste tutte le sue qualità di concertatore, in una Bohème portata al successo anche da un valido cast vocale e dalla buona prova dell'orchestra e del coro del Verdi.

Edizione immersa in una genericità interpretativa che non rende giustizia né all'opera né al teatro che la allestisce. I protagonisti sembrano più preoccupati di evitare le trappole della partitura che di offrire vere emozioni al pubblico.

Tre monologhi di epoca, stile e carattere diversi, con esito altalenante: per fortuna alla fine c'è Cimarosa, e la serata è salva

Un piccolo capolavoro dell'opera del Novecento abbinato a un nuovo e non indispensabile balletto: una serata composita, che vuole essere anche un omaggio a due grandi protagoniste della scena, Kabaivanska e Fracci.

A soli due giorni dal "Marito disperato" di Cimarosa il Teatro di San Carlo ha presentato un altro spettacolo di alta qualità: ma quanto diverso il suo ritegno fin troppo "british" dall'esuberanza partenopea del precedente!

Al Teatro Goldoni di Firenze è andato in scena The Rape of Lucretia, capolavoro di Benjamin Britten. La bellezza violata come metafora del male e della speranza di redenzione. Un vertice del teatro del nostro tempo in un allestimento esemplare di un giovane team guidato da Daniele Abbado. Esecuzione musicale eccellente e pubblico commosso.

Non il solito recupero musicologico, non il solito doveroso omaggio celebrativo, ma due ore di vero divertimento con Domenico Cimarosa, a duecent'anni dalla morte.

Prima opera in cartellone per il Verdi Festival di Parma, per la regia di Konchalovskj e le scene di Frigerio ha proposto una lettura tutta centrata sul tema del mare e di una caratterizzazione cupa delle scene. La direzione musicale di Gergiev ha guidato la sua Orchestra Kirov in un universo musicale denso e dilatato, ma affascinante. Le voci dei protagonisti non sono state eccelse: poco incisivo il tenore Momirov (Riccardo), bene Oscar (Trifonova), discreti gli altri. Appausi del pubblico, dissensi dal loggione per tenore, britono e regia.

Credibile Gualtiero Salvatore Fisichella. Ovazioni per Lucia Aliberti, vera protagonista. Robusto e dignitoso l'Ernesto di Roberto Frontali. Attenta agli equilibri tra le masse sonore la concertazione di Giuliano Carella. La regia di Giulio Chazalettes faceva muovere abilmente gli interpreti nell'essenziale scenografia di Ulisse Santicchi, che firmava anche i costumi.

Notevole successo per la prima esecuzione moderna di 'Alcina' di Haendel a Bari, prodotta dalla Universität für Musik di Graz. Buoni i cantanti e l'orchestra non storica diretta da W. Schmid.

Ad aprire il programma di "Busseto 2001 - Centenario Verdiano" è stata scelta - possiamo dire temerariamente - Aida, l'opera più monumentale concepita da Giuseppe Verdi. Un'opera fortemente voluta da Franco Zeffirelli che, coinvolto in questa occasione dalla Fondazione Toscanini e dal Comune di Busseto, ha scelto la sfida di concentrare il suo lavoro (davvero riuscito) di scene e regia su un palcoscenico di otto metri di boccascena, in un teatrino da 350 posti.

L'efficace umiltà di Daniele Gatti e un cast giovane e agguerritissimo finiscono per sottolineare ancor più - vista la continuità genetica - quanto "Il viaggio a Reims" sia legato (ormai forse in modo preoccupante) ai Padri della première 1984, Abbado e Ronconi in testa.

Un macabro grand-guignol tra crimini, stupri e corruzione. La Lulu di Berg, per la regia di Martone e diretta da Reck, ha inaugurato la stagione del Teatro Massimo. Ottimo il cast.

Un successo insolitamente caloroso accoglie "La rondine" in una bella edizione diretta da Gelmetti, convinto e convincente paladino dell'opera meno fortunata di Puccini

Curioso grand-opéra Hamlet di Ambroise Thomas, in scena dal 23 gennaio al Teatro Regio di Torino, perché nella sua fedeltà-infedeltà a Shakespeare regala al protagonista un lieto fine: uccisione di Claudius e successiva acclamazione del Principe di Danimarca come nuovo re.

Una regia vincente che mette d'accordo "modernisti" e melomani vecchio stampo: a Firenze al Teatro del Maggio Rodolfo, Mimi' e C. nella versione Anni Trenta creata nel 1994 da Jonathan Miller, sul podio Roberto Rizzi Brignoli

Un Amico Fritz che enfatizza un'ambientazione rustica, di carattere neo-verista,vitale e duttile la prestazione di Cecilia Gasdia, Andrea Bocelli un po' incolore e vocalmente contenuto

La stagione del San Carlo apre in controtendenza nell'anno dei centenari di Verdi e Bellini: Isabella Rossellini e Gérard Depardieu fra gli interpreti di Perséphone e Oedipus Rex di Stravinskij

In attesa di chiudere il ciclo del "Ring", programmato verso la fine del 2001, il Teatro "Verdi" di Trieste ha messo in scena ieri sera L'Olandese Volante, l'opera romantica della rivelazione wagneriana.

Successo della prima rappresentazione italiana di "Die ägyptische Helena" di Richard Strauss che ha inaugurato la stagione 2001 del Teatro Lirico di Cagliari.

Terzo titolo del cartellone lirico genovese, "I Puritani" costituisce l'atto d'omaggio del Carlo Felice a Bellini nel secondo centenario della sua nascita. Diretta da Vladimjir Spivakov (al suo debutto sul podio di un'opera), Mariella Devia è stata la grande protagonista della serata. Molto bene anche Erwin Schrott. Regia, scene e costumi portano la firma di Pierluigi Pizzi. Pizzi ha rinunciato ad una scenografia tradizionale e sfruttando le potenzialità del palcoscenico del teatro genovese, ha ideato un torrione ottagonale che sale, scende, ruota suggerendo alcuni dfferenti spazi.

Esperimento di messinscena per il Siroe di Haendel, Jorge Leville ha infatti espanso i tradizionali confini della scena invadendo pubblico e orchestra. Nello spettacolo totale la musica mantiene inalterati i suoi connotati grazie alla bravura dei cantanti e, soprattutto, al rigore filologico dell'orchestra diretta magistralmente da Andrea Marcon. Grande successo di pubblico.

Uno "Stiffelio" apprezzabile dal punto di vista musicale, ma drammaturgicamente non all'altezza del lavoro che l'opera di un Verdi minore - discontinuo e sperimentatore - richiedeva.

Nette contestazioni alla regia di Federico Tiezzi e più pacati ma indubitabili dissensi per la concertazione di Alessandro Pinzauti: anche se va registrato un ottimo successo per il cast a cominciare da Mariella Devia, Amina, la nuova edizione della Sonnambula di Vincenzo Bellini al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è forse caduta vittima degli strascichi della sindrome di Sant'Ambrogio...

Spettacolo caratterizzato da una certa genericità di accento drammatico, da addebitarsi tanto alla direzione musicale di Angelo Campori che alla regia di Mattia Testi. Discreto il cast a eccezione del tenore Igniacio Encinas, buona sia l'orchestra che il coro.