Lucia di Lammermoor è andata in scena a Parma con le scene di Enzo Deho' ideate per il Maggio Musicale Fiorentino del 1952. La resa complessiva non si può dire eccellente, anche a causa di una direzione musicale funzionale, ma niente di più. Tra le voci - nessuna senza pecche - è emersa quella autorevole di Ambrogio Maestri, mentre Cinzia Forte ha saputo far fronte in maniera più che onesta al ruolo di Lucia. Successo rispettoso del pubblico.

La regia e la scenografia estremamente sobrie fanno risaltare la vera faccia del "Così fan tutte": non un dramma giocoso ma un sottile studio psicologico. Il cast ha offerto prove disuguali, buona l'orchestra.

Racconti di Hoffmann musicalmente vecchia maniera screziati di surrealismo e magia circense da Jerome Savary. Eccellenti le prestazioni di Vincenzo La Scola e Mariella Devia

A Bologna La dama di picche: grande Jurowski, donne di sfarzo e la regia di Richard Jones oltre i limiti del gusto

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Il Don Giovanni di Bryn Terfel domina una brillante nuova produzione del capolavoro di Mozart con cui Francesca Zambello conquista il pubblico londinese

Gelmetti presenta in una luce nuova il Trittico pucciniano, proseguendo nella sua rilettura dell'opera italiana dei primi decenni del Novecento, in cui sta gradualmente scoprendo una modernità fino a ieri insospettata

Il Serse di Handel apre per la prima volta ad Atene ad inaugurare con successo la nuova politica per l'opera barocca dell'Opera Nazionale Greca

E' iniziato bene il 2002 per il Carlo Felice che ha proposto, una bella edizione di "Die Zauberflote". Spettacolo vivace e fresco, grazie alla direzione d'orchestra di Theodor Guschlbauer e alla regia garbata e originale di Daniele Abbado. Essenziali ed efficaci le scene ideate da Lele Luzzati. Ottimo il cast dominato dalla deliziosa Carmela Remigio nei panni di Pamina.

Inaugura con successo la stagione 2002 del Teatro San Carlo, Turandot di Puccini, presentata nell'allestimento di David Hockney e con la direzione di Gabriele Ferro.

Buona accoglienza a Ferrara per la prima rappresentazione Italiana di La morte di Klinghoffer di John Adams. Partitura impegnativa, messa in scena attraverso una regia funzionale ed essenziale. Buon impegno degli interpreti vocali, tutti, però, con una tremenda pronuncia inglese. Bene l'Orchestra Città di Ferrata diretta con buon controllo da Webb. Calorosi applausi alla fine.

Allestimentonon eccessivamente convincente anche se dignitoso. Nel complesso mancava di brillantezza. Buona la resa vocale della Sburlati e di Joyner

Sono tornate al Comunale di Modena, ad aprire la stagione lirica, Le Maschere di Mascagni. Kemp ne ha proposto una regia brillante nei movimenti scenici, sia dei protagonisti che del coro, all'insegna di colori accesi e dipinti favolistici. Il cast vocale era equilibrato, con qualche incertezza sparpagliata in uguale misura tra tutti i cantanti impegnati. Arpea si è impegnato a rendere frizzante la lunga partitura: il coro ha retto, l'orchestra no, mostrando cedimenti nell'intonazione e nell'equilibrio delle classi strumentali. Posti vuoti in platea e nei palchi. Tanti appausi.

100 anni dopo la prima italiana, diretta da Toscanini, Euryanthe inaugura la stagione del Teatro Lirico di Cagliari, con un sontuoso allestimento di Pier Luigi Pizzi.

Maria Stuarda di Donizetti ha aperto la stagione 2002 del Teatro Valli di Reggio Emilia. Regia sufficientemente funzionale in un'impostazione scenica statica che, alla lunga, risultava monotona. Bene Carmela Remigio nel ruolo di Maria, e Sonia Ganassi in quello di Elisabetta, nonostante una indisposizione annunciata ad apertura di serata. Coro e orchestra adeguati sotto la guida di Carminati. Applausi per tutti.

Recuperato, per l'apertura della stagione 2002 del Regio di Parma, il Marin Faliero di Donizetti. Preceduto di qualche giorno da una conferenza di studio attorno a quest'opera, il nuovo allestimento ha dimostrato tutto l'interesse per questo dramma musicale dimenticato, rivelandone, a mio avviso, anche caratteristiche inaspettate (ruolo di Elena). Molto bene i quattro protagonisti, Pertusi, Devia, Servile e Blake. Efficace la direzione musicale di Datone, adeguati senza eccellere coro e orchestra. Interessante la regia di Daniele Abbado.

Successo per la prima rappresentazione a Bari dell'opera di Niccolò Piccinni "Didon" suo capolavoro del periodo francese (1783).

Dopo troppi anni di assenza a Bologna, ritorna per poche recite un "Barbiere" di gran classe

Grande successo per "L'Olimpiade" di Cimarosa, allestimento scenico e regia eleganti, con un cast assolutamente all'altezza delle difficoltà poste dalla partitura. Il pubblico ha accolto lo spettacolo con ovazioni.

L'assenza di Domingo stravolge l'"Otello" di Vredi alla Scala. Buona la prova di Barbara Frittoli e dell'orchestra.

L'ultimo lavoro di Bellini è stato rappresentato con successo a Trieste, soprattutto grazie alla bravura di un'Elvira splendidamente interpretata dal soprano spagnolo Mariola Cantarero.

Accoglienza tiepida al Teatro Massimo Bellini di Catania per "La Battaglia di Legnano" di Giuseppe Verdi, opera giovanile pressoché dimenticata. Attenta la direzione di Nello Santi. Apprezzabile la presenza vocale e scenica di Elisabete Matos, affiancata da Cesar Hernandez e Giorgio Cebrian. Deludente la regia di Walter Pagliaro.

Un allestimento frettoloso, approssimativo e superficiale del capolavoro mozartiano, che porta un materiale (cantanti, direttore, orchestra) complessivamente decoroso fino al limite della decenza.

serata conclusiva del festival di Nuova Consonanza; in sala compositori, esponenti del mondo accademico e critici; buon successo di pubblico e ottima prova di musicisti e cantanti

Un Ballo in maschera non si può risolvere con la routine, ma è pur sempre Verdi e il pubblico è soddisfatto: che abbia ragione ad accontentarsi di quel che passa il convento?

Realizzata all'interno del Festival "Corpi del suono", la performance dell'opera di poesia e musica "Tiresia", autori il compositore Agostino Di Scipio e il poeta Giuliano Mesa, ha sottolineato l'innovativo proposta di esperienza (plurima, aperta) dello spettacolo portata avanti in questa iniziativa, dando conto dell'approfondito lavoro comune degli autori sul ritmo e aprendo una finestra critica e calata nella tragica realtà dell'oggi sulla figura del veggente cieco, inascoltato perché vede e dice ciò che l'uomo non vuole vedere e dire.

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