GRANDESSOCERA: quando il sax dialoga con l’elettronica
In un tour europeo di sette tappe, il suono del sassofono si unisce a quello dell’elettronica, tra improvvisazione, tecnologia e interazione in tempo reale.
23 ottobre 2026 • 4 minuti di lettura
Dal fortunato incontro tra il sassofonista Damiano Grandesso e il compositore e sound designer Andrea Cera, due musicisti veneti, nasce GRANDESSOCERA, un progetto innovativo che esplora il confine tra performance acustica ed elettronica, trasformando il rapporto tra musicista e tecnologia in un vero e proprio dialogo creativo. Dopo il debutto a Belgrado dello scorso 8 ottobre, e l’appuntamento a Siviglia, il 23 ottobre, GRANDESSOCERA proseguirà il tour europeo per un totale di sette appuntamenti internazionali: presso il Royal Conservatoire Antwerpen di Anversa (17 novembre), al Conservatoire Royal de Bruxelles (18 novembre), alla Chopin University of Music di Varsavia (8 dicembre), presso la prestigiosa Sibelius Academy di Helsinki (8 gennaio), per terminare al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra (11 gennaio).
Cosa accade quando una macchina non si limita ad accompagnare un musicista, ma lo ascolta, reagisce alle sue scelte e, a sua volta, ne modifica il comportamento? È da questa domanda che prende forma una performance in continuo divenire, dove il sax di Damiano Grandesso e il sistema interattivo progettato da Andrea Cera si confrontano, si provocano e si influenzano reciprocamente.
Il progetto è risultato vincitore del programma Per Chi Crea 2025, promosso da SIAE, e vede il sostegno del MIC – Ministero della Cultura.
IL PROGETTO
Al centro della performance c’è un attrito dinamico e mutevole tra il sassofonista e un sistema interattivo ideato da Andrea Cera. Durante l’esecuzione, l’equilibrio tra uomo e macchina cambia continuamente. A volte è il sax a guidare; altre volte è il sistema elettronico a imporre nuove regole, generando reazioni, deviazioni e trasformazioni inattese. Eppure, è Grandesso a mantenere saldamente il controllo della drammaturgia, orchestrando inversioni di ruolo e cambiamenti spontanei anche in risposta all’energia e al comportamento del pubblico. Il computer, sulla scia di precedenti lavori di Cera come Deliverance (1998) e Dueling Zombies (2007), ascolta e reagisce in tempo reale.
Il cuore tecnologico della performance incorpora un algoritmo sviluppato durante la residenza di Cera nell’ambito del progetto europeo ReSilence (2023–2025). Il sistema è progettato per riconoscere e misurare una specifica qualità astratta del suono: l’“intrusività”, intesa come combinazione di asprezza timbrica, picchi dinamici e transizioni non lineari. Ciò che il sistema percepisce come intrusivo nell’esecuzione del sassofono genera una risposta sonora. Questa risposta, a sua volta, modifica i gesti fisici e musicali di Grandesso, innescando un ciclo di feedback continuo fatto di interruzioni, reazioni e reciproco controllo.
Sotto la superficie sonora si sviluppano diversi livelli simultaneamente. Grandesso può seguire una partitura sincronizzata oppure abbandonarsi all’improvvisazione libera, mantenendo inoltre la possibilità di intervenire direttamente sul comportamento del computer attraverso un’interfaccia dedicata. Il risultato non è quindi una semplice sovrapposizione tra strumento acustico ed elettronica, ma un sistema in cui musicista, macchina e pubblico contribuiscono alla costruzione di una forma musicale irripetibile.
MUSICA OLTRE I GENERI
Il progetto GRANDESSOCERA si è sviluppato attraverso due fasi. La prima ha definito il vocabolario musicale di base: un linguaggio ibrido che fonde strutture ritmico-melodiche della techno e del jazz con procedure permutazionali e interpolative proprie della musica d’arte della fine del Novecento. Un equilibrio tra composizione rigorosa e improvvisazione libera. Questa ricerca ha portato nel 2021 alla pubblicazione dell’EP Fluorescent Lines per l’etichetta italo-tedesca Jazz-O-Tech, oltre che all’inserimento di materiali del progetto nella serie Rai3 Hic Sunt Leones di Ricci/Forte (2020) e nella produzione teatrale di MopStudio Augmented Me (2022). La seconda fase porta oggi quel materiale compositivo dentro una nuova dimensione: quella dell’interazione imprevedibile con un sistema elettronico reattivo.
GRANDESSOCERA diventa così il luogo di un confronto permanente tra intenzione e imprevisto, controllo e libertà, gesto umano e risposta algoritmica. Una performance in cui ogni esecuzione può prendere una direzione diversa e in cui il confine tra chi suona e chi ascolta, tra strumento e macchina, è continuamente rimesso in discussione. Un concerto, dunque, ma anche un esperimento: un dialogo in tempo reale tra un sassofono, un algoritmo e l’energia del pubblico.
I PROTAGONISTI
Membro dei FIVE SAX e del Milano Saxophone Quartet, Damiano Grandesso ha calcato alcune delle più importanti sale da concerto internazionali, dal Musikverein di Vienna al Taipei National Concert Hall, dal Teatro del Lago di Cile alla Cité de la Musique di Parigi e al Concertgebouw di Bruges. Profondamente interessato alla musica contemporanea, Grandesso ha eseguito in prima assoluta oltre 50 nuove composizioni e ha inciso per etichette quali ARS, Azzurra Music, Orlando Records, Amadeus Arte e Jazz O’Tech. Attualmente è docente di sassofono al Conservatorio di Caltanissetta.
Compositore e sound designer, Andrea Cera unisce una solida formazione classica a una lunga esperienza nella ricerca elettronica e nel sound design, sviluppata anche attraverso una specializzazione all’IRCAM di Parigi. Il suo lavoro si muove tra composizione, ricerca applicata e progettazione del suono per contesti tecnologici e industriali. In questo ambito ha collaborato anche con Airbus, lavorando alla ricerca e alla progettazione di nuovi linguaggi sonori per gli ambienti aeronautici: suoni e strategie sonore pensati per accompagnare, informare e supportare i piloti nelle diverse fasi dell’esperienza di volo. Un approccio al sound design inteso quindi non semplicemente come elemento estetico, ma come strumento capace di orientare l'attenzione, comunicare informazioni e interagire con il comportamento umano.
Il suo percorso attraversa inoltre la composizione di colonne sonore — con oltre 40 lavori realizzati per la danza e il teatro contemporaneo, tra cui collaborazioni con il regista Stefano Ricci — e la ricerca applicata nel campo del sound design per l’industria e l’ambito universitario. Tra le istituzioni con cui ha collaborato, oltre a IRCAM e Airbus, figurano Renault e KTH. Due percorsi diversi, dunque, che si incontrano dopo esperienze maturate in territori musicali molteplici, dal repertorio classico al jazz, fino alla techno e alla sperimentazione elettronica. GRANDESSOCERA nasce proprio dall’esigenza di mettere in relazione questi mondi e di esplorare un territorio ancora in gran parte inesplorato. Maggiori informazioni sul progetto GRANDESSOCERA (clicca qui)