C2C Festival 2026, istruzioni per l'uso
Dal 29 ottobre al 1° novembre a Torino l'edizione numero 25 di C2C Festival: ecco 10 nomi da tenere d'occhio
27 ottobre 2026 • 5 minuti di lettura
25 anni sono un traguardo importante, raggiunto dopo un lavoro che ha portato C2C Festival a essere un punto di riferimento internazionale per l'avant pop e la musica elettronica d'avanguardia. I traguardi raggiunti devono essere festeggiati e gli organizzatori hanno allestito un cartellone come al solito ricco, all'interno del quale ho selezionato 10 nomi: i consigli riguardano tutte quattro le serate e non coinvolgono artisti habitué del festival, il set di 7 ore di Theo Parrish (vista la durata, il set comincerà alle 21.00 di venerdì 30 ottobre: una mezz'ora ogni tanto sarà quasi impossibile non dedicargliela) e neanche Robyn, forse il nome di punta di questa edizione, ma che arriva all'appuntamento con Sexistential, album pubblicato a fine marzo e, almeno per me, già dimenticato (comunque un salto alla sua esibizione vale la pena farlo, inizierà alle ore 22.45 della stessa sera).
Quest'anno i concerti, i dj set, i talk e il quartier generale coinvolgono 8 sedi: la main venue di Lingotto Fiere, le OGR Torino, il Teatro Carignano - dopo un'assenza di 11 anni con una speciale matinée degli Smerz alle ore 12.00 di sabato 31 ottobre -, il Teatro Regio - con i talk di Arca, Kode9 e ML Buch -, Le Roi - sala da ballo progettata nel 1959 dall'architetto Carlo Mollino - & Notorius - un ritorno al passato visto che fu tra i club coinvolti nella prima edizione del 2002 -, Combo Torino - per il quarto anno consecutivo sede del quartier generale di C2C Festival -, Pinacoteca Agnelli e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a cui i possessori di biglietto del Festival potranno accedere gratuitamente durante i quattro giorni dell'edizione 2026.
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Dopo questa doverosa introduzione, eccomi pronto coi 10 consigli, di cui almeno la metà risulterà sbagliata, come da tradizione consolidata:
Giovedì 29 ottobre, si comincia alle OGR e col primo nome vado sul sicuro: gli australiani Avalanches (ore 23.00) mi piacciono molto e in quest'occasione "i campioni dei campionamenti", diventati da quest'anno un trio, presenteranno No Bad Memories, il loro nuovo lavoro a 6 anni di distanza dal precedente We Will Always Love You, composto da ben 31 pezzi e che tra gli ospiti vede, tra gli altri, Panda Bear, Carly Simon, Jamie XX, Vini Reilly, Khadija Al Hanafi e Jessy Lanza.
Dopo di loro (00.30) si esibirà la londinese Shygirl, nome molto atteso dal pubblico femminile più giovane (e non solo), che per l'occasione presenterà in anteprima i brani del suo secondo album Swallow! - titolo che è tutto un programma -, in uscita 5 giorni dopo la fine di C2C Festival, e che è stato preceduto dai singoli "Alyse", "Lucky[Hymn]" e "Mantra".
Venerdì 30 ottobre, al via la due giorni a Lingotto Fiere e seleziono la cantautrice francese Marylou Vanina Mayniel in arte Oklou (21.30), con le sue sognanti canzoni di pop futuristico, influenzate in egual misura dalla musica ambient sperimentale, dalla trance e dalla musica barocca studiata in giovane età.
Per il secondo consiglio confido in Nicolas Jaar, un artista che non mi ha mai deluso: sul cosiddetto Dazed Stage ci sarà uno showcase della sua etichetta Other People (18.00 - 20.45), comprendente Fronte Violeta, il progetto collaborativo di Anelena Toku e Carla Boregas, ambedue di San Paolo, il violinista messicano Eli Wewentxu e Fake Samo, un altro progetto con base a Santiago del Cile che si muove sul confine tra elettronica d'avanguardia e jazz di ricerca.
Come terzo nome la scelta cade su quello di Chanel Beads (ore 19.00), progetto nato dalla collaborazione tra Maya McGrory e Shane Lavers, uno dei personaggi più rispettati della scena DIY newyorkese, che ha pubblicato il suo secondo album nel corso dello scorso giugno intitolandolo - chissà perchè? - esattamente come il primo dato alle stampe due anni fa, vale a dire Your Day Will Come, sempre per l'etichetta Jagjaguwar.
Sabato 31 ottobre, seconda e ultima serata a Lingotto Fiere, due i nomi selezionati: il primo è quello di Chuquimamani-Condori (ore 00.30), che lo scorso anno diede vita con suo fratello Joshua Chuquimia Crampton - quindi in versione Los Thuthanaka - a un'esibizione molto intensa, anche se breve. Questa volta presenterà il progetto DJ E, cacofonia andina e sovrabbondanza di trame sonore: da perderci la testa.
Il secondo nome selezionato è quello di Kelela (ore 21.30) - senz'altro uno dei punti di forza del cartellone di quest'anno -, protagonista lo scorso luglio dell'eccellente New Avatar, in cui la cantante di origini etiopi smantella le barriere tra rock alternativo e R&B, dando vita a un disco pop sofisticato e coraggioso. Già che ci sono segnalo che prima di lei, alle 20.15, si esibirà l'artista danese Fine, il cui album fresco di stampa Jazz Dreams sta riscuotendo ottime critiche.
Domenica 1° novembre, siamo arrivati all'ultimo giorno di C2C Festival 2026: gli ospiti al Le Roi & Notorius sono stati annunciati, ma mi concentro sull'appuntamento alle OGR e consiglio la mia amata Liz Harris, questa volta in versione Grouper (ore 21.00), alle prese con il suo ambient-folk di grande fascino. Ne approfitto per segnalare che all'inizio di ottobre, dopo una pausa durata più di 10 anni, è uscito Linda's Head, il secondo album di Helen, gruppo estemporaneo formato da Harris in compagnia di Scott Simmons e Jed Bindeman
Della cantante e produttrice catalana Marina Herlop (ore 22.30) ha scritto recentemente su queste colonne il collega Alberto Campo in occasione della pubblicazione del suo nuovo lavoro Dja Dja: un album non facile ma di grande suggestione, capace di fondere vocalità lirica ed elettronica d'avanguardia, alla ricerca di una via alternativa a Björk e Rosalía, modelli di riferimento che possono venire in mente all'ascoltatore.
Sono arrivato al termine dei consigli, ma, se l'ultima sera sarete alle OGR, non perdetevi l'esibizione del settantatreenne Carl Stone (ore 20.00), uno dei pionieri della musica elettronica dal vivo nonché iniziatore della tecnica dei campionamenti. Questo è un bonus, dunque niente video d'accompagnamento. È davvero tutto, mi sembra di essere riuscito a preparare il giusto mix di avant pop ed elettronica d'avanguardia: non mi resta che augurarvi buon C2C Festival 2026!