Un Wozzeck duro e coinvolgente
Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino grande successo per lo spettacolo firmato da Deborah Warner, per il direttore Thomas Guggeis e per il cast
29 settembre 2026 • 3 minuti di lettura
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze
Wozzeck
27/09/2026 - 03/10/2026Nelle sue note di regìa Deborah Warner, commentando questa ripresa al Teatro del Maggio, che ha personalmente curato, di uno spettacolo nato qualche anno fa al Covent Garden, scrive: “Camminando ogni giorno verso il Teatro del Maggio Musicale attraverso questa città bellissima e imponente, negli ultimi cinque minuti del mio percorso mi è capitato anche di passare tra i vetri delle bottiglie rotte la notte prima tra le rotaie del tram, tra corpi addormentati e siringhe abbandonate … Tutte le grandi città occidentali ospitano sia chi vive nella ricchezza e nel comfort, sia gli sfollati, i senzatetto e gli emarginati... non dobbiamo guardare lontano per riconoscere Wozzeck e i suoi simili, anche a cento anni di distanza.”
La caserma diventa un tetro bagno pubblico di cui il Capitano è il custode-controllore e in cui Wozzeck fa le pulizie, tormentato da una masnada di disgraziati come lui che lo bullizzano, e poi un rifugio notturno fatto di stracci e luridi materassini; l’osteria, nelle due scene in cui la vicenda vi si svolge, diventa un ritrovo di fortuna, in cui qualcuno suona, qualcuno amoreggia e tutti si sbronzano e si picchiano ma soprattutto picchiano Wozzeck; lo studio medico del dottore è un’infermeria in condizioni non troppo decorose... ci sono proiezioni, riprese dall’alto in tempo reale, velature, trasformazioni a vista, cromìe e gradazioni di luci, tutto così perfettamenente graduato e coerente, con una gestione così magnifica delle scene di massa in tutta la loro crudezza, da centrare perfettamente la comunicazione dei contenuti di fondo di cui la Warner dà ragione nelle sue note.
Non meno convincente la prestazione di Thomas Guggeis, giovane ma già affermatissimo direttore tedesco più volte oggetto di attenzioni dai recensori del GdM, e che aveva già conquistato il pubblico fiorentino in due recenti episodi mahleriani, un Lied von der Erde in aprile e, proprio alla vigilia di questo Wozzeck, una Seconda in cui ha sostituito Zubin Mehta. Guggeis ci è sembrato pressoché perfetto per sicurezza, energia direttoriale, capacità di imprimere a tutta l’opera un calore e un’intensità indimenticabile, ma anche di valorizzare momenti di più trasparente, misteriosa, sottile magìa sonora quando la partitura lo richiede, in particolare negli stupendi episodi orchestrali che intercalano i quindici quadri. E certamente la scelta di eseguire l’opera senza soluzione di continuità ha giovato alla tenuta e al vigore del racconto.
Il cast era non meno soddisfacente, con un protagonista, Wolfgang Koch, di grande valentìa, ma soprattutto capace di assecondare in profondità la visione registica, con il suo Wozzeck sommesso, più che mai terrorizzato dalla realtà, più che mai vittima; la splendida, tragica Marie di Anja Kampe che aspettiamo in gloria come Isotta al prossimo festival del Maggio; e tutti, davvero tutti bravi, fra cui citiamo per gusto personale il sornione Dottore di Clive Bayley e il più che mai macho Tamburo Maggiore di Ian Koziara.
Ma questo cast merita di essere citato per intero per bravura e centratura dei personaggi: Sam Furnes (Andres), Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (il Capitano), Barnaby Rea e Alex Otterburn (i due garzoni), Dafydd Jones (il folle dell’osteria), Helena Rasker (Margret), Massimiliano Esposito (un soldato), e infine il piccolo Manfredi Attori che era il bambino, muto protagonista dell’ultimo quadro. Validissima partecipazione dell’orchestra, del coro e delle voci bianche, una lode speciale al gruppo dei figuranti speciali che dà sempre un notevole contributo alle regìe del Maggio, e stavolta era particolarmente importante per esprimere l’idea di un’umanità emarginata e indurita che segnava questo spettacolo. Repliche mercoledì 30 settembre e sabato 3 ottobre.