Il Festival Ancona Barocca riscopre Pasquale Bini

Federico Guglielmo e l'Orchestra Barocca delle Marche eseguono musiche rare dell'allievo di Tartini

LF

21 settembre 2026 • 3 minuti di lettura

Federico Guglielmo e l'Orchestra Barocca delle Marche (credits Fondazione Lanari)
Federico Guglielmo e l'Orchestra Barocca delle Marche (credits Fondazione Lanari)

Chiesa Santa Maria della Piazza, Ancona

Concerto Festival Ancona Barocca

19/09/2026 - 19/09/2026

Uno degli appuntamenti più interessanti del Festival Ancona Barocca, alla sua quarta edizione, è stato il concerto dedicato al pesarese  Pasquale Bini (1716-1770)  del quale sono state eseguite musiche inedite conservate nel Fondo Musicale della Biblioteca “Benincasa” di Ancona.  Tale fondo, che conta complessivamente 241 manoscritti musicali donati alla biblioteca dalla famiglia Nappi nel 1937 e riflesso degli interessi collezionistici di Carlo Ignazio Nappi (1723-1796) e del figlio Emanuele (1767-1836), comprende manoscritti di Bini ma anche di altri allievi marchigiani di Tartini, come l’anconetano Carlo Nappi e il senigalliese Andrea Roberti degli Almeri.

Lo stesso Tartini ebbe un profondo legame artistico e biografico con le Marche e con Ancona in particolare, dove lavorò come violinista nell’antico Teatro La Fenice e dove scoprì il fenomeno acustico del “terzo suono”, che contribuì alla sua notorietà.

Protagonisti del concerto, nella suggestiva chiesa di Santa Maria della Piazza,  sono stati   Federico Guglielmo violino solista e concertatore  e l’Orchestra Barocca delle Marche, formata da Gilberto Ceranto e Domenico Percetti violini,  Alessia Pazzaglia violino e viola, Lucia Sacerdoni violoncello, Matteo Cicchitti violone e Anna Cortini clavicembalo; gli artisti hanno eseguito di Pasquale Bini  due Concerti per violino, archi e basso continuo, due Sonate per violino e basso continuo, e due Divertimenti a due violini, tratti da una raccolta di sei anch’essa presente nel Fondo di Ancona e solo in un’altra collezione custodita alla Biblioteca dell’Università di Berkeley in California.

Nonostante Bini fosse apprezzato, in vita, più come violinista che come compositore, ciò che è apparso immediatamente evidente all’ascolto è stata la floridezza dell’invenzione melodica e la varietà ritmica, che rendono questo repertorio  assolutamente degno di essere riscoperto e valorizzato come interessante tassello della scuola violinistica italiana.

I concerti risentono senz’altro dell’influenza vivaldiana nella struttura a tre tempi,  con gli Allegro in forma ritornello e i Largo dove il solista emerge, accompagnato delicatamente dagli archi; tuttavia gli stilemi tipici del tardo barocco- progressioni, effetti di eco - qui appaiono meno accentuati, a favore di una più spiccata cantabilità  e di un ritmo e di una armonia  più mobili.

È soprattutto nelle sonate, in tre tempi, che si avverte una maggiore modernità e una apertura al nuovo stile galante, perché la scrittura è più apertamente rivolta alla melodia accompagnata; questo è ancora più evidente nei Divertimenti a due violini, dove sono definitivamente superati il contrappunto e l’imitazione e dove i due strumenti preferiscono procedere all’unisono e con la melodia sostenuta da semplici formule di accompagnamento.

La bravura degli interpreti ha pienamente valorizzato questo raro repertorio, facendone ancora di più apprezzare, nei tempi lenti, le inflessioni patetiche e languide e l’espressività mai plateale, ma semmai ombrosa e riservata, e nei tempi veloci la ricchezza delle fioriture esibite con  perizia improvvisativa storicamente informata.

Il programma del concerto ha anticipato dal vivo l’incisione discografica che gli stessi interpreti hanno da poco realizzato, di prossima pubblicazione in CD per Dynamic. L’ album, atteso a dicembre, è la prima realizzazione di un progetto discografico che il Sistema Regionale del Barocco Musicale intende perseguire con il titolo di Collana “Tartiniani delle Marche”, dedicato proprio al patrimonio di autori collegati o riferibili al Maestro che abbiano legami diretti o indiretti con la regione.

Il Festival Ancona Barocca, sostenuto dal Comune di Ancona,   è prodotto da Fondazione “Alessandro Lanari” e si inserisce nel Sistema Regionale del Barocco Musicale, circuito che unisce produzione, didattica di specializzazione, ricerca musicologica ed editoria discografica alla scelta accurata degli spazi delle esecuzioni, luoghi storici e scrigni d’arte. Dal 2024 l’offerta si arricchisce del Concorso Internazionale di Violino barocco “Tartini ad Ancona”, che  dalla prossima edizione nel 2028 avrà cadenza biennale, avendo intanto il Sistema lanciato il Concorso Internazionale di Canto Barocco “Pergolesi”, a Jesi nel 2026 e 2027.