Il fresco sguardo sul Novecento del Duo Gazzana

Un variegato viaggio musicale tra pagine di Sergej Prokof’ev, Arvo Pärt e Alfred Schnittke

AR

03 novembre 2026 • 2 minuti di lettura

Duo Gazzana (foto Caterina Di Perri)
Duo Gazzana (foto Caterina Di Perri)
Prokofiev, Pärt, Schnittke
Prokofiev, Pärt, Schnittke

Duo Gazzana

Prokofiev, Pärt, Schnittke

ECM Records 2026

Con questo lavoro dedicato a pagine di Sergej Prokof’ev, Arvo Pärt e Alfred Schnittke – quinta incisione realizzata per l'etichetta ECM, sezione "News Series" – il Duo Gazzana propone un percorso nella musica per violino e pianoforte del Novecento che unisce tensione drammatica, raccoglimento e ironia. Come annota Stefano Catucci in chiusura delle sue note al disco, riportando le parole dello stesso Pärt, «come il compositore deve ridurre il proprio ego quando scrive musica, il musicista deve mettere da parte il suo quando esegue il brano». Un approccio che Natascia Gazzana al violino e Raffaella Gazzana al pianoforte pare abbiano ben presente, a giudicare da come affrontano i tre differenti universi creativi ed espressivi qui proposti, restituiti con un’intesa fondata su una ricerca dell’essenziale capace di rendere immediatamente leggibili anche le pagine più complesse.

Duo Gazzana (Esther van Berk)
Duo Gazzana (Esther van Berk)

In questo quadro, la Sonata per violino e pianoforte n. 1 in fa minore op. 80 di Sergej Prokof’ev costituisce l’incipit di un programma misurato e variegato al tempo stesso. La lettura qui proposta di questa pagina eseguita per la prima volta a Mosca presso il Conservatorio "Ciajkovskij" nell’ottobre del 1946, ne restituisce il carattere assieme cupo e tagliente, senza imbrigliare il discorso espressivo in eccessive rigidità stilistiche. Gli accenti decisi dell’Allegro brusco del secondo movimento trovano, per esempio, un contrappeso nella sensibilità lirica dell’Andante seguente, dove il dialogo acquista una delicatezza che non cancella la tensione di fondo. La chiarezza dell’articolazione rivela il contrasto fra durezza e abbandono, evitando un'enfasi eccessiva.

Collocato fra due opere di Prokof’ev, Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt apre un significativo orizzone contemplativo. Il violino disegna le linee melodiche con discrezione, mentre il pianoforte sostiene un equilibrio sonoro reiterato e dalla significativa misura. Le frasi melodiche che si rispecchiano quali immagini riflesse acquistano una solennità priva di retorica: la semplicità diventa concentrazione d’ascolto che asseconda in una qualche misura la cantabilità delle Cinque melodie op. 35°, miniature nelle quali lo stesso Prokof’ev fa emergere con naturalezza l’origine vocale della sua scrittura. Il fraseggio del violino conserva respiro e flessibilità, sostenuto da un pianoforte partecipe. Dopo la Sonata, la distensione appare quasi liberatoria, ma non elimina del tutto le ombre: proprio questa misura impedisce alla bellezza melodica di diventare compiacimento.

Il Gratulationsrondo di Alfred Schnittke chiude il disco con una sorta di apparente cordiale e nostaglico classicismo. Il richiamo alla tradizione classica lascia affiorare dissonanze e inquietudini che incrinano il tono galante. Le sorelle Gazzana ne colgono il doppio volto senza forzare il sarcasmo, offrendo un finale coerente con le ambivalenze del programma. Registrato al Reitstadel di Neumarkt e prodotto da Manfred Eicher, l’album convince soprattutto per la capacità del Duo Gazzana di coniugare rigore, intensità e sobrietà quali equilibrati elementi di una lettura consapevole, fresca e pregnante.