Gli Scarlatti tra Toccate e Sonate
Michele Fontana interpreta al pianoforte composizioni di Alessandro e Domenico Scarlatti, riscoprendo il meno conosciuto Pietro Filippo
09 ottobre 2026 • 3 minuti di lettura
Michele Fontana
Scarlatti Family
Concepito in occasione del terzo centenario della morte di Alessandro Scarlatti (Palermo, 2 maggio 1660 – Napoli, 24 ottobre 1725) questo disco propone una prospettiva originale per ripercorrere l’eredità di una delle dinastie musicali più rilevanti del Sei-Settecento italiano e non solo. Filtrandola attraverso il segno timbrico del moderno pianoforte Yamaha CFX, Michele Fontana concentra infatti l’attenzione sulla musica per tastiera della famiglia Scarlatti, costruendo un percorso nel quale alle pagine tastieristiche di Alessandro e a quelle ancor più conosciute del figlio Domenico (Napoli, 26 ottobre 1685 – Madrid, 23 luglio 1757), si affiancano le assai meno frequentate composizioni del fratello di quest’ultimo, Pietro Filippo Scarlatti (Roma, 5 gennaio 1679 – Napoli, 22 febbraio 1750).
È proprio il lavoro di Pietro Filippo a costituire il principale motivo d’interesse dell’album. Nato nel 1679 e morto nel 1750, il figlio primogenito di Alessandro Scarlatti fu organista e operista, nonché erede di una tradizione familiare nella quale la pratica musicale rappresentava una vera attività collettiva. La famiglia Scarlatti operò infatti secondo una logica quasi di “bottega” – o, come annota Mario Marcarini nelle sue note al disco, una “fabbrica di musica” – mettendo insieme compositori, cantanti, strumentisti e uomini di teatro. Intorno ad Alessandro si sviluppò così una rete artistica capace di intervenire in ambiti diversi, dal melodramma alla cantata, fino alla musica sacra e spirituale.
Il presente album restringe consapevolmente questo vastissimo orizzonte alla tastiera, una scelta che permette di mettere a fuoco un capitolo meno conosciuto della produzione offerta da questa dinastia. Il confronto con Domenico Scarlatti è inevitabile, ma anziché ridurre Pietro Filippo al ruolo di figura minore, il carattere dei brani proposti invita a riconoscerne l’autonomia. Più libero sul piano formale rispetto al padre Alessandro – il cui sorvegliato segno stilistico emerge nelle Toccate che aprono il disco – ma meno proiettato verso una più aperta classicità che nutre le Sonate del fratello Domenico, il carattere compositivo di Pietro Filippo emerge attraverso pagine – tre Toccate e una Sonata – che testimoniano la centralità della tastiera nella formazione e nella pratica del musicista settecentesco.
L’operazione di Fontana acquista quindi valore soprattutto sul piano di una fattiva indagine storica: accostare un autore universalmente riconosciuto come Domenico Scarlatti a un musicista fino a oggi trascurato qual è suo fratello maggiore significa sottrarre quest’ultimo alla semplice riscoperta e ricollocarlo nel contesto dal quale la sua musica ebbe origine. L’impiego del pianoforte moderno definisce inoltre con chiarezza la prospettiva interpretativa del progetto, che non mira a ricostruire complessivamente il mondo sonoro della famiglia di musicisti attiva tra Sei e Settecento, ma a proporne la rilettura attraverso il repertorio tastieristico nell’ottica della ricezione attuale.
Ne risulta un disco interessante tanto per chi conosce la musica di Domenico Scarlatti quanto per chi desidera approfondire la storia della famiglia. Un lavoro che ci aiuta inoltre a ricordare che, dietro i nomi consegnati alla storia e al repertorio musicale, esiste una trama più articolata di esperienze artistiche che alimentano quell’orizzonte creativo. In questo senso, il recupero delle rare pagine di Pietro Filippo Scarlatti rappresenta un significativo elemento di interesse per un disco che rappresenta un invito a riconsiderare una figura rimasta troppo a lungo ai margini della storiografia musicale.