Il concerto inaugurale di “Ancona Classica” della FORM
In programma una commissione dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana al compositore Andrea Strappa
18 gennaio 2026 • 3 minuti di lettura
Ancona, Aula Magna dell’Università
FORM – Alessio Allegrini direzione e corno solista
15/01/2026 - 15/01/2026La stagione anconetana della FORM -, denominata “Ancona Classica”, si è aperta con il ritorno della compagine in uno dei luoghi più frequentati negli anni passati, l’aula magna “Guido Bossi” dell’Università Politecnica delle Marche.
Un concerto che ha attirato un pubblico numeroso e di cui è stato protagonista Alessio Allegrini, primo corno dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Lucerne Festival Orchestra e dell’Orchestra Mozart fondata da Claudio Abbado e primo Corno ospite in prestigiose orchestre internazionali quali i Berliner Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, New York Philharmonic, Cleveland Orchestra e Mahler Chamber Orchestra.
Allegrini, nel concerto anconetano in veste di direttore e di solista, è Fondatore del Movimento Musicians for Human Rights, che si occupa di diffondere e promuovere la cultura dei diritti umani attraverso la musica, e direttore artistico e musicale della Human Rights Orchestra. Proprio da un progetto del Movimento, di cui il direttore artistico della FORM Francesco Di Rosa è presidente, nasce il brano di apertura del concerto, Sinfonia (2025)-Onde sonore in movimento tra acqua e aria, una commissione FORM del compositore fermano Andrea Strappa. Si tratta di una suggestiva composizione realizzata attraverso la commistione di suoni eseguiti dall’orchestra sinfonica e suoni della natura, rumori e voci campionati ed elaborati attraverso un processore digitale. Spiega Strappa che «in origine il brano doveva prevedere oltre alla versione ad organico completo, per le sale da concerto, anche una versione ad organico ridotto, da eseguirsi nella piscina del villaggio paraolimpico di Roma, per un progetto della Human Rights Orchestra, e la partecipazione in alcuni momenti di un gruppo eterogeneo di persone diversamente abili in un’attività di “musica in acqua”. I campioni sonori sono stati raccolti sia dentro la piscina del villaggio paraolimpico, durante le attività in acqua, sia nello spazioso ambiente esterno circostante. Successivamente ho lavorato su un sistema di processamento del segnale audio per il materiale sonoro registrato. L’idea scaturita è stata quella di far “accendere” quei suoni registrati a Roma dal violino di spalla dell’orchestra: ogni volta che il suono del primo violino supera una certa intensità viene richiamato uno di quei campioni sonori, filtrati con il riferimento delle frequenze suonate in quel momento dal violino stesso. Ho chiamato “Interpunzioni” questa serie di interventi per violino e Digital Signal Processor. Alla fine, sono scaturite tre possibili soluzioni concertistiche:– brano sinfonico per orchestra classica (con quattro pause con corona);– brano sinfonico per orchestra classica e DSP (il Digital Signal Processor utilizzato nelle Interpunzioni, da eseguirsi al posto delle pause con corona della partitura orchestrale);– serie di brevi istantanee per violino e DSP (le Interpunzioni, appunto)».
Una composizione piena di poesia, dove ai suoni della natura-vento, acqua, cinguettii- facevano da complemento il tremolo e gli ostinati degli archi in sottofondo, i fiati in primo piano, il violino solo in alternanza ai suoni ambientali e verso la fine ampie frasi orchestrali di grande facilità melodica e orecchiabilità. Come dice il compositore, il brano comunica veramente «il senso della disperata aspirazione umana al cielo, all’elevazione, alla purezza, in contrasto con le asperità e i conflitti che ci assediano».
Il concerto è continuato con il Concerto per corno e orchestra n. 1 in mi bemolle magg., Op. 11 di Richard Strauss, composto ad appena diciannove anni e profondamente influenzato da precedenti modelli classici e romantici, dove Allegrini ha messo in luce tra i toni eroici e malinconici della partitura un bel suono pastoso e dei morbidissimi legati. La bellezza del suono e la sofficità della conduzione melodica sono emersi ancora di più nel bis, un canto popolare catalano (“Il canto degli uccelli”) che anche Pablo Casals amava eseguire al violoncello.
Il cornista ha dato prova di una ottima direzione orchestrale nella parte conclusiva del concerto, dedicato alla Sinfonia Scozzese di Mendelssohn, interpretata con bella varietà nella dinamica e nei diversi caratteri impressi alla esecuzione, gusto del suono, ricchezza di accenti nel fraseggio. Buona la prova della FORM, per la compattezza e fluidità degli archi e per la musicalità delle prime parti.