Brillante Festival: Music For Dance e gli spigoli del jazz non allineato
Il trio dei fratelli Bondesan e Giuseppe Sardina fra improvvisazione e ricerca ritmica
05 novembre 2026 • 3 minuti di lettura
Hangar Rosso Tiepido, Modena
Brillante Festival
23/10/2026 - 04/12/2026Un esperimento riuscito e coraggioso in un capannone lungo la Via Emilia Est, alle porte di Modena: questo è Brillante Festival, giunto alla quarta edizione grazie alla caparbietà e alla visione dell’associazione culturale Rosso Tiepido, nelle cui intenzioni programmatiche la rassegna “si configura come un viaggio musicale alla ricerca di suoni autentici e percorsi poco battuti, guidato dalla creatività e dalla contaminazione tra linguaggi: un’opportunità per giovani artisti che si possono esprimere nel duplice ruolo di interpreti e compositori, attraversando territori sonori di confine: dalla musica colta contemporanea al jazz, dall’improvvisazione alla sperimentazione.
In un uggioso venerdì di fine ottobre onore e onere del palco toccano a Music For Dance, il trio dei fratelli Michele (contrabbasso) e Tobia (contrabbasso) Bondesan, con Giuseppe Sardina alla batteria, a presentare il loro secondo lavoro, Spin, uscito per Barly Records l’anno scorso. In apertura ascoltiamo un breve recital del chitarrista Nicolò Vivi: tre pezzi tra i quali convince in modo particolare il primo, un omaggio a Keith Jarrett, che dialoga felicemente con il rumore della pioggia sul tetto del capannone.
Sincopi, agguati, un bel lavoro di agglomerazione di cellule, lo Steve Coleman più teso e ripido, i Punkt. Vrt. Plastik , i Fieldwork come riferimenti a fare capolino in una musica asciutta, austera, nervosa; il mood è corrusco, il corpo delle composizioni mostra ossa affilate, batteria e basso in controluce mentre il sax mena coltelli nel buio e un’elettronica spuria squarcia talvolta il velo delle tracce.
“In questo lavoro abbiamo cercato di confrontarci con il ritmo e i grandi movimenti della storia, del tempo e dello spazio: niente è mai fermo. Tra questi movimenti abbiamo deciso di analizzare quelli concentrici e di ragionare su un'idea di danza che sia nostra”. Così Tobia Bondesan in apertura: la musica ricorda in alcuni frangenti le produzioni più acuminate di El Gallo Rojo, in un pezzo invece, più lirico e rarefatto, un’interpretazione di certo jazz scandinavo raffinato su Ecm che convince meno. L’impressione è che il meglio il trio lo dia quando spinge sul pedale dell’ossessione ritmica, al netto di alcune lungaggini: nei momenti migliori si piomba dritti dritti dalle parti dello Steve Lehman più verticale e vertiginoso.
I ritmi spezzati la fanno da padrone, con Jim Black e Cristiano Calcagnile che possono apparire riferimenti plausibili per un batterismo, quello di Sardina, che ha il pregio di cercare sempre strade lontane dal mero accompagnamento. Certe soluzioni sono molto a fuoco, come il finale in punta di ancia e dita e lo sguardo attento e consapevole dei musicisti a tutto ciò che di interessante e creativo gira nel jazz non allineato oggi è fuori discussione, così come la maturità e il coraggio di provare a spingersi oltre le colonne d’Ercole.
La rassegna prosegue fino a dicembre: prossimo appuntamento il 6 novembre con il trombettista Jacopo Fagioli in quartetto. Per ogni dettaglio l’invito è a seguire la pagina Facebook Rosso Tiepido Hangar, a cui va il nostro plauso per la perseveranza e la sana incoscienza con cui si ostina a imbastire programmazioni che rappresentano una boccata d'ossigeno, sempre più necessario nella nostra piana democratica e ipermercata.