Sanremo 2027, il nuovo regolamento

Qualche novità nell'eterna formula del Festival di Sanremo?

JT

21 settembre 2026 • 3 minuti di lettura

Stefano De Martino (foto Rai)
Stefano De Martino (foto Rai)

C’era una certa attesa per l’annuncio ufficiale del nuovo regolamento del Festival di Sanremo 2027 (dal 16 al 20 febbraio), il primo con la direzione artistica di Stefano De Martino, che – esattamente come i suoi predecessori – ci tiene a lasciare il proprio piccolo segno sulla formula della kermesse

Nessuna rivoluzione, naturalmente: la linea di Sanremo, fin dal 1951, è sempre stata nel segno del “cambiare tutto per non cambiare niente”, e del resto è così che le tradizioni (e i miti) vengono portati avanti. Qualche novità all'organizzazione delle serate sul divano, in ogni caso, è stata confermata.

Innanzitutto, il numero dei partecipanti – che si riducono dall’assurdo numero di 30 a un comunque ragguardevole 24. Si recupererà, se va bene, qualche minuto di sonno – o forse si armonizzeranno meglio le durate delle singole serate, visto che tutti i cantanti si esibiranno con le canzoni in gara sia il martedì sia il mercoledì (non ci saranno più, dunque, le due serate con metà cast ciascuna), oltre che nella serata finale.

Dei 24 “Campioni”, uno arriverà direttamente dalla gara di Sarà Sanremo (evitandoci così lo stucchevole gironcino a eliminazione diretta di cantanti le cui canzoni sono in giro da mesi, quel momento televisivo in cui di norma uno ne approfittava per telefonare alla nonna o per fare la lavastoviglie). Il buon vecchio Sanremo giovani è dunque completamente spostato nella dimensione talent pre-Festival.

L’ottimizzazione sui primi due giorni di Festival libererà così spazio: l’amatissima Serata cover si anticipa al giovedì (e come negli anni scorsi avrà una sua classifica che non contribuisce al risultato finale) mentre il venerdì si inaugura una serata in cui tutti i cantanti in gara dovranno presentare la loro canzone, cito dal regolamento, «con modalità esecutive e/o tipologie di esibizione differenti rispetto a quelle delle altre Serate del Festival e il cui vincitore sarà designato da Rai a rappresentarla all’Eurovision Song Contest 2027». Sembra, insomma, una sorta di rimedio alla sciatteria di alcune esibizioni sanremesi, con vista su Eurovision. Questa nuova serata prenderà l’originalissimo nome di “Serata performance”. Il che sottointende che le esibizioni "normali" non sono performance? O non sono performative?

(Mi immagino il pool di autori al momento di inventarsela. «Dobbiamo fare una serata in cui i cantanti fanno una performance diversa. Qualcosa tipo “Serata performance” ma non così squallido». «Va bene a tutti “Serata performance?»). 

Cambiano poi alcuni pesi nelle varie componenti del voto (sala stampa, radio e giuria popolare), riorganizzati in modo diverso nelle diverse sere. La novità più rilevante riguarda il finale della competizione, ovvero quel momento della notte di sabato (per meglio dire, del mattino della domenica) in cui rimangono sul palco i primi in classifica (che per la prossima edizione saranno da 3 a 5). In questo passaggio voterà soltanto il pubblico a casa, riducendo il peso di radio e sala stampa (che in passato avevano avuto un ruolo decisivo nel designare). 

Per il resto, in attesa della lista dei cantanti, Sanremo sarà sempre Sanremo.