Sorprendersi al Torino Jazz Festival

Torna dal 25 aprile il 2 maggio il festival jazz torinese, da Marc Ribot alla Italian Instabile Orchestra

JT

08 aprile 2026 • 2 minuti di lettura

La scorsa edizione del Torino Jazz Festival
La scorsa edizione del Torino Jazz Festival

La formula è ormai consolidata, così come il supporto pubblico della città di Torino attraverso la Fondazione per la cultura e la direzione artistica di Stefano Zenni. Forte anche di una programmazione pluriennale, il Torino Jazz Festival torna per la sua quattordicesima edizione nella sua ormai consueta collocazione, nei giorni del lungo “ponte” fra il 25 aprile e il 2 maggio. Otto giorni di programmazione a cui si aggiungono tre anteprime di prestigio.

Confermati anche i biglietti a prezzi calmierati e la formula diffusa, fra i teatri della città e i locali storici – più qualche museo e sede inattesa.

Vediamo dunque il programma, rimandando al sito ufficiale per il dettaglio.

Apertura il 25 aprile con Moni Ovadia & Kassiber Ensemble in Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti. Poi, fra i big, in ordine sparso Bill Frisell insieme a Eyvind Kang per The Great Flood, film documentario di Bill Morrison dedicato alla grande inondazione del Mississipi del 1927 (1 maggio), che promette di replicare la meraviglia di alcuni progetti passati del chitarrista americano (fra cui l'eccellente Disfarmer Project, passato per Torino 15 anni fa); il Marc Ribot Quartet, che rinnova la consueta e felice collaborazione con Jazz Is Dead (26 aprile); John Scofield e Gerald Clayton (2 maggio); Norma Winstone (28 aprile); gli imperdibili Irreversible Entanglements (1 maggio a Hiroshima Mon Amour); e Fabrizio Bosso (25 aprile).

Da segnarsi sull'agenda anche il ritorno della Italian Instabile Orchestra (30 aprile). E, sempre sul tema orchestra, si segnala anche la nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni diretta da Pasquale Innarella, formata da 50 allieve e allievi tra i 16 e i 25 anni delle scuole pubbliche e private di Torino.

The Sound of Surprise è il titolo dell’edizione 2025, e se è difficile trovare un filo conduttore nella ricchissima offerta, la proposta è proprio quella di lasciarsi stupire.