A passo di frevo
A Latinoameericando poco pubblico, ma tanto carnevale di Recife in questo freddo giugno milanese.
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A Latinoameericando poco pubblico, ma tanto carnevale di Recife in questo freddo giugno milanese.
La prima delle due date italiane dei Radiohead è un rito collettivo celebrato nel fango. La contemporanea con la partita dell’Italia suggerisce inevitabilmente corrispondenze tra i due eventi: al primo minuto di concerto già esplode il boato per il gol azzurro, e la pioggia (presenza costante per tutto il pomeriggio) cessa di colpo.
A Palais Garnier va in scena la "prima" mondiale di "Melancholia", opera commissionata appositamente al compositore austriaco Georg Friedrich Hass su libretto del norvegese Jon Fosse. Ispirata alla vita del pittore Lars Hertervig (1830-1902), l'opera ruota interamente intorno al dramma, tanto privato quanto sociale, dell'artista, in conflitto pernne con se stesso e con la società. Bravissimi gli interpreti. Eccessivamente convenzionale l'opera.
Al Palau de les Arts di Valencia La Fura dels Baus continua ad aggredire la tetralogia wagneriana.
Strepitosi i cantanti di "Dust" e "Concrete" (anche lo stesso Ashley, in grande forma nonostante i quasi ottant’anni), elemento fondamentale di una concezione teatral-musicale la cui semplice visionarietà vibra di una attualità espressiva cui non si può rimanere indifferenti.
Più che Ossigeno, zolfo. Zolfo e anidride carbonica. Questa è l’atmosfera che si respirava all’interno del capannone di Parco Stura a Torino, mai così scuro. In fondo, conoscendo lo stile cavernoso di Mark Lanegan, era prevedibile.
Nick Cave e i suoi Bad Seeds sono in forma come non mai. A cinquant'anni compiuti, il cantante australiano smette i panni del cantautore e riscopre, ancora una volta, il fascino non discreto dell'elettricità.
A Dresda la più pirandelliana delle commedie di Eduardo diventa un poetico racconto musicale che coniuga sogno e disillusione. Accattivante e riuscita, la nuova opera di Manfred Trojahn interessa e convince il pubblico che riserva un'ottima accoglienza al suo lavoro ed all'ottima compagine che ha tenuto a battesimo lo spettacolo nella Semperoper.
In occasione dei festeggiamenti per il sessantesimo anniversario della fondazione dello stato di Israele, alla presenza di autorità italiane e isareliane, l'Israeli Opera ha rappresentato a Roma una delle prime opere di un nascente repertorio operistico in lingua ebraica, che, senza essere un capolavoro, sa giungere a un pubblico che si sappia accontentare di una tradizione appena aggiornata.
Il Teatro Comunale di Bologna in trasferta nella vicina sala del Duse: la regìa di Lucio Dalla reinventa "L'Opera del Mendicante" di Gay/Pepusch, e strapazzando il testo originale tutela l'intenzione degli autori.