Hortus Harmonicus
Un nuovo festival di musica barocca a Livorno
06 novembre 2026 • 3 minuti di lettura
Dopo una prima edizione di tre concerti che si è svolta a dicembre 2025 per saggiare la risposta del pubblico e dei media, il Festival di Musica Barocca a Livorno “Hortus Harmonicus”, diretto da Federico Maria Sardelli e Roberto Sbloci, si consolida raddoppiando le sue proposte con un programma di sette concerti che si svolgeranno dal 14 novembre al 5 dicembre 2026 in diversi luoghi della città portuale toscana.
Il festival sarà inaugurato nel Teatro Goldoni con un “Gran Gala Handel” presentato dalla Orchestra Barocca Modo Antiquo, e si concluderà nello stesso luogo con la prima esecuzione in tempi moderni dell’opera Adriano in Siria di Luigi Cherubini. Il dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio venne presentato per la prima e unica volta nel 1782 in una sala livornese che non esiste più, il Teatro degli Armeni rinominato Teatro degli Avvalorati, dalla omonima accademia, in origine letteraria, che si occupava della amministrazione della storica sala.
La partitura di quest’opera giovanile del compositore fiorentino è stata ritrovata in una biblioteca di Cracovia nel 2012 grazie alle ricerche della Accademia degli Avvalorati, che oggi è una associazione culturale, e l’unica copia originale del libretto relativo alla rappresentazione di Livorno si trova nella Biblioteca del Conservatorio di Bologna, ma si tratta di uno dei più fortunati drammi metastasiani perché a partire dal 1732 e fino al 1828 è stato messo in musica da una impressionante quantità di compositori e rappresentato in varie città italiane ed europee.
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Per quanto riguarda l’esecuzione e la concertazione di Adriano in Siria Sardelli ha specificato: «Confrontarsi con un titolo che non hai mai visto nel tempo alcuna minima prassi esecutiva neppure parziale – afferma – è sicuramente una sfida e rappresenta un’opportunità unica. La partitura risulta incompleta in alcune parti, ma il materiale che abbiamo è molto interessante e fornirà un ulteriore tassello per comprendere l’evoluzione del linguaggio musicale in Cherubini e più in generale verso quali meravigliosi approdi artistici il compositore fiorentino stava per arrivare nell’Europa del tempo».
Tra i luoghi coinvolti dal festival c’è il Santuario di Montenero, dove I Musici del Gran Principe diretti da Samuele Lastrucci presenteranno un particolare concerto intitolato “Lully à la Chapelle Royale”, nel quale si ascolteranno alcuni petits motets del compositore fiorentino naturalizzato francese, e le musiche di due importanti organisti della cappella reale di Versailles, Guillaume-Gabriel Nivers e Nicolas-Antoine Lebègue, con l’aggiunta della lettura teatralizzata di un sermone di Jacques Bénigne Bossuet, vescovo, scrittore, precettore del Delfino di Francia figlio di Luigi XIV, e predicatore dalle grandi capacità oratorie.
Altri concerti si svolgeranno nelle chiese sconsacrate del Luogo Pio, che fa parte del polo culturale del Museo della Città, nella piccola cappella medicea di San Francesco nella Fortezza Vecchia, e nella Chiesa di San Ferdinando dove Modo Antiquo eseguirà una selezione di composizioni scritte da Vivaldi per il Pio Ospedale della Pietà, l’istituto caritatevole dove vivevano le giovani avviate alla pratica del canto e degli strumenti musicali, chiamate “figlie di choro”, sotto la guida del compositore e violinista veneziano.
Il programma completo dei concerti e di tutte le altre attività è su Hortus Harmonicus e Fondazione Teatro Goldoni.