Il barocco a Fermo

Il Fermo Vocal Fest 2025

LF

01 gennaio 2026 • 3 minuti di lettura

Organo Callido a Fermo (Foto Marilena Imbrescia)
Organo Callido a Fermo (Foto Marilena Imbrescia)

Concattedrale San Domenico, Fermo

Vox Poetica Ensemble

29/12/2025 - 29/12/2025

Due monumenti musicali del barocco italiano e francese, il Dixit Dominus RV 595 di Vivaldi e il Te DeumH146 di Charpentier,  hanno impegnato il Vox Poetica Ensemble nel concerto di chiusura del Fermo Vocal Fest 2025, che celebrava anche il ventennale della formazione. 

Organizzato dall’Associazione Musica Poetica, fondata nel 2004 con il coordinamento artistico di  Claudio Laconi, Il Fermo Vocal Fest è un grande contenitore culturale che oltre a concerti propone seminari di perfezionamento per giovani musicisti,  cantanti, direttori d’orchestra e di coro, concorsi, festival organistici, attività di approfondimento e conversazioni con artisti di chiara fama del mondo della musica classica e barocca,  ricerche archivistiche per il recupero e la riscoperta di fonti musicali antiche e prime esecuzioni in epoca moderna. Negli anni ha collaborato con la FORM- Orchestra Filarmonica Marchigiana, con Modo Antiquo e con musicisti come Paolo Da Col,  Alessandro Quarta, Furio Zanasi, Colin Baldy,  Walter Testolin e altri.

Definito da Claudio Laconi “una bottega musicale, un laboratorio creativo che ha permesso a tanti giovani di crescere e trasformarsi in professionisti”, il festival si pregia  di valorizzare i luoghi più significativi dell’architettura storica delle Marche, scelti come sedi dei concerti, e si occupa anche di musica contemporanea, oltre a quella rinascimentale e barocca che rappresentano le sue scelte di elezione. È del 2025 la registrazione per la casa discografica TACTUS di Bologna, in prima esecuzione in epoca moderna, sotto la direzione di Lorenzo Chiacchiera, della “Missa Jubilaris” per coro, tenore solo e organo, composta da Arturo Clementoni, artista marchigiano della prima metà del ‘900, che risultò vincitore del concorso di composizione indetto dalla Santa Sede Vaticana per il Giubileo del 1950. 

Anche nel concerto per il ventennale, il 29 dicembre alla concattedrale San Domenico di Fermo, dove si ammira uno splendido organo di Gaetano Callido del 1803, tra Vivaldi e Charpentier è stata eseguita in prima esecuzione assoluta la Sonata per sei violini e basso continuo “per il SS. Natale” di Alessandro Ciccolini, compositore e primo violino dell’ensemble, vero esercizio di stile sul modello di Arcangelo Corelli: oltre che per l’unicità dell’organico (il compositore ha ricordato che esiste a suo sapere solo un altro brano di anonimo tedesco per organico analogo) la sonata , articolata in più sezioni, tra cui fuga, siciliana e l’immancabile pastorale, ha spiccato per la bellezza dei temi, l’equilibrio della polifonia e l’accuratezza della fattura.

Pure sul tema delle festività natalizie erano il Dixit Dominus, sul testo del salmo 110 che celebra la venuta del Messia, e il Te Deum, canto di ringraziamento che si esegue a fine anno. Alla direzione di coro e orchestra  Matteo Laconi, giovane cantante specializzato nel repertorio barocco (sarà nel cast della Incoronazione di Poppea  al Festival Monteverdi 2026) e direttore; i solisti erano Camilla Console, soprano, Emily Scopini, mezzosoprano, Marta Fumagalli, contralto, Marco Ciatto, tenore e Sergio Foresti, basso, tutti specialisti del repertorio barocco; pure su strumenti d’epoca suonava l’orchestra, secondo una prassi esecutiva storicamente informata che  è stata messa in luce dalla diversità di  stile, italiano e francese, del repertorio eseguito. Un bel concerto, che al clima festoso dell’occasione (presenti anche diverse autorità dell’ambiente ecclesiastico e laico) non ha fatto mancare la competenza e l’accuratezza della esecuzione, che sono  emerse nella bravura dei solisti e delle prime parti dell’orchestra, nell’amalgama delle voci del coro,  nell’equilibrio sonoro di insieme, oltre che nella varietà dello stacco dei tempi e degli accenti musicali.