Clémence de Grandval: due concerti per riscoprire una fuoriclasse

Il festival del Palazzetto Bru Zane apre a Venezia con due appuntamenti dedicati alla compositrice francese: dal teatro musicale alla musica da camera

SN

30 settembre 2026 • 3 minuti di lettura

Un concerto alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista (Foto: Matteo De Fina)
Un concerto alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista (Foto: Matteo De Fina)

Clémence de Grandval torna finalmente ad avere un palcoscenico. E non uno soltanto: il festival del Palazzetto Bru Zane, che dal 3 al 29 ottobre dedica alla compositrice francese il ciclo Grandval, una nobile all’avanguardia, inaugura la manifestazione con due concerti che ne mostrano subito la sorprendente versatilità. Dopo averne raccontato la vicenda e gli ostacoli incontrati in carriera nel nostro articolo, è ora la musica a prendere la parola.

Si comincia il 3 ottobre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista con Destini incrociati. Cinque interpreti – i soprani Hélène Carpentier e Marie-Andrée Bouchard-Lesieur, il tenore Julien Dran, il baritono Jérôme Boutillier e il pianista Emmanuel Christien – attraversano il teatro musicale francese dell’Ottocento accostando Grandval ad alcuni dei suoi contemporanei. Il programma comprende pagine da La Fiancée de Frithiof, Atala e Mazeppa, ma anche da Don César de Bazan e Cendrillon di Massenet, Les Pêcheurs de perles di Bizet, Médée di Georges Hüe, Mireille, Le Tribut de Zamora e Faust di Gounod, fino a Le Chevalier Jean di Joncières.

È un modo concreto per rimettere Grandval nel suo ambiente naturale. Nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, l’opera resta infatti il genere musicale capace di garantire maggiore visibilità e riconoscimento pubblico. Ma è anche un laboratorio straordinariamente articolato, dove grand opéra, opéra-comique, scena lirica, aria, duetto e quartetto convivono e si contaminano. Le pagine di Grandval possono così essere ascoltate non come un capitolo isolato da recuperare, ma accanto a quelle di Massenet, Bizet e Gounod, dentro una stessa geografia musicale.

Un concerto al Palazzetto Bru Zane (Foto: Matteo De Fina)
Un concerto al Palazzetto Bru Zane (Foto: Matteo De Fina)

Il secondo concerto, il 4 ottobre al Palazzetto Bru Zane, cambia completamente prospettiva. Un solo respiro è dedicato a un settore ancora più appartato del repertorio ottocentesco francese: la musica per oboe, corno inglese e fagotto. Ilyes Boufadden, all’oboe e al corno inglese, Lola Descours al fagotto e Théo Fouchenneret al pianoforte ne esplorano le possibilità virtuosistiche attraverso un programma costruito quasi interamente attorno a Grandval.

La compositrice conosceva bene questi strumenti e ne aveva intuito possibilità che andavano oltre il consueto ruolo orchestrale. La formazione offerta dal Conservatorio di Parigi contribuì infatti a trasformare oboe, corno inglese e fagotto in strumenti da solisti: i brani da concorso e la musica da camera divennero terreni privilegiati per valorizzarne tecnica e colore. Grandval scrisse in particolare per l’oboista Georges Gillet, destinato a una lunga carriera come docente al Conservatorio.

Di Grandval si ascolteranno il Trio de salon e il Grand Trio per oboe, fagotto e pianoforte, le Deux Pièces pour hautbois et piano e il Prélude et Valse lente pour cor anglais et piano. A completare il programma, il Terzetto di Théophile Lalliet e il Prélude de concert di Gabriel Pierné su un tema di Henry Purcell.

Teatro e musica cameristica, voce e strumenti, repertorio noto e pagine da riportare alla luce: già nei due concerti inaugurali il festival suggerisce così una chiave precisa per avvicinare Grandval. Non soltanto la compositrice che dovette aggirare più di un ostacolo per essere ascoltata, ma una musicista pienamente immersa nella vita musicale del suo tempo, capace di muoversi con naturalezza fra generi, organici e linguaggi diversi. È forse proprio da qui che può cominciare la sua seconda vita.

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