Viaggio a Dresda
Daniele Gatti dirige Verdi e Mahler
20 ottobre 2026 • 3 minuti di lettura
Un weekend a Dresda merita qualche appunto. Sabato 17 ottobre, alla Semperoper è di scena Il ballo in maschera di Verdi con Daniele Gatti sul podio della Sächsische Staatskapelle Dresden. La direzione come si può immaginare è di raro ascolto e particolarmente toccante, grazie anche all'organico capace di esplosioni roboanti come di pianissimi eterei, sempre cesellati con estrema cura. Per quanto larga e alta, la bella sala del teatro non è di grandi dimensioni, in platea ci sono solo sedici file di poltrone, e si viene letteralmente avvolti dagli armonici.
Più che buono il cast, primeggia Francesco Meli nei panni di Riccardo, appassionato e misuratissimo nei suoi turbamenti amorosi, così come al suo fianco Nicole Car, un'Amelia avvenente e appassionata. Germán Enrique Alcántara è un Renato vocalmente convincente, talvolta con una gestualità un poco artificiosa, mentre Rosalia Cid è un Oscar spigliatissimo.
Yulia Matochkina deve invece affrontare un'Ulrica più impegnativa del solito, perché l'allestimento di Angela Denoke (ex soprano passata alla regia) vuole la maga perennemente in scena dopo che ha lanciato la profezia di morte. Come se dovesse dimostrare che tutto si sta svolgendo secondo le sue previsioni e, bardata com'è da un abito cosparso di paillettes e da una capigliatura spiritata, finisce per essere una presenza fuori dalle righe. Solo nel finale svela di essere forse un'emissaria del cielo, perché quando Riccardo pur pugnalato e morente si alza in piedi come nulla fosse, tocca a Ulrica accompagnarlo nell'aldilà.
L'impianto scenico di Timo Dentler e Okarina Peter, che firmano anche i costumi, è abbastanza elementare; c'è un palco rotante con lucine sui gradini quasi fosse un teatrino da avanspettacolo, che permette un rapido cambio della parete di fondo e di fare apparire e sparire il coro. Che purtoppo, si riduce spesso a ballonzolare a pie' fermo al ritmo della musica, perché non gli viene data altra opportunità. Ci sono anche strane presenze, inventate dalla regia e di difficile comprensione, perché spesso compaiono dei mimi con voluminose teste di pesce, che vagolano e si dimenano cercando di partecipare a un'azione che non li riguarda. Chi siano non è dato sapere. Nel programma di sala si accenna a Riccardo travestito da pescatore quando visita Ulrica, ma non basta certo a giustificare la libera associazione ittica.
Durante l'intervallo è una sorpresa scoprire nel foyer un cartello con la scritta "Ulrica legge le carte" e poco più in là un tavolino con una cartomante professionale a disposizione del pubblico. Nessuna sorpresa invece che al termine dello spettacolo, ci siano grandi applausi per tutti, segnatamente per Daniele Gatti che li condivide con la sua orchestra.
La riprova della profonda intesa del maestro coi musicisti sassoni la si è avuta la mattina di domenica 18, con la Decima di Mahler nel tradizionale "completamento" di Deryck Cooke, a cui lo stesso Gatti ha dato qualche ritocco. L'esecuzione ha avuto in ogni momento una tensione costante, con abbandoni e compatte aggressioni sonore dai contorni nettissimi. Da segnalare in particolare la beffa del terzo movimento e il quinto a partire dall'esplosione della gran cassa fino all'ultimo disperato accordo.
A noi oggi la Decima più che un addio alla vita sembra quasi il grido disperato di chi l'ha già lasciata, come suggerisce la disperata invocazione alla moglie scritta dal compositore sull'ultima pagina olografa della partitura, "Vivere per te, tendere a te, mia Alma". Come prevedibile, infinite ovazioni al termine del concerto, con Gatti che ringrazia a sua volta le sezioni dell'orchestra e alcuni singoli musicisti che lo ricambiano per ribadire quanto sia saldo il legame fra loro.
La Sächsische Staatskapelle Dresden e il suo direttore sono prossimi a una tornée dal 24 ottobre al 3 novembre, da Basilea a Friburgo, da Francoforte a Lugano, da Torino a Dortmund, da Colonia a Parigi con in programma (oltre a Mahler) Beethoven, Brahms e Wagner. Il 12 novembre Gatti riprenderà la Decima di Mahler a Torino con l'orchestra Rai all'Auditorium Toscanini.