Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma 2022
Torna il 3 e 4 settembre all'Aquila (con anteprima itinerante) la grande festa del jazz italiano.
01 agosto 2022 • 2 minuti di lettura
È ormai la festa del jazz italiano, la celebrazione di un movimento che negli ultimi anni ha saputo raccogliersi intorno a progetti condivisi e a diventare soggetto centrale nelle politiche culturali nazionali: è Il Jazz Italiano per le terre del sisma , organizzato dalla Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” e il coordinamento operativo dell’associazione Jazz all’Aquila, con MIC – Ministero della Cultura, i comuni dell’Aquila, di Accumoli, Amatrice, Camerino, Fiastra, Norcia e Ussita e la Regione Abruzzo.
La formula è quella ormai rodata nelle scorse edizioni: dal 27 agosto al 3 settembre comincia il percorso di avvicinamento al festival vero e proprio, con un “cammino solidale” fra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Per chi vuole fare un’esperienza tra natura, escursionismo e musica, il trekking parte da Camerino il 27 (info e iscrizioni qui).
Il 3 e 4 settembre invece, all’Aquila, si danno appuntamento oltre 200 musicisti sparsi in 12 location del centro storico. La direzione artistica è a cura di Riccardo Brazzale, Claudio Filippini e Francesco Mariotti, che hanno proposto come filo conduttore il centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini e Charles Mingus. Fra i musicisti che si dedicheranno a omaggiarli e raccontarli, il progetto “100 Comizi d’Amore” di Giovanni Guidi, Silvia Bolognesi e Emanuele Parrini con “Mingus 100”, Furio Di Castri Quintet con “Furious Mingus”,il progetto “Le Nuvole di Pier Paolo” con Daniele Sepe, Flavio Boltro e altri, e ancora la Fonterossa Open Orchestra diretta ancora da Silvia Bolognesi in “Mingus Mingus Mingus”.
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Fra gli spettacoli sul main stage ci saranno invece Enrico Rava in un progetto speciale con Anaïs Drago , Franco D'Andrea (con Dj Rocca), Odwalla , Carolina Bubbico , e altri ancora.
Al momento in cui scriviamo il programma è in rapido aggiornamento (ma, davvero, si farebbe prima a dire chi non c’è: per avere il polso del jazz italiano, l’Aquila rappresenta senza dubbio la migliore vetrina).
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