Il Venerdì Santo in musica del Teatro La Fenice

Il direttore Michael Hofstetter debutta nel teatro veneziano con brani del repertorio sacro veneziano e Pergolesi

SN

07 aprile 2026 • 3 minuti di lettura

Michael Hofstetter sul podio dell'Orchestra del Teatro La Fenice
Michael Hofstetter sul podio dell'Orchestra del Teatro La Fenice

Gran Teatro La Fenice Venezia

Concerto sinfonico con musiche di Vivaldi, Lotti e Pergolesi

03/04/2026 - 04/04/2026

Il Concerto di Pasqua al Teatro La Fenice ha offerto un programma ben calibrato, costruito attorno a tre pagine sacre che, pur appartenendo a contesti diversi, condividono una comune matrice espressiva legata al tempo liturgico della Settimana Santa. Sul podio, al suo debutto con i complessi del teatro veneziano, Michael Hofstetter ha confermato le qualità di interprete esperto, capace di coniugare chiarezza strutturale e attenzione al dettaglio con un gesto essenziale, privo di enfasi superflue. La sua lettura ha privilegiato in modo evidente tempi distesi, coerenti con un’idea complessiva più vicina a una meditazione sulla morte che a una prospettiva di resurrezione, linea interpretativa che trovava naturale continuità anche nella seconda parte del programma.

La prima parte del concerto si distingueva per la scelta di due lavori di non frequente esecuzione, entrambi riconducibili al barocco maturo di area veneta. La Sinfonia “Al Santo Sepolcro” RV 169 di Antonio Vivaldi è stata restituita in una lettura raccolta e controllata, attenta al carattere meditativo della pagina, legata alla tradizione musicale della Settimana Santa veneziana. Hofstetter ha lavorato con cura sulle dinamiche e sull’articolazione, mantenendo una tensione interna costante e rinunciando a contrasti troppo marcati. L’Orchestra del Teatro La Fenice, fresca del Vivaldi teatrale dell’Ottone in Villa, ha risposto con un suono compatto ma leggero, ben controllato nei piani sonori. Senza soluzione di continuità, la pagina vivaldiana è confluita direttamente nel Credo in fa maggiore di Antonio Lotti, quasi a configurarsi come una sorta di introduzione strumentale alla più ampia costruzione corale. Il passaggio, privo di pausa, ha rafforzato l’unità espressiva dell’insieme, orientato verso un clima di meditazione sobria e concentrata. Nel Credo, pagina significativa della tradizione liturgica marciana, è emersa con chiarezza la costruzione del discorso musicale: la direzione ha valorizzato l’articolazione delle sezioni, mantenendo un controllo rigoroso dei tempi e dei volumi. Il Coro del Teatro La Fenice preparato da Alfonso Caiani, schierato in una formazione quasi cameristica, ha assolto con efficacia la propria prova, distinguendosi per compattezza e precisione, soprattutto nelle sezioni più esposte come il “Crucifixus”, affrontato con un tono contenuto e senza eccessi drammatici.

La seconda parte del concerto era consacrata allo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, pagina celebre che, pur nella sua maggiore immediatezza espressiva, si inseriva coerentemente nella linea interpretativa della serata. Anche qui Hofstetter ha privilegiato tempi distesi e una conduzione attenta alla cantabilità, evitando soluzioni troppo accentuate sul piano emotivo e mantenendo un equilibrio costante tra le parti. Determinante il contributo delle due soliste, il soprano Giulia Bolcato e il contralto Teresa Iervolino, che hanno dato prova di buona intesa e consapevolezza stilistica. La Bolcato si è distinta per la luminosa chiarezza nell’emissione e per una linea vocale pulita, mentre la Iervolino ha offerto un timbro più scuro e una presenza vocale ben sostenuta e intonata al carattere di dolente introversione impresso dal direttore. Il dialogo tra le due voci, nucleo pulsante della partitura pergolesiana, è risultato equilibrato e ben integrato con l’accompagnamento strumentale, restituendo con misura il carattere dolente della sequenza sacra.

Nel complesso, un concerto riuscito, sostenuto da scelte di repertorio niente affatto scontate e da un approccio interpretativo coerente. Il pubblico, numeroso, ha seguito il concerto con attenzione e partecipazione, salutando tutti gli interpreti con intensi applausi. Da notare che, a differenza della prima recita, la seconda (fuori abbonamento) si è svolta senza contestazioni o proteste nei confronti del sovrintendente per la ben nota vicenda della nomina del direttore musicale del teatro.