A Karin Bergmann l'interim a Salisburgo
Dopo l’uscita di Markus Hinterhäuser, la manager teatrale tedesca guiderà il Festival di Salisburgo fino al 2027
09 aprile 2026 • 2 minuti di lettura
La Fondazione del Festival di Salisburgo ha nominato Karin Bergmann sovrintendente ad interim con effetto immediato, affidandole la guida della manifestazione in una fase particolarmente delicata. La decisione è arrivata all’indomani del congedo anzitempo di Markus Hinterhäuser, maturato dopo contrasti con il Consiglio di sorveglianza e divergenze giudicate insanabili. Bergmann resterà in carica almeno fino all’autunno 2027, quando è prevista la nomina del successore ufficiale di Hinterhäuser, e avrà il compito di garantire continuità artistica e gestionale a uno dei più prestigiosi festival europei. La programmazione dell’edizione 2026, già definita, non subirà modifiche sostanziali, ma la nuova responsabile sarà chiamata a gestire la transizione e a impostare le future linee strategiche, mentre si avvierà a breve una selezione internazionale per l'incarico definitivo. Fra i candidati considerati per l'interim figura anche Cecilia Bartoli - direttrice artistica del Festival di Pentecoste di Salisburgo dal 2012, recentemente rinnovata fino al 2031 - che ha declinato l'offerta a causa dei numerosi impegni artistici.
Nata nel 1953 a Recklinghausen, nella regione della Ruhr, Karin Bergmann è una figura di primo piano nel management teatrale di area germanofona. Dopo gli inizi accanto a Claus Peymann, ha costruito gran parte della propria carriera a Vienna, dove è stata a lungo dirigente del Burgtheater, di cui ha assunto la direzione nel 2014, inizialmente ad interim e poi stabilmente fino al 2019. In quell’occasione si distinse per la capacità di risanare e rilanciare l’istituzione dopo una crisi interna, guadagnandosi la reputazione di “manager delle transizioni”. Più recentemente ha lavorato alle Salzkammergut Festwochen di Gmunden in Austria, occupandosi di teatro e letteratura. Con la nomina al Festival di Salisburgo diventa la prima donna a guidare, seppur temporaneamente, il celebre festival nei suoi oltre cento anni di storia, portando con sé un profilo che unisce competenza artistica e solida esperienza gestionale.