Sinfonismo romantico nel settembre veronese

Dall'8 al 30 settembre torna a Verona il Settembre dell'Accademia: quattro concerti al Teatro Filarmonico con le grandi orchestre internazionali

SN

22 maggio 2026 • 2 minuti di lettura

La Sächsische Staatskapelle di Dresda (Foto Jorg Simanowski)
La Sächsische Staatskapelle di Dresda (Foto Jorg Simanowski)

Giunge alla sua trentacinquesima edizione uno dei più attesi appuntamenti della musica classica in Italia: il Settembre dell'Accademia, festival internazionale promosso dall'Accademia Filarmonica di Verona, la più antica accademia musicale d'Europa ancora in attività, fondata nel 1543, che dal 1992 porta ogni autunno al Teatro Filarmonico alcune fra le orchestre più celebrate al mondo. Quest'anno il filo conduttore è il grande sinfonismo romantico, tracciato dagli albori beethoveniani fino agli esiti opposti e divergenti di Mahler e Rachmaninov, passando per Brahms e Čajkovskij. In trentacinque anni di storia il festival, diretto da Luigi Tuppini, ha ospitato oltre 134 orchestre, 135 direttori e 188 solisti, proponendo più di 350 composizioni di più di un centinaio di compositori.

La Baltic Sea Philharmonic (Foto Bernd Possardt)
La Baltic Sea Philharmonic (Foto Bernd Possardt)

Il festival si apre l'8 e il 9 settembre con la Sächsische Staatskapelle Dresden, protagonista di due concerti consecutivi sotto la guida del suo direttore principale Daniele Gatti. L'8 settembre è in programma la Sinfonia n. 6 «Tragica» di Mahler, monumentale e dirompente; il 9 settembre spazio a Brahms con la Seconda Sinfonia e a Beethoven con il Quarto Concerto per pianoforte e l'Ouverture dell'Egmont, con Beatrice Rana al pianoforte. Il 16 settembre sale sul palco la Bergen Philharmonic Orchestra, nominata Orchestra dell'Anno 2025 dalla rivista Gramophone, con il direttore Dima Slobodeniouk e il pianista norvegese Leif Ove Andsnes, per un confronto tra il Secondo Concerto per pianoforte di Brahms e la Quarta Sinfonia di Čajkovskij. Il 23 settembre tocca alla Baltic Sea Philharmonic guidata dall’americano Robert Treviño: in programma le Variazioni su un tema rococò di Čajkovskij con la tredicenne violoncellista prodigio Charlotte Melkonian e la Prima Sinfonia di Brahms, con un intermezzo del compositore svedese Stenhammar. Il 30 settembre chiude il festival l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il direttore Stanislav Kochanovsky e il pianista Nikolai Lugansky, in un programma interamente dedicato a Rachmaninov: il Terzo Concerto per pianoforte e la Seconda Sinfonia.

Maggiori informazioni si trovano qui