Antonio Pappano con l'Orchestra Giovanile Italiana questa domenica al Maggio

In programma domenica 24 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il concerto della Giovanile diretto da Pappano, solista Alexander Lonquich

ET

22 maggio 2026 • 3 minuti di lettura

Antonio Pappano in prova con l'OGI. Foto di Eugenia Cesari
Antonio Pappano in prova con l'OGI. Foto di Eugenia Cesari

Antonio Pappano e Alexander Lonquich hanno presentato ieri questo concerto al Parc, il polo culturale del parco delle Cascine, il cui auditorium sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella vita artistica e culturale fiorentina, e che in questo caso sta ospitando le prove del concerto di domenica 24. Antonio Pappano ha detto che tutti gli anni cerca di ricavare nella sua agenda un po’ di tempo da dedicare ad una realtà diversa dalle grandi orchestre sul cui podio sale normalmente, una realtà che guardi al futuro dei musicisti e alla dimensione formativa della musica, come esperienza finalizzata ad una professione ma anche nella sua valenza educativa generale. “Non credo che la musica possa fermare una guerra. Ma certamente può educare i giovani e i giovanissimi a fare ciò che oggi sembra non si riesca più a fare, almeno a guardare i talk show: ascoltare gli altri mentre svolgono il loro discorso, e poi subentrare con la propria risposta.” “E anche saper accompagnare il discorso degli altri, ascoltando e assecondando”, completa Alexander Lonquich che della Scuola di Musica di Fiesole, da sempre la casa della Giovanile, è direttore artistico dal 2020. All’incontro erano presenti anche la sovrintendente della Scuola, Anna Maria Meo, e la sindaca di Fiesole, Cristina Scaletti, che proprio a proposito di questa missione educativa al dialogo con gli altri, e all’essere parte di una comunità, hanno ricordato l’esperienza dell’orchestra dei bambini e ragazzi delle Piagge, che opera da dodici anni in una realtà ritenuta critica per l’integrazione (in realtà le Piagge stanno diventando una comunità fiorente di iniziative anche per altri aspetti), esperimento che oggi ha una sua replica anche in altre realtà, come il quartiere di Sorgane.

E’ sempre bello sentir parlare di musica due artisti come Pappano e Lonquich, e sono stati veramente tanti gli spunti di conversazione, prima che l’impegno della prova con i ragazzi dell’Ogi richiamasse Pappano al lavoro. C’è differenza fra lavorare con una grande orchestra come Santa Cecilia (di cui è stato a lungo direttore principale, e attualmente direttore emerito) o la London Symphony e un’orchestra giovanile ? Certamente sì, “ma questi ragazzi hanno l’età giusta, abbastanza grandi per capire che hanno ancora da imparare, ma ancora abbastanza giovani per averne voglia, perché hanno ancora l’idealismo, l’entusiasmo.” Questa scelta di programma ha delle motivazioni particolari ? “Per me Šostakovič è un interesse presente, l’ho fatto tanto con la London Symphony, e conosco tanti aspetti del suo mondo, pensiamo alla differenza grandissima rispetto alla sinfonia precedente, la Quarta, questo ‘piegarsi’ all’ottimismo dell’estetica staliniana con la conclusione apparentemente gioiosa dopo il tormento, ma anche il lirismo, dei movimenti precedenti.” A parte la tonalità di re minore, c’è qualcosa che unisce questi due lavori ? “Sì, per esempio il modo originale in cui nei primi movimenti di tutti e due viene trattato lo schema di forma sonata.” Rilancia Lonquich: “Sì, primi temi incisivi, pensiamo a com’è scolpito e deciso il primo tema nel primo movimento in Brahms”.