Markus Hinterhäuser sospeso a Salisburgo

Dopo la pubblicazione di un’inchiesta di Der Spiegel sul chiacchierato stile di leadership del sovrintendente, il Festival di Salisburgo annuncia la sua sospensione e cerca un successore

SN

26 marzo 2026 • 4 minuti di lettura

Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)
Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)

Cala il sipario a Salisburgo ma questa volta non sul palcoscenico. Il sovrintendente Markus Hinterhäuser viene sospeso con effetto immediato. Lo ha annunciato il Consiglio di sorveglianza del festival austriaco, con un comunicato ufficiale, citando «differenze e divergenze insormontabili» come motivo della rottura. Hinterhäuser, che guida le sorti artistiche di Salisburgo fin dal 2016, è stato messo alla porta dopo mesi di scontri sempre più aspri con le istituzioni che governano una delle più importanti rassegne musicali del pianeta.

A dare il primo colpo, qualche giorno prima dell'annuncio ufficiale, era stato il settimanale tedesco Der Spiegel, con un'inchiesta dettagliata sullo stile di leadership di Hinterhäuser. Le accuse emerse nell'articolo del settimanale tedesco — esplosioni di rabbia, demansionamenti, pressioni sui collaboratori — hanno squarciato il velo di silenzio che circondava i malumori interni al festival. Che l'atmosfera fosse tesa pare non fosse un segreto per nessuno ma la pubblicazione di nomi e dettagli da parte della stampa tedesca ha provocato un autentico terremoto.

In passato, in un'intervista alla Salzburger Nachrichten, Hinterhäuser aveva definito se stesso «un carattere emotivo, a volte impulsivo». Anche il sito BackstageClassical aveva subìto la sua ostilità: Hinterhäuser l'aveva citato in giudizio su sette punti, ma aveva perso sia in primo grado sia in appello presso il tribunale di Amburgo. Tra le voci che circolavano c'era persino un presunto divieto d'accesso nel celebre Café Bazar di Salisburgo come conseguenza del suo comportamento.

Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)
Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)

La scintilla formale della crisi è però legata a una questione apparentemente tecnica: la nomina del nuovo direttore della sezione teatro di prosa. In un'intervista al Kronen Zeitung, Hinterhäuser aveva indicato pubblicamente la sua preferita per quel ruolo: Karin Bergmann, ex direttrice del Burgtheater di Vienna. Il problema era che la Bergmann non si era formalmente candidata e non aveva partecipato ai colloqui. Il Consiglio di sorveglianza si è sentito scavalcato e la governatrice del Land di Salisburgo, Karoline Edtstadler del Partito Popolare, così come il sindaco socialdemocratico Bernhard Auinger (SPÖ) hanno accusarono pubblicamente il sovrintendente di aver violato la fiducia del Consiglio. Ma la vera questione era chiaramente un’altra. Il contratto di Hinterhäuser — già rinnovato fino al 2031 con un contratto sottoscritto dal predecessore di Edtstadler — conteneva una «clausola di buona condotta» che il Consiglio di sorveglianza ha ritenuto violata. Una clausola che evidentemente segnalava una mancanza di fiducia nei confronti del manager. Accessi di rabbia, umiliazioni e insulti nei confronti di collaboratori pare fossero diventati una costante, e il rispetto verso i dipendenti era considerato una condizione minima ignorata da Hinterhäuser. Già dopo la rottura con la direttrice del teatro di prosa Marina Davydova, licenziata già a fine 2024, si erano moltiplicati i commenti critici sullo stile di direzione del sovrintendente e sulle sue complicate relazioni con i colleghi. Su Hinterhäuser nel tempo si era costruito un racconto che caratterizzava la sua gestione come geniale e intoccabile, denigrando chi osava criticarla.

All'invito a dare giustificazioni da parte del Consiglio di sorveglianza, Hinterhäuser non ha risposto, facendosi forza sulla scadenza del suo contratto nel 2031 e portando la questione sul piano legale. Alla fine di complesse trattative fra avvocati, si è raggiunto un accordo: Hinterhäuser è formalmente «in congedo» fino al 30 settembre 2026, data di scadenza del contratto attuale, con obbligo di riservatezza sui dettagli dell'intesa.

A difesa di Hinterhäuser erano scesi in campo circa sessanta artisti — tra cui i premi Nobel Elfriede Jelinek e Peter Handke — attraverso una lettera aperta, accusando il Consiglio di sorveglianza di ingerenza politica nelle scelte artistiche. Un gesto di solidarietà che però, secondo molti osservatori, difendeva l'uomo sbagliato per le ragioni sbagliate. Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung si era schierata al fianco di Hinterhäuser, commentando la vicenda con toni duri verso i politici: «Non è ridicolo né tragico, è solo miserabile e stupido. Il Consiglio di sorveglianza vuole liberarsi del sovrintendente perché non gli può imputare altro che una cattiva condotta.»

Se il programma del 2026 è già definito quello del 2027 è in uno stadio avanzato, si apre ora il problema della successione. La Presidente Kristina Hammer e il direttore amministrativo Lukas Crepaz assumono temporaneamente la gestione operativa, mentre si cercano candidati per una direzione artistica ad interim ma inevitabilmente si apre una fase di incertezza. Il Festival di Salisburgo dovrà affrontare non solo la sostituzione di una figura chiave, ma anche una delicata transizione in un momento cruciale, tra grandi investimenti strutturali e la necessità di ridefinire equilibri istituzionali.