Il 52° Festival della Valle d’Itria

Dal 14 luglio al 2 agosto torna a Martina Franca la manifestazione diretta per il secondo anno consecutivo da Silvia Colasanti

09 maggio 2026 • 2 minuti di lettura

Festival della Valle d’Itria (foto Ufficio Stampa Festival della Valle d’Itria)
Festival della Valle d’Itria (foto Ufficio Stampa Festival della Valle d’Itria)

Il 52° Festival della Valle d’Itria torna a Martina Franca (Taranto) e in altri luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto con un tema che mette al centro il Mediterraneo come culla del mito, crocevia di culture e mare che accoglie. Organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi, la manifestazione è curata per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti, che prosegue un percorso in cui la musica diventa strumento per leggere il presente.

Silvia Colasanti (foto Ufficio Stampa Festival della Valle d’Itria)
Silvia Colasanti (foto Ufficio Stampa Festival della Valle d’Itria)

Un indirizzo riconosciuto anche dal Premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati”, che ha indicato Owen Wingrave, allestito nell’edizione passata, come “migliore iniziativa musicale” del 2025. Tra opere, riscoperte, concerti e incontri, il Festival attraversa quattro secoli, dal Settecento ai giorni nostri, valorizzando il patrimonio storico-artistico e paesaggistico della Valle d’Itria

In apertura, il 14 luglio a Palazzo Ducale, debutta il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella, con regia e coreografia di Jean Renshaw e la direzione di Nicolò Umberto Foron alla guida di Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari.

Tra le nuove produzioni liriche spicca anche Carmen di Georges Bizet, proposta a partire dal 25 luglio nella partitura originale del 1874, in prima assoluta in forma scenica, grazie alla revisione critica di Paul Prévost per Bärenreiter, con Fabio Luisi sul podio e la regia di Denis Krief.

Fabio Luisi (foto Clarissa Lapolla)
Fabio Luisi (foto Clarissa Lapolla)

Completa il trittico Il schiavo di sua moglie (1672) di Francesco Provenzale, in prima esecuzione in tempi moderni dal 24 luglio al Chiostro del Carmine, con Antonio Florio e la Cappella Neapolitana.

Accanto alle opere, il programma include il nuovo progetto commissionato a Marco Baliani, Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino (20 e 21 luglio), e un fitto calendario di concerti tra basiliche, chiostri e masserie.

In calendario anche il convegno “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella” (18 e 19 luglio) e l’anteprima “In Orbita” (10-12 luglio) nelle piazze e contrade di Martina Franca.

Palazzo Ducale – Tancredi 2025 (foto Vito Marzulli)
Palazzo Ducale – Tancredi 2025 (foto Vito Marzulli)

Secondo la direttrice artistica Silvia Colasanti, il Mediterraneo è oggi anche luogo di storie e destini complessi: il Festival della Valle d’Itria 2026 intende sollecitare una riflessione su identità, scambio e accoglienza attraverso la musica.

Tutte le informazioni in merito al programma del 52° Festival della Valle d’Itria si possono trovare qui.