Flying Lotus, fuoco amico

Flamagra, sesto album per Flying Lotus, è una pietra miliare nel suono del XXI secolo

Flying Lotus - Flamagra
Disco
pop
Flying Lotus
Flamagra
Warp
2019

Siccome l’opera è complessa, per decifrarla conviene partire da alcuni dati di fatto: mai prima Flying Lotus era stato così prolisso: massima estensione poco oltre i tre quarti d’ora (Until the Quiet Comes, nel 2012), mentre qui siamo quasi a 67 minuti, occupati da un totale di 27 brani, una dozzina dei quali lunghi meno di due minuti.

Interroghiamoci quindi sul neologismo del titolo: amalgama di flame e Viagra? Chissà… Se osserviamo infine la copertina, vediamo il riflesso dell’immagine dichiarata fondante dallo stesso Flying Lotus, “una fiamma eterna sulla collina”: tema esplorato in “Fire Is Coming”, l’episodio centrale costruito intorno a un monologo di David Lynch dal tono – ovviamente – apocalittico, con relativo video dal gusto espressionista.

Su quelle immagini c’è pure la firma di Flying Lotus-Steven Ellison, che nel febbraio 2017 aveva presentato al “Sundance Film Festival” il suo primo lungometraggio, l’avveniristico e inquietante horror Kuso: fra le molte cose fatte durante un quinquennio esatto di silenzio discografico.

Frattanto è accaduto che certe sue prerogative – dall’attitudine visionaria nei confronti dell’hip hop a una sensibilità radicalmente contemporanea applicata al jazz – siano penetrate nel mainstream per mano altrui: in particolare Kendrick Lamar e Kamasi Washington, non a caso entrambi a lui collegati in vario modo.

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Ed eccoci allora al sesto album della serie aperta nel 2006 da 1983: quota considerevole se pensiamo all’età – 35 anni compiuti – di Flying Lotus, a maggior ragione ricordando l’eccellente qualità media di tali produzioni.

Abbiamo di fronte, dunque, una delle intelligenze musicali più vive in circolazione, non soltanto in ambito afroamericano: ruolo prestigioso e tuttavia scomodo, a causa delle aspettative che accompagnano inevitabilmente ogni sua mossa. Flying Lotus ha affrontato l’impegno alzando la posta: a dispetto dell’apparente frammentarietà, Flamagra è il più ambizioso tra i lavori realizzati finora. Insieme alla durata di cui si diceva, vale a dimostrarlo l’impressionante platea degli ospiti. In ordine di apparizione, viene per primo Anderson .Paak, in voce nel fluido rap jazzato di “More”, elasticizzato dal basso gommoso dell’inseparabile e onnipresente Thundercat (coautore di 20 pezzi).

Strada facendo troviamo poi George Clinton, che da par suo insaporisce di “funkadelia” “Burning Down the House” (nessuna relazione con l’omonima canzone dei Talking Heads), gli svedesi Little Dragon, chiamati a conferire un astratto fascino lounge a “Spontaneous”, sua eminenza Herbie Hancock, nello sketch fusion da cartone animato “Pilgrim Side Eye”, l’estrosa Tierra Whack, alle prese con il groove laconico di “Yellow Belly”, e subito dopo il giovane rapper Denzel Curry, che non fa prigionieri in “Black Balloons Reprise”.

Solange torna a casa

Detto del signor “Twin Peaks” a metà percorso, si aggiungono alla lista gli Shabazz Palaces, incaricati di dirottare “Actually Virtual” in orbita afrofuturista, il cantautore di estrazione indie Toro Y Moi, al microfono nello squisito soul psichedelico di “9 Carrots”, e la divina Solange, sacerdotessa officiante uno struggente spleen da spiritual in “Land of Honey” (impreziosito dalle tastiere di Robert Glasper), fra un “alleluia” e l’altro.

Quest’ultima esortazione può fornire forse una chiave interpretativa, connettendosi all’“Oh Signore!” esclamato in precedenza da Anderson .Paak e soprattutto alle parole pronunciate attraverso un filtro elettronico al principio dell’iniziale “Heroes” (che nasce dove muore la conclusiva “Hot Oct.”, in perfetta circolarità): “Siamo adesso riuniti nuovamente in questo spazio creato da te”.

Una dimensione mistica, insomma, da gospel prossimo venturo: degno approdo per il pronipote di Alice Coltrane, la cui presenza aleggia qui accanto a quelle di Sly Stone, Sun Ra, Miles Davis, Prince, Madlib e – perché no, vista la comune casa discografica – Aphex Twin. Un pantheon al quale Flying Lotus s’iscrive a pieno diritto con Flamagra: sintesi esemplare di quanto fatto in passato e pietra miliare nel suono del XXI secolo.

La riscoperta di Alice Coltrane

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