Alessandro Portelli, l'altra America canta ancora

We Shall Not Be Moved: Voci e musiche dagli Stati Uniti (1969-2018) – libro con 4 cd – raccoglie 50 anni di ricerche di Alessandro Portelli

Squilibri / I Giorni Cantati Portelli - I Shall Not Be Moved
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Grandi spalle (culturali) reggono grandi pesi di sapere accumulato e meditato. E l’atto di riappoggiare per terra, alla comunità di tutti, i medesimi pesi, in forma di libro e di disco, rende conto di quanto gravoso sia quel peso, perché fatto con una leggerezza sapiente in genere accoppiata a carichi assai più lievi. Alessandro Portelli, presidente del Circo o Gianni Bosio, uno dei più importanti cacciatori e raccoglitori di “storia orale” internazionale le spalle le ha larghissime. Che si muova nell’epica quotidiana ancora da ricostruite nella sua interezza della Resistenza, a rivendicare una scelta civile di una parte del popolo oggi attaccata dai professionisti dell’oculata smemoratezza, o vada a indagare e documentare esperienze di lontane di fabbrica, o come vivono e cantano i Rom di Roma che qualcuno usa come capro espiatorio per ogni male, è certo che l’emozione della lettura e dell'ascolto è assicurata.

Perché Alessandro Portelli ha la capacità di cogliere in tempo reale quanto si sta muovendo negli strati profondi del sociale, e sa farlo affiorare con rigore di documentazione, scrittura sciolta, e scelta accorta dei supporti di documentazione. 

Si sarà compreso, allora, che cotanto preambolo sta a indicare che questa volta siamo di fronte davvero a un opus magnum, in ogni senso: We Shall  Not Be Moved: Voci e musiche dagli Stati Uniti (1969-2018), pubblicato dalla romana Squilibri.

Portelli I Shall Not Be moved - Squilibri / I Giorni Cantati

Lo è per campitura d’arco cronologico affrontato, perché qui si indaga su aspetti cruciali delle culture popolari e “popular” dell'America del Nord compresi tra il gennaio del 1969 e l’aprile del 2018. Per documentazione scritta: perché questo testo dipanato su 317 pagine, più un’appendice fotografica, è davvero uno snodo d’ora in avanti ineludibile per chiunque voglia affrontare la ricostruzione del “soundscape” di un periodo e di un Paese cruciale per le sorti del mondo, laboratorio e punto di crisi al contempo come mai è successo in altro luogo del Pianeta.

È un libro importante, infine, per documentazione registrata: sono ben quattro i cd che accompagnano il testo, cinque ore fluenti e necessarie che rappresentano un po’ la summa di quanto Portelli ha colto con i suoi strumenti in mezzo secolo di viaggi negli Usa: con gli strumenti tecnici più vari disponibili al momento, per resa tecnica, dal “gelosino” domestico – racconta lui – agli appartati professionali più avanzati, nei contesti più vari che si possano incrociare, quando si va a caccia di vita vera da documentare. Mettete allora in conto vento che entra nei microfoni, rumori di fondo e ambientali che forniscono comunque altri indizi. 

Della serie di cd, il quarto è l’unico parzialmente edito: i primi diciannove brani provengono dal cruciale L’America della contestazione, il disco oggi semi introvabile che Portelli realizzò nel ’69 con Ferdinando Pellegrini per la gloriosa serie dei Dischi del sole, qui integrato con recenti registrazioni in tema. Il primo cd è quello che intitola, assertivamente, il tutto: dure canzoni di lotta; il secondo è dedicato a blues, old time music e work songs; il terzo propone un viaggio sinuoso nel gospel bianco e nero. Inutile dire che spesso argomenti, tematiche, contesti sociali e culturali sfumano uno nell’altro.

Ogni singolo brano proposto nei cd è analizzato, commentato, storicizzato e tradotto: un repertorio sociale e politico di inestimabile valore per chi si occupa di musiche afroamericane, scaturigine moderna di quasi tutte le altre note, ma anche per chi, semplicemente, vuole riscoprire esaustivamente le voci “altre” del Paese a stelle e strisce.

Dire “grazie”, per questo testo, è forse davvero troppo poco.

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