Noseda e la Filarmonica TRT al Festival dei Due Mondi
In Piazza del Duomo, con musiche di Menotti, Bernstein e Dvoràk
15 luglio 2026 • 3 minuti di lettura
Piazza del Duomo, Spoleto
Concerto conclusivo del Festival dei 2 Mondi
12/07/2026 - 15/07/2026La sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi - la prima firmata dal nuovo direttore artistico Daniele Cipriani - si è conclusa con il tradizionale concerto all’ora del tramonto nel magnifico scenario della Piazza del Duomo di Spoleto. Ne sono stati protagonisti Gianandrea Noseda e la Filarmonica Teatro Regio Torino, che hanno presentato un programma pensato in esclusiva per il festival, riallacciandosi all’idea originaria del fondatore Gian Carlo Menotti, cioè gettare un ponte musicale tra Europa e America.
Il concerto si è aperto proprio con un brano di Menotti, l’ouverture dell’atto unico Amelia al ballo, la sua prima opera, composta a trentacinque anni e rappresentata a Philadelphia nel 1937. Questa breve introduzione musicale descrive l’agitazione di Amelia, che si sta preparando ad andare a una festa e fruga nei cassetti, si prova abiti e gioielli, li scarta, ne prova altri e altri ancora. Erano gli anni del neoclassicismo e Menotti senza dubbio guardava alle sinfonie delle opere buffe del Settecento italiano ma non ne fa un calco stilistico. Dà invece a questa musica la frenesia della vita di una metropoli americana del Novecento, grazie soprattutto a un ritmo brioso, brillante e irrequieto, con frequenti sincopi e spostamenti d’accento, a cui sicuramente non è estraneo l’impatto del compositore lombardo con il jazz.
Poi si faceva un salto di vent’anni in avanti e si passava a Leonard Bernstein e a West Side Story, il capolavoro più rappresentativo degli USA in campo operistico insieme a Porgy and Bess di Gershwin: entrambi i compositori erano nati in famiglie ebree di origine russa ma allora nessuno pensava alla remigrazione. Si sono ascoltate le Danze sinfoniche di West Side Story: non una suite formata da estratti del musical andato in scena a Broadway nel 1957 ma una rielaborazione per orchestra sinfonica di alcuni momenti cruciali dell’originale, rimaneggiati e fusi insieme, usando come tessuto connettivo (o, se vogliamo, come tema conduttore) le tre note su cui Tony canta il nome Maria nella sua celebre aria
Si faceva un salto indietro di sessantaquattro anni con il caso più famoso degli interscambi musicali tra Europa e America del nord, la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” del ceco Antonin Dvoràk, che durante la sua triennale permanenza a New York come direttore del Conservatorio si interessò alla musica popolare del nord America, rielaborando liberamente i canti dei nativi, quelli dei discendenti degli schiavi africani e quelli dei coloni europei e innestandoli sul tronco della forma princeps della musica colta europea.
Anche Gianandrea Noseda può essere considerato un esempio degli scambi musicali tra Europa ed America, perché buona parte della sua attività musicale si è svolta negli USA e dal 2017 è Direttore Musicale della National Symphony Orchestra di Washington. La sua direzione era infatti molto precisa ed energica, luminosa e colorata, spettacolare e trascinante, forse un tantino troppo “tecnologica” in alcuni momenti della Sinfonia di Dvoràk, dove si sarebbe potuto desiderare un po’ più di cuore, di emozione, di trasporto. In ogni caso una direzione maiuscola da parte di un direttore che ci è stato “rubato” dall’America (e anche dalla Svizzera: è Generalmusikdirektor dell’Opera di Zurigo) e che desidereremmo sentire più spesso.
Ancora più raro è ascoltare a sud degli Appennini la Filarmonica Teatro Regio Torino o più brevemente Filarmonica TRT, formata dai musicisti del Teatro Regio del capoluogo piemontese. Se ne sono apprezzate la bellezza del suono e la compattezza nei “tutti”, che avevano una potenza sonora che non scadeva mai in clangore”, e all’estremo opposto spiccavano l’eleganza e la precisione dei “soli”, particolarmente quelli affidati agli strumenti a fiato. Qualche lieve scollamento si è avvertito invece nella Sinfonia di Amelia al ballo, quando diversi piani sonori si sovrappongono e si contrappongono, con una ritmica complessa e fitta di sincopi.
Agli applausi scroscianti delle migliaia di persone che gremivano la vasta e splendida piazza, Noseda e l’Orchestra hanno risposto con una splendida esecuzione dell’ouverture de I Vespri siciliani di Verdi.