La bella energia della European Union Youth Orchestra

A Bolzano Beethoven e Schubert diretti da Gianandrea Noseda con il pianoforte di Beatrice Rana

European Union Youth Orchestra – Gianandrea Noseda, Beatrice Rana (Foto Tiberio Sorvillo)
European Union Youth Orchestra – Gianandrea Noseda, Beatrice Rana (Foto Tiberio Sorvillo)
Recensione
classica
Bolzano Festival Bozen 2020, Teatro Comunale di Bolzano
European Union Youth Orchestra – Gianandrea Noseda, Beatrice Rana
18 Agosto 2020

Anche il festival di Bolzano ha ridefinito il suo programma per questa estate 2020, proponendo un cartellone variegato e sparpagliato in piccoli e grandi momenti musicali distribuiti in vari luoghi della città. Slittato in autunno il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni e affidato all’Accademia Gustav Mahler il compito di scaldare l’inverno musicale del capoluogo dell'omonima provincia autonoma del Trentino-Alto Adige, noi abbiamo scelto di seguire, tra i vari appuntamenti estivi del Bolzano Festival Bozen, questo concerto che ha visto impegnata la European Union Youth Orchestra.

 

Forte di una tradizione coltivata fin dal 1976, anno di sua fondazione, e della fresca energia dei giovani musicisti che la compongono, provenienti dai diversi paesi dell’Unione Europea, la EUYO in questa occasione si è confrontata con pagine del repertorio ottocentesco quali il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do minore op. 37 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200 di Franz Schubert. Opere restituite con coinvolgente vivacità, complice l’efficace ed energica direzione di Gianandrea Noseda, impegnato nel guidare questa formazione tra le pieghe di due partiture naturalmente distanti per genesi e caratterizzazione, ma accomunate qui da una pregnante cifra dinamica.

 

Un dato che è apparso ben evidente già a partire dal brano beethoveniano, che ha trovato in Beatrice Rana un profilo solistico solido ed espressivo, dove il pianismo di questa artista ha confermato quel carattere equilibrato che le ha permesso anche in questa occasione di assecondare con bella misura sia i momenti di più intima integrazione con l’orchestra – significativo, in questo senso, il passaggio arpeggiato che sostiene le note tenute dei fiati nel cuore del Largo centrale – sia le oasi di più scoperto protagonismo. Un frangente, quest’ultimo, che la pianista ha affrontato con una personalità in grado di coniugare una sicurezza digitale solida e pulita con una brillantezza espressiva coinvolgente, caratteri messi a fuoco, per esempio, in occasione della cadenza che suggella il primo movimento, o ancora nei passaggi più brillanti del Rondò-Allegro finale.

 

E proprio il carattere trascinante di quest’ultimo movimento beethoveniano è parso un ideale ponte lanciato verso la lettura fresca e vivace che Noseda ha impresso alla sinfonia di Schubert. Un’interpretazione che ha confermato la cifra dinamica decisa che si evidenziava più sopra e che la compagine orchestrale ha saputo assecondare con efficace reattività, impegnata a tratteggiare con equilibrio i rimandi tra le classi strumentali, fino alla gioiosa rincorsa espressiva del Presto conclusivo.

 

Una serata di musica che ha entusiasmato il pubblico che esauriva i posti disponibili – secondo le misure di distanziamento – presso il teatro di Bolzano, appagato inoltre da due fuori programma offerti sia da Beatrice Rana sia dalla European Union Youth Orchestra.

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