I colori del Rinascimento

L’Associazione l’Homme Armé ha fatto rivivere la musica policorale rinascimentale e barocca a Firenze riunendo cinque ensemble

Magnum et admirabile
Magnum et admirabile
Recensione
classica
Corpus Domini al Bandino, Firenze
Magnum et admirabile
02 Dicembre 2022

Portare il lusso sonoro della musica policorale del XVI e XVII secolo nelle periferie  di una città il cui centro storico è uno dei più importanti simboli del Rinascimento, Firenze, è la scommessa fatta dall’Associazione L’Homme Armé che è riuscita a condensare in un concerto intitolato Magnum et admirabile il fior fiore delle architetture sonore create da compositori rinascimentali e barocchi tra Venezia e Roma. Queste hanno iniziato a risuonare la sera del 2 dicembre a partire della moderna chiesa del Corpus Domini al Bandino del quartiere di Gavinana, e i colori e i timbri di pagine musicali concepite per i cosiddetti ‘cori spezzati o battenti’ costituiti da gruppi di cantanti e strumentisti contrapposti che si alternano si intersecano e si sovrappongono sono risaltati ancor più nello spazio monocromo della sua struttura  interamente di cemento armato.

Disposti sui quattro lati dell’ampia e spoglia navata rettangolare con i soffitti a vela,  cinque ensemble hanno circondato il pubblico avvolgendolo in una complessa e affascinante progressione sonora iniziata dal mottetto Tu es Petrus di Palestrina intonato da L’Homme Armé. Ma già dal secondo brano, il Kyrie dalla Missa l’homme armé di Carissimi, è pienamente emersa la spazialità della musica policorale variamente articolata nelle sue tre sezioni con l’intervento degli altri ensemble vocali invitati dal direttore Fabio Lombardo a partecipare all’evento: Le Tems Revient, Lilium Cantores e PassiSparsi. Questa splendida messa è forse l’ultima di una lunga serie di composizioni costruite sul tenor anonimo che ha avuto una immensa fortuna a partire dal Quattrocento, e ha dato avvio al gioco di specchi, rifrazioni e circolazione di linee melodiche a ‘parti reali’ compiendo una transizione e un dialogo fra lo stile osservato di marca palestriniana e la rigogliosa proliferazione di sonorità barocche.

Con un ritorno alla più classica e fondante scrittura per cori spezzati del Gloria di Giovanni Gabrieli, contenuta nella raccolta Sacrae Symphonie stampata nel 1597, gli strumenti dell’ensemble La Pifarescha hanno contribuito ad enfatizzare lo splendore della musica veneziana, intervenendo poi da soli per eseguire la Canzon XIV a 10 dalla raccolta Canzoni et sonate stampata nel 1615.

Dopo la dolcezza e la delicatezza dell’Ave Maria a 8 di de Victoria e di O magnum mysterium a 8 sempre di Gabrieli, il concerto si è avviato verso un crescendo finale rappresentato dal mirabolante Credo della Missa Maria prodigio celeste sive benevola a16 di Orazio Benevoli, dalla complessa articolazione basata sulla segmentazione del testo della preghiera con l’alternanza dei quattro cori per coppie e con la densità degli interventi collettivi culminanti.

Dopo una ulteriore pagina di Giovanni Gabrieli, Hodie Christus natus est a 10, volta a ribadire l’importanza della sua figura in relazione alla definizione stessa di stile policorale, il concerto si è concluso con il Magnificat SWV 468 di Heinrich Schütz nel quale è prevalso uno stile più moderno caratterizzato dall’intervento delle voci soliste del ‘coro favorito’ che accompagnate da strumenti hanno intonato i singoli versetti del cantico mariano esaltandone il significato.

Poter ascoltare queste musiche è un’esperienza piuttosto rara, ma fondamentale per  cogliere la magnificenza  di composizioni destinate in origine a importanti occasioni celebrative, e per vivere la profondità acustica che le rende vicine alla ricchezza prospettica dell’arte barocca con la sua vocazione di teatrale spettacolarità. Dirigendo dal corridoio centrale i cinque gruppi dislocati sui quattro lati della navata Fabio Lombardo è riuscito a coordinare fluidamente e rapidamente un complesso insieme di voci e strumenti, alcuni dei quali si sono riposizionati nel corso del concerto per rispondere alle esigenze della distribuzione delle fonti sonore delle diverse composizioni policorali.

Aver messo insieme una compagine musicale intergenerazionale costituita da musicisti veterani come quelli degli ensemble L’Homme Armé e La Pifarescha e da reclute come Le Tems Revient, Lilium Cantores e PassiSparsi, e aver proposto questo concerto in tre diverse chiese di altrettanti quartieri periferici di Firenze è un risultato importante per l’Associazione L’Homme Armé che ha preparato con cura questo evento preceduto dalle conversazioni e i laboratori che sono stati parte integrante del progetto denominato Musica Spaziale.

 

 

 

 

 

 

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