Ax e Foron tra Mozart e Sibelius

A Bologna con l'orchestra filarmonica del Teatro Comunale

GD

28 maggio 2026 • 3 minuti di lettura

Emanuel Ax (foto di Andrea Ranzi)
Emanuel Ax (foto di Andrea Ranzi)

Auditorium Manzoni, Bologna

Nicolò Umberto Foron, Emanuel Ax e la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

25/05/2026 - 25/05/2026

Un appassionante viaggio tra Classicismo e Romanticismo ha accompagnato il pubblico bolognese in una serata molto soddisfacente dal punto di vista musicale. All’interno della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, l’orchestra filarmonica del TCBO ha sedotto l’uditorio guidata dal giovane e talentuoso direttore Nicolò Umberto Foron e accompagnata da un eccezionale veterano come Emanuel Ax.

Il palco dell’Auditorium Manzoni ha accolto il celebre pianista per l’esecuzione del mozartiano Concerto per pianoforte e orchestra n. 22 in Mi bemolle maggiore, da cui Ax ha fatto emergere, con quella facilità che appartiene solo ai grandi, sia il carattere brillante di alcuni passaggi, sia quello più meditativo e sospeso di altri. Il pianismo dell’interprete statunitense-ucraino si è contraddistinto per la chiarezza vivida e la razionale energia con cui è stata fatta risplendere la bellezza melodica di ogni frase. Nell’”Allegro”, il nitore del tocco di Ax ha evitato che neppure una nota fosse risucchiata dalla vorticosità delle scale e degli arpeggi, così come nell’”Andante” sono state opportunamente evidenziate tutte le incursioni pensierose e ombrose che caratterizzano il brano. Infine, nel “Rondò” conclusivo gli spettatori hanno partecipato a una festa di cantabilità, felicemente operistica, talvolta perturbata da irresistibili e vezzosamente impertinenti variazioni melodiche. A stupire, tuttavia, è stata la granitica intesa tra Ax e Foron, il quale ha gestito sapientemente i ritmi propulsivi dell’opera ed è riuscito a vitalizzare il manto orchestrale in scolpiti e simmetrici fraseggi tra le parti. Al termine dell’esecuzione, il pianista si è congedato proponendo come bis il Notturno op. 55 n. 1 in Fa minore di Chopin, eseguito magistralmente.

Dopo l’intervallo, sulle atmosfere assolate di Mozart si sono addensate le nubi crepuscolari di Sibelius, la cui Sinfonia n. 1 in Mi minore ha dato l’opportunità di ammirare il sorprendente controllo dell’orchestra da parte di Foron. Caratterizzata da un dialogo serrato tra percussioni e fiati, con il tappeto degli archi inteso come amplificatore ritmico ed emotivo, la dirompente prima opera sinfonica dell’autore finlandese è stata interpretata dal direttore italo-tedesco con grande maturità. Il placido e insinuante a-solo del clarinetto (ottimamente eseguito da Simone Nicoletta) che apre il primo tempo è stato presto seguito dal motivo fiero e virile dei legni che, insieme alla solida ed espansiva resa acustica degli intonati ottoni, ha fatto intravedere quello spirito patriottico che soggiace all’opera. Con notevole accuratezza interpretativa, soprattutto dal punto di vista agogico, Foron si è spostato con scioltezza sulle glaciali sponde lacustri del secondo movimento, ogni tanto turbate dal canto stridente e drammatico degli archi. Qui, ancora più che nella precedente sezione, la robusta rotondità degli ottoni ha trovato un ambiente di elezione e, in generale, si è rimasti impressionati dalle qualità tecniche di tutti i musicisti e dalle nuances coloristiche rivelate dalla bacchetta di Foron. Lo Scherzo si è fatto apprezzare con la frizzante irriverenza del tema principale (buffamente ripetuto per imitazione da tutte le sezioni orchestrali), mentre il movimento finale è stato un tripudio di espressività timbrica e contrastata emotività. Dal gravoso slancio lirico iniziale alle commoventi oasi patetiche del prefinale, fino all’intensa e tensiva chiosa “pizzicata”, Foron ha domato con sicurezza la partitura e si è guadagnato meritatamente i lunghissimi applausi del pubblico bolognese.