Al-Bunduqiyya, la Venezia perduta e ritrovata di Sollima

All’Auditorium Lo Squero il viaggio musicale di Giovanni Sollima con Federico Guglielmo e il Pomo d’Oro tra Venezia, Levante e Mediterraneo

SN

14 giugno 2026 • 3 minuti di lettura

Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto (Foto Federica Bressan)
Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto (Foto Federica Bressan)

Auditorium Lo Squero, Venezia

Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto

13/06/2026 - 13/06/2026

Sala gremita in ogni ordine di posti all’Auditorium Lo Squero per una proposta decisamente insolita nell’offerta altrimenti classica della stagione cameristica di Asolo Musica nell’Isola di San Giorgio a Venezia. Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto è un progetto che prende le mosse dall’omonimo CD pubblicato da Warner Classics nel 2024 dal violoncellista Giovanni Sollima. Un lavoro che già nel disco si presentava come un viaggio musicale attraverso una Venezia diversa da quella cristallizzata nell’immaginario turistico e nella tradizione musicale più codificata: una città di frontiera, crocevia di commerci, lingue, culture e sonorità provenienti dall’Oriente, dai Balcani e dal Mediterraneo. Il titolo stesso, Al-Bunduqiyya (البندقية), è il nome arabo di Venezia, una delle pochissime città europee ad avere un nome arabo storico e del tutto autonomo, testimonianza di una storia secolare di relazioni tra la Serenissima e il mondo levantino. È proprio questa Venezia aperta, porosa, meticcia a costituire il filo conduttore di un programma all’apparenza eterogeneo, nel quale si intrecciano pagine antiche di Tartini e Vivaldi, rielaborazioni, suggestioni popolari e interventi originali dello stesso Sollima. Più che un concerto tradizionale, si tratta una sorta di racconto sonoro che restituisce l’immagine di una città sospesa tra Occidente e Oriente, capace di assorbire e reinventare influenze provenienti da aree geografiche e culturali lontane.

A guidare questo itinerario è stato un Giovanni Sollima in gran forma, autentico animale da palcoscenico. Il violoncellista palermitano conferma una volta di più le sue inconsuete qualità di interprete: presenza scenica magnetica, comunicativa immediata, virtuosismo trascinante e una capacità rara di trasformare ogni esecuzione in un evento teatrale oltre che musicale. Il pubblico segue ogni gesto, ogni sguardo, ogni inflessione del suo strumento, trascinato in una narrazione che procede con naturalezza e coinvolgimento. Se il Sollima compositore non sempre raggiunge lo stesso livello di originalità e profondità del Sollima esecutore, va riconosciuto come la sua scrittura riveli un talento particolare nell’orchestrazione e nella rielaborazione di materiali musicali della tradizione mediterranea e non solo. È soprattutto nella capacità di combinare timbri, colori e suggestioni provenienti da culture diverse che emerge la sua penna più felice: un lavoro di cesello che valorizza le fonti e costruisce ponti efficaci tra epoche e linguaggi.

Giovanni Sollima in Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto (Foto Federica Bressan)
Giovanni Sollima in Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto (Foto Federica Bressan)

Fondamentale, in questo senso, il contributo del violino concertatore Federico Guglielmo, che tiene brillantemente testa agli sfrenati virtuosismi del Vivaldi di Sollima, e dei musicisti de Il Pomo d’Oro. L’ensemble, noto soprattutto per il repertorio barocco, ha dimostrato anche in questa occasione una notevlole versatilità, affrontando con identica convinzione pagine che travalicano i confini della prassi storicamente informata. Colpiscono il temperamento, l’energia e la partecipazione con cui i singoli strumentisti hanno saputo restituire le molteplici anime del programma: dalle raffinatezze cameristiche agli slanci ritmici di sapore popolare, fino alle evocazioni di ascendenza balcanica e asiatica che percorrono l’intera serata.

L’Auditorium Lo Squero, con la sua suggestiva vetrata affacciata sulla laguna, si è rivelato ancora una volta cornice ideale per un progetto dedicato proprio alla vocazione marittima e multiculturale di Venezia. E il pubblico ha risposto con entusiasmo crescente, tributando agli interpreti applausi calorosissimi e insistenti al termine del concerto. Richieste accolte con generosità: ben due bis hanno concluso una serata musicale di grande successo, suggellando l’incontro tra un artista capace di parlare a pubblici diversi e una proposta musicale che invita a riscoprire Venezia come luogo di scambio, contaminazione e dialogo tra culture.