Torna il Rossini Opera Festival

Dall’8 al 20 agosto due opere e molti concerti per il ROF, che avrà anche una sezione autunnale

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Prove per La Cambiale di matrimonio al ROF 2020

Mancano pochi giorni all’apertura del Rossini Opera Festival in versione Covid19. «Con il ROF – ha detto il sindaco di Pesaro, città tra le più duramente colpite nel primo periodo della pandemia – diciamo al mondo che siamo vivi. Con grandi novità: il teatro riallestito nel segno della sicurezza, l’arena per l’opera all’aperto in piazza del Popolo e una sezione autunnale della manifestazione, inedita, che può esercitare grande richiamo». 

Si è dovuto rinunciare alle due produzioni più impegnative, rinviate al 2021, ma si è salvata La Cambiale di matrimonio, che sarà rappresentata nel Teatro Rossini, con l’Orchestra Sinfonica G. Rossini collocata in platea per rispettare le norme sul distanziamento sociale. Ne sono protagonisti due tenori, di cui uno ha da tempo affiancato alla sua carriera di cantante quella di direttore d’orchestra e l’altro quella di regista: sono Dmitry Korchak sul podio e Laurence Dale alla regia. A questa farsa in un atto sarà abbinata la cantata Giovanna d’Arco, protagonista Marianna Pizzolato.

Sono in cartellone sei recite dall’8 al 20 agosto, precedute da un’anteprima il pomeriggio del 6. La sera dello stesso giorno in Piazza del Popolo sarà eseguita la Petite Messe Solennelle, in omaggio a tutti gli operatori al servizio della collettività e in memoria delle vittime della pandemia. È stata scelta la versione originale, senza orchestra ma con due pianoforti e harmonium, diretta da Alessandro Bonato con Marianna Sicilia, Cecilia Molinari, Manuel Amati e Mirco Palazzi come voci soliste. 

In quest’anno straordinario avranno particolare risalto i concerti di canto, tutti in Piazza del Popolo, per poter ammettere un pubblico più vasto rispetto ai relativamente pochi spettatori che potranno entrare nel teatro. Il 9 torna a Pesaro Olga Pertyatko, cui seguono il 10 Nicola Alaimo, il 14 Jessica Pratt, il 16 Juan Diego Florez, il 18 il tris buffo Alfonso Antoniozzi, Paolo Bordogna e Alessandro Corbelli e infine il 19 Karine Deshayes. Saranno tutti accompagnati dalla Filarmonica Gioachino Rossini, diretta dai giovani Nikolas Nägele, Alessandro Bonato e Michele Spotti: ognuno di loro sarà due volte sul podio. Inoltre cinque concerti nello spazio più raccolto del Museo Nazionale Rossini.

C’è anche una seconda opera, Il Viaggio a Reims nell’ormai storica regia di Emilio Sagi ripresa da Elisabetta Courir. Normalmente gli interpreti sono i giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, che però questa volta è stata rinviata ad ottobre, quindi si sono richiamati alcuni allievi degli scorsi anni. Giovane anche il direttore Giancarlo Rizzi. Ma a novembre si potranno ascoltare anche gli allievi dell’Accademia Rossiniana 2020 nel Viaggio a Reims, diretto questa volta da Alessandro Cadario

La grande novità del 2020 è proprio la sezione autunnale del festival, dall’1 al 29 novembre. Si apre col concerto finale dell’Accademia Rossiniana, cui segue quello del pianista Alessandro Marangoni, dedicato ai Péchés de vieillesse di Rossini. Il clou sarà alla fine del mese, con tre recite del Barbiere di Siviglia nell’allestimento del 2018 firmato da Pier Luigi Pizzi, questa volta con Michele Spotti sul podio. 

Nel 2021 si tornerà alla normalità, con due grandi nuove produzioni operistiche, che recuperano – come detto – quelle cancellate quest’anno. Sono Moïse et Pharaon, diretto da Giacomo Sagripanti e messo in scena da Pier Luigi Pizzi, ed Elisabetta regina d’Inghilterra, affidata al direttore Evelino Pidò e al regista Davide Livermore. C’è anche un terzo nuovo allestimento, Il signor Bruschino con la direzione di Michele Spotti e la regia del duo Barbe & Doucet, che conclude il ciclo delle farse in coproduzione con Royal Opera House Muscat. Inoltre lo Stabat Mater diretto da Jader Bignamini, con una particolarità: sarà presentato in una versione scenica affidata a Massimo Gasparon

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