Salisburgo premia Cecilia Bartoli
Dal Viaggio a Reims alla Spilla d’oro con rubini del Festival di Salisburgo: con il prestigioso riconoscimento il festival festeggia i 40 anni di carriera della cantante, da oltre un decennio anima artistica del Festival di Pentecoste
18 agosto 2026 • 2 minuti di lettura
Lo scorso 8 agosto, al termine di una recita di Il viaggio a Reims di Rossini, che la vedeva protagonista nel gala del suo compleanno, Cecilia Bartoli è stata festeggiata a sorpresa sul palcoscenico del Haus für Mozart di Salisburgo da alcuni dei suoi compagni di viaggio più illustri: Pretty Yende, Lang Lang, Rolando Villazón, Plácido Domingo, Maxim Vengerov e Antonio Pappano hanno offerto ciascuno un proprio omaggio musicale. Ma la sorpresa più importante è arrivata dalla direzione del Festival, che ha conferito a Bartoli la Spilla d’oro con rubini, la massima onorificenza dell’istituzione salisburghese. Un riconoscimento assegnato in passato, fra gli altri, a Riccardo Muti, Christa Ludwig, Anne-Sophie Mutter, Daniel Barenboim e András Schiff, e che ora celebra una presenza diventata parte integrante della storia recente del Festival. A consegnarle l’onorificenza sono stati la direttrice artistica ad interim Karin Bergmann, la presidente Kristina Hammer e il direttore esecutivo Lukas Crepaz, che ha definito Bartoli un «fenomeno eccezionale».
Il rapporto con Salisburgo è del resto di lunga durata: il suo debutto risale al 1993, con un recital, e da allora Bartoli si è esibita al festival altre 83 volte, in venti estati. Dal 2012 è inoltre direttrice artistica del Festival di Pentecoste, l’appuntamento salisburghese dedicato alla musica e al teatro musicale che si svolge tradizionalmente nel periodo di Pentecoste. Il suo contratto è stato recentemente esteso al 2031.
A dare un tocco ancora più personale alla celebrazione è stato Barrie Kosky, regista dell’allestimento di Il viaggio a Reims, che ha pronunciato la laudatio. «Ci sono molti grandi cantanti d’opera, ma c’è una sola Cecilia Bartoli», ha detto, sottolineandone la capacità di fare della propria vita e della propria arte «un’unica, continua, gioiosa danza». Bartoli, visibilmente commossa, ha definito Salisburgo la sua «seconda casa», ringraziando artisti e collaboratori dello spettacolo e il pubblico che l’ha accompagnata per tanti anni.
Quasi quarant’anni di carriera hanno reso Bartoli una delle interpreti più iconiche della scena internazionale, ma è soprattutto il suo modo di costruire i programmi ad averne definito l’identità: la riscoperta di repertori dimenticati, la ricerca sulle prassi esecutive storiche e il recupero di opere e versioni originali hanno prodotto incisioni, tournée e spettacoli spesso capaci di trasformarsi in veri progetti culturali. Da Rossini a Vivaldi, da Maria Malibran a Bellini, la cantante ha fatto della curiosità musicologica una parte essenziale della propria attività artistica.
Dal 2023 Bartoli è anche direttrice artistica dell’Opéra de Monte-Carlo. Ma è a Salisburgo che il suo ruolo appare oggi più singolare: non soltanto interprete, ma artista capace di incidere sulla programmazione e sull’identità stessa del festival. La Spilla d’oro con rubini consegnata l’8 agosto sembra dunque celebrare non soltanto una grande cantante, ma una figura ormai legata strutturalmente alla vita musicale della città austriaca.