Ravello, il coraggio della ripartenza

Muti e Gergiev, Gatti e Fischer, Bartoli e Argerich, Pieranunzi e Mehldau per il Festival di Ravello, che riparte il 25 luglio

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Foto di Pino Izzo - Ravello Festival
Foto di Pino Izzo

Si poteva temere che il Ravello Festival, come molti festival d’Italia e del mondo, fosse costretto ad annullare l’edizione 2020 o a presentare un’edizione d’emergenza ridotta a pochi concerti: gli unici tributi pagati all’emergenza Covid-19 sono in realtà l’inizio ritardato di circa un mese e quello, ben più doloroso, della drastica riduzione dei posti disponibili per il pubblico.

Il direttore artistico Alessio Vlad – nominato soltanto a metà giugno o più esattamente rinominato dopo un anno d’interregno –ha messo insieme in appena un mese un cartellone che va dal 25 luglio al 13 settembre e si fregia di alcuni dei più importanti musicisti e delle più prestigiose orchestre attuali e nello stesso tempo valorizza le migliori forze di una regione ricca di talenti.

Si inizia con un concerto dedicato a Ennio Morricone e diretto dal figlio Andrea, che ha seguito le orme del padre. Suona la Roma Sinfonietta, che è stata tenuta a battesimo proprio da Ennio Morricone ed è l’orchestra che più volte ha collaborato con lui, da cui è stata diretta centinaia di volte in tutto il mondo, ed è quindi la testimone di come egli voleva che la sua musica fosse suonata.

Il 29 giunge a Ravello quella che fin dal tempo degli zar è una della più illustri orchestre di Russia e del mondo, quella del Teatro Mariinski di San Pietroburgo, col suo direttore stabile da oltre trent’anni Valery Gergiev, a cui è legata da un rapporto simbiotico: in programma Rossini, Debussy, Prokof’ev e Mendelssohn. L’1 agosto – a dimostrazione della valorizzazione del meglio che la Campania offre in campo musicale – la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio esegue Dido and Aeneas di Purcell, con un cast formato da alcuni dei più apprezzati interpreti della musica del Seicento: Veronica Gens, Maria Grazia Schiavo, Mauro Borgioni e Raffaele Pé

Ma dobbiamo accelerare il passo, perché non è possibile elencare tutti i concerti, che si susseguono con cadenza piuttosto regolare: di norma un concerto in mezzo alla settimana, il martedì o il mercoledì, e uno o più nel weekend. Da non perdere il 21 agosto la Budapest Festival Orchestra diretta Iván Fischer con il soprano Anna Prohaska, in musiche di Wagner – nume tutelare del festival – Britten e Haydn. Per non parlare di Riccardo Muti, che l’1 settembre dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

Il 5 settembre l’Orchestra Mozart, fondata da Claudio Abbado e ora diretta da Daniele Gatti, suona Schubert, Wagner e Mozart. E non si dovrebbero assolutamente perdere gli appuntamenti con due grandi dive di oggi: il 18 agosto Cecilia Bartoli con Les Musiciens du Prince-Monaco diretti da Gianluca Capuano e il 23 agosto Martha Argerich in un concerto da camera con un piccolo gruppo di amici musicisti. Senza dimenticare l’Orchestra del Teatro San Carlo, diretta l’8 agosto da Juraj Valčuha con la partecipazione di Beatrice Rana (musiche di Beethoven) e l’11 settembre da Marco Armiliato (Schubert e Brahms). Non mancano all’appello le altre due orchestra campane, poco note ma di buon livello, ovvero le Filarmoniche di Salerno (per il tradizionale, fascinosissimo concerto all’alba) e di Benevento.

Né ci si è dimenticati degli appassionati del jazz, cui sono dedicati vari concerti, tra cui quelli del Deidda Quartet, di Enrico Pieranunzi-Rosario Giuliani e di Brad Mehldau.

La maggior parte dei concerti si svolgerà al Belvedere di Villa Ruffolo, con la sua spettacolare vista come sfondo. Muti ha scelto invece l’Auditorium Oscar Niemeyer. Alcuni concerti si svolgeranno nel Duomo di Ravello (il raro Stabat Mater di Nicola Logroscino con i Talenti Vulcanici) e in piazza e questi saranno ad ingresso libero. 

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