La nuova stagione dell’Oper Frankfurt 

In cartellone la prima assoluta di Inferno di Lucia Ronchetti, tre titoli rossiniani poco frequenti e una Salome con la regia di Barrie Kosky 

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L’Oper Frankfurt (Foto Barbara Aumueller)
L’Oper Frankfurt (Foto Barbara Aumueller)

Ha un sapore un po’ italiano la stagione 2019/20 dell’Oper Frankfurt, presentata ieri nel foyer dell’Opernhaus di Francoforte dal sovrintendente Bernd Loebe, giunto alla diciottesima stagione alla guida del teatro. “Anche nella stagione 2019/20 percorreremo lo spazio ‘opera’ in tutte le direzioni immaginabili, coniugando varietà con la migliore qualità possibile, sia dal punto di vista scenico che musicale”, ha detto Loebe, fra i più longevi impresari d’opera del panorama europeo, che ha sottolineato come il suo teatro tragga grandi benefici dalla continuità nel lavoro, soprattutto con il direttore musicale Sebastian Weigle, alla dodicesima stagione a Francoforte. Continuità anche nella formula che punta anche nella prossima stagione sull’alta produttività con oltre 500 eventi in cartellone, di cui 187 sono spettacoli lirici.

Fra le 12 nuove produzioni del cartellone, spicca una prima assoluta in programma al Bockenheimer Depot il 18 aprile 2020: Inferno con musica e testo di Lucia Ronchetti dal poema di Dante Alighieri con un epilogo scritto da Tiziano Scarpa per l’occasione. Prodotto da un’inedita collaborazione fra Oper Frankfurt e Schauspiel di Francoforte e con il sostegno dell’Ernst von Siemens Musikstiftung, il nuovo lavoro della compositrice romana precede un organico piuttosto eterogeneo diretto da Tito Ceccherini con lo Schumann Quartett, un coro da camera, quattro attori e solisti, che presteranno la voce a Dante (l’attore Sebastian Kuschmann, mentre le sue voci interiori saranno il controtenore Ray Chenez, il tenore Matthew Swensen e il baritono Frederic Mörth), a Francesca (il soprano Danae Kontora), a Ulisse (il tenore Alexader Kravets) e a Lucifero (il basso Alfred Reiter). La regia dello spettacolo, che promette di essere multimediale, è affidata a Kay Voges e Marcus Lobbes. 

Dopo le riprese di Radamisto di Händel e Idomeneo di Mozart, la stagione delle novità sarà aperta l’ 8 settembre nel segno di Rossini con Otello nella produzione per il Theater an der Wien firmata da Damiano Michieletto, che tornerà in teatro a pochi mesi dal successo di Der ferne Klang. Protagonista sarà Enea Scala affiancato da Karolina Makula e Jack Swanson, mentre Sesto Quatrini curerà la direzione musicale. Di Rossini il teatro presenterà anche nuove produzioni di Bianca e Falliero con la direzione di Giuliano Carella e la regia di Tilman Köhler (5 aprile) e La gazzetta al Bockenheimer Depot con la direzione di Simone Di Felice e la regia di Catarina Panti-Liberovici (2 febbraio). Il soprano Asmik Grigorian sarà la protagonista della seconda nuova produzione in programma dal 6 ottobre, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini, che avrà la direzione musicale di Lorenzo Viotti e la regia del “furero” Álex Ollé. Dal 3 novembre arrivano Dmitri Šostakovič e la sua Lady Macbeth di Mzensk in nuovo allestimento diretto da Anselm Weber e diretto da Sebastian Weigle con protagonisti Anja Kampe e Dmitry Golovin. Dal 6 novembre il Bockenheimer Depot ospita la nuova produzione del Tamerlano di Händel con la direzione di Karsten Januschke e la regia di R. B. Schlächter. Segue il 1 dicembre Paula Murrihy e Eric Laporte saranno i protagonisti della rara Pénélope di Gabriel Fauré in un allestimento firmato da Corinna Tetzel con la direzione musicale di Joanna Mallwitz. Il nuovo anno si apre con la nuova produzione di Tristan und Isolde di Richard Wagner che vedrà come protagonisti Vincent Wolfsteiner e Rachel Nicholls diretti da Sebastian Weigle in un allestimento firmato da Katharina Thoma e le scene di Johannes Leiacker. Dopo il primo ciclo di recite dal 19 gennaio, prevista una ripresa in coda si stagione. Dal 1 marzo un altro classico del teatro musicale tedesco approda sulla scena maggiore: Salome di Richard Strauss nell’allestimento di Barrie Kosky e la direzione di Joanna Mallwitz. Il 17 aprile la Mignon di Ambroise Thomas con Julianne Bouliane protagonista e la direzione di Benjamin Reiners verrà presentata in versione di concerto, mentre Il principe di Homburg di Hans Werner Henze nell’allestimento di Jens-Daniel Herzog e la direzione musicale di Jonathan Darlington concluderà il 7 giugno l’elenco delle nuove produzioni. Fra i 15 titoli delle riprese, accanto ai superclassici di sempre, tornano il trittico di Ernst Krenek in ottobre, la Martha di Flotow in novembre, la Carmen di Bizet nel fortunato allestimento di Barrie Kosky in gennaio, Jeanne d’Arc au bûcher di Honegger in marzo e il Rosenkavalier nella regia di Claus Guth in maggio. Fra i recital, quelli del controtenore Jakub Józef Orliński, del soprano Pretty Yende, del baritono Peter Mattei e del tenore John Osborne, oltre a una serata di arie d’operetta yiddish con Alma Sadé e Helene Schneidermann accompagnate al pianoforte da Barrie Kosky. Completa il programma, una generosa offerta di quasi 300 spettacoli per il pubblico più giovane distribuiti nei programmi Aramsamsam, per bimbi fra i 2 e 4 anni, Oper für Kinder per quelli con più di 6 anni, e numerose altre iniziative.

L’Oper Frankfurt si conferma un teatro dai fondamentali sani come testimoniano una percentuale di occupazione del teatro piuttosto elevata (83% fino ad aprile), in ripresa dopo la flessione delle ultime stagioni, e un numero di abbonati che sfiora le 12 mila unità. Malgrado il quadro complessivamente luminoso, non manca però qualche zona d’ombra: “Naturalmente si potrebbe pensare che abbiamo vita facile con un teatro molto frequentato, un apprezzamento del pubblico costante e l’attenzione e curiosità della stampa internazionale,” ha aggiunto Loebe, “ma i finanziamenti sono una battaglia continua, e ci obbliga a molti incontri, discussioni e trattative.” 

 

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