“La musica al plurale” è il titolo dell’edizione 2021 del festival di Nuova Consonanza

Focus sulle varie forme di teatro musicale italiano e un ricco panorama sui compositori - soprattutto italiani - delle ultime generazioni

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Antonio Caggiano (Foto Roberto Testi)
Antonio Caggiano (Foto Roberto Testi)

Si svolgerà dal 7 novembre al 19 dicembre il cinquantottesimo festival di Nuova Consonanza, che da quest’anno ha un nuovo presidente in Paolo Rotili. “La musica al plurale” è il titolo di questa edizione, che contiene un omaggio a Igor Stravinsky, di cui ricorrono i cinquant’anni della morte. “La musica ci è data per comunicare con l’essere e con il prossimo”, così il compositore russo definiva l’obbligo dell’artista di rapportarsi continuamente con il proprio sé e contemporaneamente con l’altro da noi, e questa sua riflessione ispira quest’edizione del festival.

A inaugurarlo è l’opera in un atto e sei capitoli Le ossa di Cartesio, con musica di Mauro Cardi e testo di Guido Barbieri, una sorta di giallo seicentesco sulla morte misteriosa del filosofo e matematico francese e sulle incredibili vicende del suo cranio, rubato e poi passato nelle mani di una serie di “collezionisti”. Sarà eseguito con la direzione di Fabio Maestri, nella stessa realizzazione scenica della prima assoluta dei giorni scorsi a Terni

Il teatro musicale contemporaneo nelle sue varie forme sarà al centro dell’attenzione anche nel seguito del festival. Il 14 novembre prima assoluta de La scoperta dell’America, azione musicale per attore, clarinetto e pianoforte, con musica di Fabrizio de Rossi Re su testi di Cesare Pascarella. I sonetti del celebre poeta romanesco, erede di Belli e predecessore di Trilussa, saranno letti da Massimo Wertmüller. Tre giorni dopo si svolgerà la prima italiana di Arianna e il Minotauro, melologo per voce recitante, soprano ed ensemble di Silvia Colasanti, tratto dall’opera lirica omonima che ha inaugurato il Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2018. Protagonisti l’attore Elio De Capitani, il soprano Omo Bello e la Paris Mozart Orchestra diretta da Claire Gibault.

Questi tre primi spettacoli si svolgeranno al Teatro Palladium, mentre il 30 novembre ci si trasferisce al Teatro Torlonia per Qui nella torre, opera da camera in quattro scene e due intermezzi di Daniele Carnini su testo di Renata M. Molinariinterpretata dal gruppo vocale-strumentale Hemisphaeria Trio.

A Stravinsky, figura ispiratrice del festival, sono dedicati alcuni appuntamenti. Il primo (12 dicembre al Mattatoio-La Pelanda) è La storia del ragazzo, un nuovo libero adattamento dell’Histoire du soldat, ambientato ai nostri giorni, di cui è autore e attore Giovanni Maria Briganti, con i Solisti della Roma Tre Orchestra. Un altro omaggio al compositore russo è Stravinsky, il 17 dicembre: un percorso nella sua variegata produzione da camera, cui si affianca un nuovo lavoro commissionato a Virginia Guastella. Sarà Cristian Taraborelli a firmare la regia della performance, cui intervengono ballerini, mimi, clown, attori e acrobati. Gabriele Bonolis dirige il Bruno Maderna Ensemble, con la partecipazione del mezzosoprano Chiara Osella.

Al Mattatoio-La Pelanda si svolgeranno anche vari concerti. Il 1° dicembre l’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani, di recentissima fondazione, e il direttore Pasquale Corrado eseguono tre brani composti nel 2021 su testi di Dante Alighieri e Leonardo Sciascia, in occasione dei 700 anni dalla morte del primo e dei 100 anni dalla nascita del secondo: li firmano tre compositrici, Beste Özçelebi, Livia Malossi e Daria Scia. Il 4 dicembre il violinista Francesco D’Orazio e il pianista Giampaolo Nuti eseguono due prime assolute del giovane giapponese Kaito Nakahori e di Luca Antignani. Sono tante le prime assolute nei concerti che si susseguono fino al 18 dicembre, firmate da Alberto Cara, Andrea Mannucci, Osmo Tapio Räihälä, Emanuele Savagnone, Giampaolo Testoni, Alessandra Ravera, Davide RemigioFeliz Macahis, Nicola Sani, Fabrizio Nastari, Paolo Fradiani e Roberto Mongardini. Inoltre si ascolteranno le prime italiane di lavori Dariya Maminova, Julien Jamet, Matthias Krüger. E ancora musiche di Sofia Gubaidulina, Andrea Portera, Alessandra Ciccaglioni, Fabio Cifariello CiardiMauro Bortolotti, Stefano Gervasoni, Giorgio Battistelli, Jonathan Harvey, Giacinto Scelsi, Mark Baden, Tatjana Kozlova-Johannes e Paolo Perezzani. Dunque un’ampia panoramica – ovviamente senza pretese di esaustività – sulle ultime generazioni di compositori, con interessanti flash anche sulle generazioni passate. Un programma ricchissimo!

Ma il festival non finisce qui: ci sono anche un workshopdi composizione tenuto da Marcello Panni (concluso l’11 novembre da un concerto diretto dallo stesso Panni con musiche proprie e di Stravinsky), un seminario di composizione di Hwang-Long Pan, un workshop di improvvisazione tenuto da Alessandro Sbordoni e la XXIII edizione del Concorso Internazionale di Composizione Franco Evangelisti, le cui tre partiture finaliste saranno eseguite in un concerto pubblico il 19 dicembre. Senza dimenticare i quattro concerti in alcuni piccoli centri della regione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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