La Fenice nel 2026-27 tra grandi classici e riscoperte
Il sovrintendente Nicola Colabianchi presenta il suo primo cartellone: dieci produzioni liriche, cinque spettacoli di danza, 18 concerti sinfonici e un teatro in salute economica
11 giugno 2026 • 5 minuti di lettura
Nicola Colabianchi disinnesca subito la polemica esplosa pochi minuti prima dell'inizio della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione della Fenice. Davanti ai numerosi giornalisti riuniti alle Sale Apollinee, il sovrintendente affronta immediatamente il tema dell'annunciata impugnazione del recesso dal rapporto di collaborazione da parte del direttore musicale designato il cui incarico non è mai entrato in vigore. Il sovrintendente ostenta serenità e si dice certo della legittimità della decisione presa lo scorso 26 aprile, corroborato anche dall’opinione del direttore generale Andrea Erri e del responsabile delle risorse umane del teatro. La parola è dunque ora destinata a passare agli esperti legali delle due parti in causa.
Liquidata sbrigativamente questa faccenda ancora scottante, Colabianchi passa a illustrare la stagione del teatro, la prima interamente firmata da lui, articolata in dieci titoli operistici tra nuove produzioni, riscoperte e riprese di spettacoli di successo. Numeri in linea con le ultime stagioni del teatro, nonostante l’annunciata chiusura del Teatro La Fenice per il rifacimento della tecnica del palcoscenico che obbligherà a trasferire l’attività al Teatro Malibran per i mesi estivi della stagione in corso e della prossima. Nel complesso il cartellone disegnato da Colabianchi cerca un equilibrio tra repertorio popolare e titoli meno frequentati, alternando grandi classici a rarità per le scene liriche italiane quali Jenůfa, Hänsel und Gretel e Le nozze istriane, quest'ultima al debutto assoluto sulle scene veneziane.
Come già annunciato, l’inaugurazione è affidata a Fedora di Umberto Giordano, in scena al Teatro La Fenice dal 13 novembre 2026, in un nuovo allestimento firmato da Hugo de Ana, con la direzione di Donato Renzetti e protagonisti Maria Agresta, Vincenzo Costanzo, Ekaterina Bakanova e Simone Piazzola. A seguire, il 30 gennaio sarà riproposta Madama Butterfly di Puccini con la direzione di Daniele Callegari nella collaudata produzione di Àlex Rigola con protagonisti Maria José Siri, Joseph Dahdah e Roberto De Candia. Molto amata nei paesi di lingua tedesca ma una vera rarità in Italia, il 19 febbraio al Teatro Malibran va in scena Hänsel und Gretel di Humperdinck in un nuovo allestimento firmato da Cecilia Ligorio con la direzione di Xu Zhong e un cast di giovani interpreti. Il 12 marzo riappare nel cartellone del teatro che ne ospitò la prima italiana nel 1941 Jenůfa di Janáček in una produzione della English National Opera con la regia di David Alden e la direzione di Andriy Yurkevych. Dopo la recente ripresa dell’opera di Bizet nell’ormai classico allestimento di Calixto Bieito, il 23 aprile sarà riproposta Carmen ma questa volta con scene e costumi della prima rappresentazione assoluta all’Opéra Comique nel 1875 e la regia di Romain Gilbert in una produzione di Opéra Royal - Château de Versailles, Opéra Orchestre Normandie Rouen, Bru Zane France e Palazzetto Bru Zane. Il cast, che vede le presenze di Anna Goryachova, Angelo Villari, Ruth Iniesta e Devid Cecconi nei ruoli principali, sarà diretto da John Axelrod. Dal 25 maggio torna Il barbiere di Siviglia di Rossini nel collaudatissimo allestimento firmato dal regista Bepi Morassi che in questa ripresa avrà la direzione di Salvatore Percacciolo e protagonisti Antonino Siragusa, Bruno Taddia e Adriano Gramigni. Una prima assoluta per Venezia, l’opera Le nozze istriane di Antonio Smareglia verrà presentata in un nuovo allestimento con la regia di Renato Bonajuto e la direzione di Francesco Cilluffo al Teatro Malibran dal 18 giugno 2027. Dopo la pausa estiva, la stagione riprende ancora al Malibran il 2 settembre 2027 con Partenope di Händel in una nuova produzione firmata da Jacopo Spirei per la regia e Giulio Prandi per la direzione musicale. Segue un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Nazionale della Georgia della Norma di Bellini dal 24 settembre 2027 al Teatro La Fenice con Ramon Tebar sul podio e la regia di Maria Todaro. Chiude la stagione il 22 ottobre 2027 Adriana Lecouvreur di Cilea in un allestimento del Teatro Lirico di Cagliari con la regia di Mario Pontiggia, la direzione di Riccardo Frizza e con Saioa Hernández, Jamez McCorkle, Carlos Álvarez e Chiara Mogini protagonisti. Due le produzioni nell’ambito di Fenice Education: la ripresa di Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio di Giovanni Sollima su libretto di Giancarlo De Cataldo con la regia di Lorenzo Ponte e Julia Cruz alla testa dell’Orchestra 1813 dal 19 gennaio 2027; e il nuovo allestimento con l’Accademia di Belle Arti di Venezia de L’arca di Noè di Benjamin Britten con la regia di Emanuele Gamba e Luisa Russo sul podio dell’Orchestra del Conservatorio Benedetto Marcello dal 17 marzo 2027.
Particolarmente ricco il programma della danza, con un trittico di coreografie del Béjart Ballet Lausanne in occasione del centenario del fondatore Maurice Béjart nel gennaio 2027, e Giselle con il Wiener Staatsballet impegnato nella storica coreografia di Jean Coralli riproposta dalla regista e coreografa Elena Tchernichova nel maggio 2027, oltre al gala Les Étoiles il 12 e 13 dicembre, un’antologia di coreografie con la Parsons Dance nel marzo 2027 e una performance della MM Contemporary Dance Company nell’ottobre 2027. Molto ricco e vario anche il cartellone della sinfonica con 18 concerti, aperto e chiuso da Riccardo Frizza, che vedrà il ritorno sul podio dell’orchestra del teatro di prestigiosi direttori come Ton Hoopman, Dennis Russel Davies, Robert Treviño accanto a nuove presenze come Emmanuel Tjeknavorian, Alevtina Ioffe, Alexander Soddy e Jukka-Pekka Saraste oltre a Giulio Prandi e Francesco Cilluffo. Inoltre, dopo diverse stagioni costruite quasi esclusivamente attorno ai propri complessi, la Fenice torna inoltre a ospitare una formazione esterna, l'Orchestre des Champs-Élysées diretta da Philippe Herreweghe in un programma che comprende le Settima di Schubert e la Settima di Beethoven. Un piccolo annuncio riguarda anche il prossimo concerto di Capodanno: oltre al direttore Gianandrea Noseda già annunciato, è confermata anche la presenza del soprano Asmik Grigorian.
Infine, tre saranno le tournée del Teatro La Fenice: a Lubiana con Tosca nel prossimo luglio, a Shanghai con Tosca in ottobre e a Santander con Cavalleria rusticana e un concerto lirico nell'agosto 2027.
Programma artistico a parte, è molto positivo il bilancio del primo anno di Nicola Colabianchi al timone del teatro, al cui personale non lesina elogi. A questo si aggiungono i numeri citati dal direttore generale Andrea Erri, in particolare quelli del pareggio di bilancio realizzato per il 15° anno consecutivo e quelli dello studio commissionato al Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che dimostra che i 20 milioni di euro di finanziamenti pubblici si traducono in 80 milioni di ritorno diretto e indiretto nelle attività economiche del territorio. Un quadro luminoso che si traduce in un annuncio che è anche motivo di vanto e che rischia di suonare polemico nell’attuale quadro delle Fondazioni lirico-sinfoniche: i prezzi di biglietti e abbonamenti alla Fenice resteranno invariati rispetto alle ultime stagioni.
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