L’80ma stagione del Lirico Sperimentale di Spoleto, da “Dido and Aeneas” a “L’elisir d‘amore”
In programma anche la prima assoluta di Una promessa infranta di Federico Gardella e la ripresa de La cantatrice calva di Luciano Chailly
29 marzo 2026 • 4 minuti di lettura
Il Teatro Lirico Sperimentale di Soleto compie ottant’anni: era infatti il 1947 quando Adriano Belli, avvocato romano nonché grande appassionato di musica, lo fondò con il fine di avviare alla professione dell'arte lirica giovani cantanti dotati di particolari qualità artistiche. I risultati sono testimoniati dal lunghissimo elenco di grandi cantanti che sono stati prima formati e poi rivelati al pubblico dallo Sperimentale. Oggi sono molte le iniziative più o meno analoghe, ma lo Sperimentale resta unico. Naturalmente qualcosa dal 1947 è cambiato: da vari anni lo Sperimentale non rivolge più la sua attenzione esclusivamente al grande repertorio italiano ma anche ai primordi dell’opera e all’opera dei nostri giorni. E porta le sue produzioni nell’intera regione, allungando la sua durata fino ad abbracciare per intero i mesi di agosto e settembre.
La stagione 2026 dello Sperimentale, ideata dal direttore artistico Michele Girardi, avrà inizio il 6 agosto con l’anteprima di “Dido and Aeneas” di Purcell, che sarà poi replicata nei tre giorni successivi a Spoleto e verrà ripresa a Todi il 27 e 28 settembre. All’interno di questo spettacolo si assisterà contemporaneamente alla rappresentazione di un capolavoro dei Seicento e ad una prima esecuzione assoluta. Infatti, poiché il manoscritto originale di Purcell è giunto fino a noi privo di alcune parti musicali, lo Sperimentale ha commissionato i segmenti mancanti a un compositore dei nostri giorni, Riccardo Panfili: una scelta che è anche un modo di sottolineare la perdurante contemporaneità del capolavoro di Purcell. La direzione musicale è affidata a Marco Angius e la regia di Tommaso Amadio. Come sempre, i cantanti saranno quelli risultati vincitori o comunque idonei all’ultima edizione del concorso di canto bandito ogni anno dallo Sperimentale, affiancati anche da alcuni vincitori delle precedenti edizioni.
La seconda produzione non si limita ad alcuni nuovi inserti in un’opera antica ma è un’opera integralmente nuova, “Una promessa infranta”, commissionata dallo Sperimentale al compositore milanese Federico Gardella, su libretto di Cecilia Ligorio, a cui è affidata anche la regia. Dirige Mimma Campanile, che torna a Spoleto dopo avervi debuttato lo scorso anno. “È un’opera da camera in un atto – spiega Gardella – tratta dall’omonimo racconto di Lafcadio Hearn (scrittore irlandese, nato in Grecia e vissuto in Giappone) che si inscrive nell’antichissima tradizione delle storie giapponesi di fantasmi, i Kwaidan. L’amore perduto e poi ritrovato (e poi di nuovo perduto), la paura, il senso di colpa, sono i sentimenti che agiscono sui personaggi, intrecciandoli inestricabilmente l’uno all’altro. Il mondo interiore, con il suo portato perturbante, rappresenta il luogo in cui questa vicenda accade e definisce il suono con cui proviamo a indagare gli abissi dell’umano”. Sarà rappresentata a Spoleto il 21, 22 e 23 agosto, con un’anteprima il 20.
La stagione proseguirà con “La cantatrice calva”, l’ultima opera di Luciano Chailly, che la portò a termine nel 1986 su un libretto da lui stesso tratto dalla celebre “anti-commedia” di Eugène Ionesco, considerata il manifesto del teatro dell’assurdo. Lo Sperimentale prosegue così la sua esplorazione delle opere composte nella seconda metà del secolo scorso da autori nati a Milano o - come nel caso del ferrarese Chailly - vissuti a Milano. Potrebbe essere una buona idea allargare il raggio d’interesse ad altre regioni, perché si potrebbero fare scoperte altrettanto interessanti. Direttore e regista dell’opera di Chailly sono Marco Angius e Pier Luigi Pizzi, gli stessi che lo scorso anno portarono al successo un trittico di atti unici di Gino Negri. Anche in questo caso si svolgerà un’anteprima (il 3 settembre) e poi tre recite nei tre giorni successivi.
Seguirà la tradizionale serata di Lieder (8 settembre) che quest’anno ospiterà una novità, ovvero l’esecuzione in prima assoluta della composizione per voce e pianoforte vincitrice del Concorso Fondazione Monini. Invece non c’è più traccia di un altro tradizionale appuntamento, quello con gli intermezzi napoletani del Settecento, che aveva fatto riscoprire alcuni piccoli capolavori e tante brevi opere comunque gradevoli e interessanti: non sappiamo se si tratti di una pausa di un anno o, come sembra più probabile, di un addio definitivo.
A concludere l’ottantesima edizione dello Sperimentale sarà - come ogni anno - un’opera scelta tra le più note e amate dal pubblico, che avrà l’onore e l’onere di costituire la stagione lirica regionale dell’Umbria. Quest’anno è “L’elisir d’amore”, che sarà diretto da Carlo Palleschi, pluridecennale collaboratore dello Sperimentale, a cui siamo debitori di varie ottime realizzazioni del melodramma italiano dell’Ottocento, mentre la regia sarà di Laura Cosso. Le rappresentazioni si svolgeranno a Spoleto il 18, 19 e 20 settembre (più due recite per le scuole il 16 e 17), ad Assisi il 21, a Perugia il 23, a Città di Castello il 24, a Orvieto il 25.