Il Verdi di Trieste celebra la sua storia guardando al futuro
Per i 225 anni del teatro una stagione tra grandi classici, nuove produzioni e uno sguardo alla musica contemporanea
21 giugno 2026 • 3 minuti di lettura
Il Teatro Verdi di Trieste si prepara a celebrare il 225° anniversario dalla sua apertura con una stagione lirica 2026-2027 che intreccia memoria e innovazione, grandi titoli del repertorio e nuove produzioni, in un percorso che conferma la vocazione internazionale del teatro e il suo legame con la storia musicale della città. Dal 13 novembre 2026 al 20 giugno 2027 il cartellone proporrà sette opere e un balletto, alternando nuovi allestimenti a prestigiose coproduzioni e ospitando alcune delle voci più apprezzate del panorama lirico internazionale.
Ad inaugurare la stagione sarà, il 13 novembre, Lohengrin di Richard Wagner, una scelta che assume un particolare valore simbolico perché richiama due momenti fondamentali nella storia del Verdi: la prima esecuzione triestina dell'opera nel 1876 e la prima rappresentazione in lingua tedesca in territorio italiano nel 1917. Sul podio salirà Enrico Calesso, mentre la nuova produzione sarà firmata per regia e scene da Arnaud Bernard. Protagonista sarà Dmitry Korchak affiancato da Gabriela Scherer, Martin Gantner ed Elena Batoukova-Kerl. A dicembre, come da tradizione, sarà in scena il balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, nell'allestimento del Teatro San Carlo di Napoli con le coreografie di Simone Valastro e la partecipazione dei solisti e del Corpo di Ballo del teatro partenopeo. Il nuovo anno si aprirà il 15 gennaio con Don Giovanni di Mozart con la direzione di Enrico Calesso e un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi per regia, scene e costumi. Il 12 febbraio sarà la volta de L'Elisir d'amore di Donizetti, nell'acclamata produzione del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Nicolò Jacopo Suppa. A marzo tornerà Puccini con La Bohème, in scena dal 12 marzo nell'allestimento del Teatro Massimo di Palermo. La direzione sarà affidata a Giuseppe Mengoli, mentre la regia porta la firma di Mario Pontiggia. Uno degli appuntamenti più originali della stagione sarà il dittico dedicato a Giovanna d'Arco, in scena dal 9 aprile: Jeanne d'Arc au bûcher di Arthur Honegger su testo di Paul Claudel e Jeanne Dark di Fabio Vacchi su libretto di Stefano Jacini. La direzione musicale sarà affidata ad Alessandro Cadario e la regia a Paolo Valerio. Il grande repertorio verdiano tornerà protagonista il 7 maggio con Aida, in nuova produzione diretta da Jordi Bernàcer con la regia di Alessandra Premoli. La stagione si concluderà il 11 giugno con Norma di Bellini, diretta da Daniel Oren e affidata alla regia di Federico Tiezzi. Nel ruolo del titolo si alterneranno Jessica Pratt e Roberta Mantegna.
Accanto alla lirica, il Verdi proporrà anche una ricca stagione sinfonica che, per la prima volta dopo molti anni, accompagnerà il pubblico fino a maggio 2027 con undici appuntamenti. Il cartellone vedrà alternarsi direttori e solisti di prestigio internazionale, da Francesco Lanzillotta a Ton Koopman, da Enrico Calesso a John Axelrod, con programmi che affiancheranno i grandi classici del repertorio a pagine di compositori contemporanei come Ezio Bosso, Silvia Colasanti e Fabio Massimo Capogrosso. Una scelta che conferma la volontà del Teatro Verdi di essere non solo custode di una grande tradizione, ma anche luogo vivo di scoperta e di dialogo con la musica del nostro tempo.