Francesco Vizioli ci ha lasciati
La scomparsa del direttore d’orchestra che della formazione dei giovani alla pratica orchestrale ha fatto la missione della propria vita
29 luglio 2026 • 3 minuti di lettura
Francesco Vizioli ci ha lasciati a settantadue anni d’età, dopo aver lottato per nove anni contro la malattia senza perdere mai, fino all’ultimo giorno, la sua ironia, la sua affabilità e la sua voglia di vivere. Era nato a Napoli, ma è cresciuto a Roma, dove si è trasferito giovanissimo con i genitori, e ha studiato al Conservatorio “Santa Cecilia”, diplomandosi in pianoforte, composizione e direzione di coro. In direzione d’orchestra si è diplomato al Conservatorio “San Pietro a Maiella” di Napoli. Si è poi perfezionato con due insegnanti straordinari, Sergiu Celibidache a Treviri e Franco Ferrara a Venezia.
Nel 1982 è risultato primo classificato ex aequo con Daniele Gatti al Laboratorio Lirico Internazionale di Alessandria. Nel 1984 ha debuttato con l’Orchestra “Alessandro Scarlatti” di Napoli della RAI, dove è tornato regolarmente, dirigendo tra l’altro l’integrale sinfonica di Schubert. In seguito è stato ospite abituale di alcune delle migliori istituzioni sinfoniche italiane, sia Fondazioni Lirico-Sinfoniche sia Istituzioni Concertistico Orchestrali. È stato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Lecce e direttore principale della Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno La sua attività si è svolta anche all’estero: si ricorda in particolare la pluriennale collaborazione con la Real Orquesta Sinfónica de Sevilla. I critici più autorevoli ebbero per lui parole di caldo elogio: “bravissimo Francesco Vizioli” (Paolo Isotta), “l’esecuzione guidata da Francesco Vizioli era cattivante e fervida” (Angelo Foletto). Ma sul podio evitava quelle sottolineature effettistiche e quella gestualità divistica che servono soltanto ad impressionare il pubblico e a sollecitare gli applausi.
Non ha mai inteso la sua attività musicale come “carriera” ma piuttosto come “servizio” alla musica. Per questo ha dedicato gran parte del suo tempo all’attività didattica. È stato titolare della cattedra di direzione d’orchestra del Conservatorio napoletano dal 1999 fino alla pensione nel 2021. Dal 2007 è stato direttore musicale del Progetto MuSa, da lui stesso ideato nell’ambito dell’iniziativa Musica Sapienza, promossa dall’Università “Sapienza” di Roma. MuSa è un’orchestra composta interamente da studenti iscritti alle varie facoltà dell’ateneo romano e da membri del
corpo docente e del personale amministrativo, che hanno studiato musica per passione e non per farne la loro professione. Finché la malattia non gli ha tolto le forze, costringendo a interrompere quest’attività nel 2024, ha lavorato
con passione e dedizione totali insieme a questi dilettanti (nel senso migliore della parola) in maggioranza molto giovani e li ha guidati ad esibirsi in concerto con risultati tali da portare sia gli esecutori che gli ascoltatori a capire la musica anche più profondamente che in occasioni più prestigiose. Ha collaborato anche con altre orchestre amatoriali di area romana, quali l’Ensemble Enarmonia e l’orchestra della John Cabot University. Negli ultimi tre anni di vita, nonostante il peggiorare delle sue condizioni di salute, non ha rinunciato alla sua passione di guidare giovani e giovanissimi musicisti a suonare in orchestra e ha preso la guida dell’Orchestra Sinfonica Regionale dei Licei Musicali della Campania, lasciando un’impronta profonda in quegli studenti, che per la prima volta suonavano in una vera orchestra sinfonica. Quest’orchestra ha ricevuto nel 2026 il Premio Assoluto “Abbado - Far Musica Insieme”, uno dei più importanti e forse il più importante riconoscimento italiano dedicato alle eccellenze musicali della scuola.