Il Festival di Pasqua di Montepulciano si farà

È intitolato “Beethoven 250, un anno dopo” e recupera i festeggiamenti previsti l’anno sorso e cancellati dalla pandemia. In  streaming nei fine-settimana di aprile

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Concerto a Palazzo Contucci
Concerto a Palazzo Contucci

Il Festival di Pasqua di Montepulciano ha deciso di non arrendersi al Covid-19, quindi la sua sesta edizione si svolgerà come di consueto nelle tre sedi del Teatro Poliziano e dei palazzi Contucci e Ricci, durante tre fine-settimana - quello di Pasqua e i due successivi – e sarà visibile gratuitamente in streaming agli indirizzi youtube e facebook del festival. Poiché questo implica da una parte la rinuncia agli incassi di biglietteria e dall’altra spese supplementari per lo streaming, si è deciso di ricorrere al crowfunding per un aiuto.

Il titolo di quest’edizione è “Beethoven 250, un anno dopo”, infatti saranno recuperati quasi totalmente i festeggiamenti previsti per i duecentocinquant’anni dalla nascita di Beethoven, che nel 2020 sono stati resi impossibili dall’improvviso irrompere della pandemia. Il primo weekend è però dedicato interamente alla musica barocca, il 4 aprile con lo Stabat Mater di Pergolesi, eseguito dal soprano Eleonora Contucci e dal mezzosoprano Eufemia Tufano, e il giorno seguente con Concerti per clavicembalo e archi di Bach, eseguiti dalla giovane e più che promettente pianista olandese Gile Bae. Dirige entrambi i concerti Luigi Piovano, che ormai alterna alterna regolarmente la bacchetta del direttore all’archetto del violoncello, con esiti egualmente ottimi. Suona la Cor-orchestra di Cortona, che riunisce musicisti toscani e umbri, giovani ma certamente non principianti (tra loro anche docenti di conservatorio): una delle missioni del festival è infatti collaborare con le migliori realtà musicali del territorio.

Il secondo weekend si apre il 9 con un incontro sui “Viaggiatori in Toscana”. Il 10 due incontri con Massimo Cacciari: la mattina parla di Dante agli studenti di Montepulciano, collegati via internet.  La sera dialoga con il musicologo Sandro Cappelletto su “Beethoven e l’idealismo tedesco”, con ascolti affidati alla Contucci e al pianista Carlo Guaitoli.

Due concerti particolarmente interessanti animano l’ultimo weekend. Quello del 17 illuminerà i rapporti tra “Beethoven e l’Italia”, un aspetto rimasto in ombra dell’arte di Beethoven, che certamente conosceva bene la musica italiana. Sono in programma alcune sue arie su testo italiano, le Variazioni su un tema di Salieri, il lied Adelaïde (su testo tedesco ma con chiari echi italiani nella musica) e la Sonata “Al chiaro di luna”, dedicata alla contessina di origini italiane Giulietta Guicciardi. Ne sono protagonisti Eleonora Contucci e Costantino Mastroprimiano, che sta registrando l’integrale delle Sonate di Beethoven sul fortepiano. In quest’occasione suonerà un fortepiano di Conrad Graf del 1826 (Beethoven stesso suonò strumenti di questo fabbricante viennese), che è sempre stato custodito in Palazzo Contucci a Montepulciano e deve a questa circostanza il suo ottimo stato di conservazione: ha perfino gran parte delle corde e dei feltri originali. Il 18 gran finale con la Nona Sinfonia di Beethoven nella trascrizione pianistica di Franz Liszt: quest’impresa richiede un grande virtuoso e sarà affrontata da Maurizio Baglini, che ne ha fatto un suo cavallo di battaglia, eseguendola oltre cento volte in Europa, America ed Asia.

 

 

  

 

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