I venti errori di Cécile e la maturità in tonalità surreale

Nella seconda prova dell’Esame di Maturità per i Licei musicali, gli studenti trovano uno spartito di Cécile Chaminade pieno di incongruenze. Il Ministero verifica, riflette e conclude: tutto valido

SN

22 giugno 2026 • 2 minuti di lettura

Una malinconica Cécile Chaminade al pianoforte (Fonte Bru Zane Mediabase)
Una malinconica Cécile Chaminade al pianoforte (Fonte Bru Zane Mediabase)

Se c’è una cosa che la maturità insegna, è a gestire l’imprevisto. Quest’anno, però, gli studenti dei Licei musicali sembrano aver portato la lezione a un livello superiore: non solo analizzare una partitura, ma anche correggerla. La vicenda riguarda la seconda prova, quella di Teoria, analisi e composizione, incentrata su L’Ondine di Cécile Chaminade, autrice oggi al centro di una significativa riscoperta musicologica grazie anche al lavoro del Palazzetto Bru Zane. Una scelta apprezzata da molti docenti e studiosi: finalmente una compositrice donna, ancora poco nota, e per di più di grande valore.

Peccato che, secondo la denuncia di uno studente del Liceo musicale "Alessandro Manzoni" di Latina, lo spartito distribuito ai candidati contenesse una ventina di errori. Non semplici refusi, ma alterazioni sbagliate, accordi discutibili, ottave errate, problemi di impaginazione e persino battute divergenti rispetto all’originale. In altre parole, una partitura che sembrava aver deciso di improvvisare sul tema. Il maturando ha raccontato di essersi accorto delle incongruenze confrontando lo spartito con l’audio fornito durante la prova. Da lì la lettera aperta al Ministero della Istruzione e del Merito e il sospetto che il materiale fosse stato ricavato da una trascrizione reperita online piuttosto che da un’edizione accuratamente verificata.

A quel punto ci si sarebbe potuti aspettare un finale drammatico: commissioni nel panico, convocazioni d’urgenza, musicologi chiamati a testimoniare come periti in un processo ottocentesco. Invece no. Dopo le verifiche del caso, dal Ministero è arrivata una rassicurazione degna della migliore tradizione burocratica: la prova resta valida. Gli errori, è stato spiegato, non avrebbero compromesso la possibilità di svolgere correttamente il compito né alterato la valutazione degli studenti. Una conclusione che possiede una sua irresistibile eleganza. Se in un compito di matematica comparissero venti risultati sbagliati, probabilmente qualcuno alzerebbe un sopracciglio. Nel caso di una partitura musicale, invece, sembra prevalere una filosofia più aperta: la nota è sbagliata? Consideriamola una variante. L’accordo non torna? Una rilettura creativa. La battuta diverge dall’originale? Libertà interpretativa.

Così, paradossalmente, la protagonista involontaria della maturità 2026 non è stata soltanto Chaminade, ma anche la straordinaria capacità dell’amministrazione italiana di trasformare una stonatura in un dettaglio ornamentale. Del resto, in musica le dissonanze (Mozart docet) formano parte del normale strumentario del comporre. E quest’anno, a quanto pare, sono entrate ufficialmente anche nei documenti d’esame.