Addio a Michael Aspinall

Il cantante e studioso britannico, da decenni napoletano d'adozione, si è spento a 86 anni. Con il suo talento ha unito rigore filologico, ironia e amore per la tradizione musicale italiana

SN

10 luglio 2026 • 3 minuti di lettura

Michael Aspinall (Courtesy Comune di Napoli)
Michael Aspinall (Courtesy Comune di Napoli)

Si è spento all'età di 86 anni Michael George Aspinall, musicologo, cantante e attore britannico che aveva scelto Napoli come sua casa da molti anni, diventandone uno dei più autorevoli ambasciatori culturali. Nato a Stockport, nella contea di Greater Manchester, il 31 ottobre 1939, Aspinall era considerato uno dei maggiori esperti di belcanto e della storia del canto, oltre che un raffinato divulgatore della tradizione musicale napoletana nel mondo. Lo scorso aprile il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi gli aveva conferito la Medaglia della Città di Napoli, riconoscimento che celebrava una lunga e variegata carriera e il profondo legame con il capoluogo partenopeo. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo musicale, dove era apprezzato tanto per il rigore degli studi quanto per l'originalità delle sue esibizioni.

Laureato in lingua e letteratura italiana all'Università di Manchester, Aspinall perfezionò gli studi di canto tra Londra e Roma con Anthony Benskin, Vincenzo D'Alessandro e Adolfo Baruti. Musicologo di fama, dedicò saggi e monografie a grandi figure come Enrico Caruso, Francisco Viñas, Adelina Patti, Nellie Melba e Francesco Tamagno, collaborando anche con Montserrat Caballé, per la quale scrisse cadenze destinate ad alcune celebri opere rossiniane come La donna del lago. Parallelamente conquistò il grande pubblico con la sua irresistibile veste di soprano en travesti, ribattezzato "The Surprising Soprano": in abiti da diva ottocentesca e cantando in falsetto, proponeva raffinate parodie del repertorio lirico che mettevano in luce una tecnica vocale impeccabile e una profonda conoscenza dello stile belcantistico.

Dopo il debutto con una versione comica della Norma di Bellini a Roma nel 1969, gira l’Italia nel 1970-71 con La vispa Teresa di Paolo Poli. Tra le sue interpretazioni più note figurano la parodia de La traviata (1971) e i ruoli di Mamma Agata nelle Convenienze teatrali di Donizetti (1972), di Mother Goose in The Rake's Progress di Stravinskij al Maggio Musicale Fiorentino (1982), de la Pubblica Opinione nell'Orfeo all'inferno di Offenbach al Teatro La Fenice (1985) e della Vera Venere nel Divertimento de' numi di Paisiello a Napoli (1996). Un percorso artistico singolare, capace di fondere ricerca musicologica, virtuosismo vocale e intelligente comicità. Fra le sue molteplici attività spicca anche quella di docente al Conservatorio di Trapani dal 1998 e al Belcanto Festival di Dordrecht (Olanda), dove ha firmato la regia de L’impresario in angustie di Cimarosa (1997) e de Il borgomastro di Saardam di Donizetti (1998). 

Michael Aspinall (a sinistra) in «Orfeo all'Inferno» a Venezia (Foto Archivio della Fondazione Teatro La Fenice)
Michael Aspinall (a sinistra) in «Orfeo all'Inferno» a Venezia (Foto Archivio della Fondazione Teatro La Fenice)

Profondo il cordoglio espresso dal mondo della musica e dalle istituzioni. A ricordarlo è stato innanzitutto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: «Esprimo il più profondo cordoglio, a nome mio e di tutta la città di Napoli, per la scomparsa del Maestro Michael Aspinall. Con la sua scomparsa perdiamo un artista unico, capace di unire il rigore filologico all'ironia e al talento, ma soprattutto uno dei più autorevoli e appassionati custodi della tradizione musicale napoletana nel mondo». Parole che riassumono efficacemente il lascito di un uomo che aveva fatto di Napoli non solo la propria dimora, ma anche la principale fonte d'ispirazione del suo lavoro. Alla città, che considerava un luogo in cui la musica vive quotidianamente tra le persone e nei vicoli, Aspinall ha restituito decenni di studio, passione e divulgazione, contribuendo come pochi altri a mantenerne viva la grande tradizione musicale sulla scena internazionale.