A Hinterhäuser il Premio austriaco per il teatro musicale
il “Gran Premio della Giuria” è un riconoscimento alla visione del pianista e direttore artistico austriaco, arrivato pochi mesi dopo la sua brusca estromissione dal Festival di Salisburgo
27 agosto 2026 • 3 minuti di lettura
A Markus Hinterhäuser è stato assegnato il Gran premio della giuria dell’Österreichischer Musiktheaterpreis 2026, il massimo riconoscimento assegnato dalla giuria del premio austriaco per il teatro musicale a personalità che si sono distinte nel tearo musicale del paese. Il premio, promosso dal 2013 dall’associazione Art Projekt, viene assegnato ogni anno alle eccellenze nelle produzioni di opera, operetta, musical e balletto prodotti in Austria. La cerimonia di assegnazione dei premi si terrà l’8 settembre nella Votivkirche di Vienna, nell’ambito di un’edizione che comprende 61 candidature in quattordici categorie.
La motivazione del Gran premio della giuria appare quasi come un ritratto della lunga carriera di Hinterhäuser pianista, organizzatore e direttore artistico: secondo il presidente e fondatore del premio Karl-Michael Ebner, il musicista ha “dato forma al teatro musicale» incoraggiandolo continuamente a superare i propri confini". A convincere la giuria sono soprattutto il "coraggio verso l’insolito", la lungimiranza programmatica e la capacità di riconoscere personalità artistiche fuori dal comune, qualità che avrebbero creato nuovi spazi di incontro, discussione ed esperienza artistica”. Nato a La Spezia nel 1958, Hinterhäuser ha affiancato alla carriera di pianista con concerti nei maggiori festival e sale da concerto internazionali quella di infaticabile direttore artistico di festival: da Zeitfluss a Salisburgo a Zeit-Zone alle Wiener Festwochen, fino alla direzione delle Festwochen (2014-2016) e, dal 2016, alla guida del Festival di Salisburgo.
Il riconoscimento assume tuttavia un significato curioso alla luce di quanto accaduto proprio a Salisburgo. Nel marzo scorso Hinterhäuser è stato infatti sollevato dalle sue funzioni con effetto immediato, dopo mesi di tensioni con il Consiglio di sorveglianza. La separazione è stata ufficialmente motivata con «differenze e divergenze insormontabili», mentre il contratto, inizialmente rinnovato fino al 2031, è stato rescisso in anticipo. La crisi era esplosa dopo un’inchiesta dello Spiegel sul suo stile di leadership, cui erano seguite accuse relative a rapporti conflittuali con alcuni collaboratori e, parallelamente, uno scontro istituzionale sulla nomina alla direzione del teatro di prosa. La vicenda ha provocato anche una presa di posizione di circa sessanta artisti, fra i quali Elfriede Jelinek e Peter Handke, che hanno contestato le modalità dell’allontanamento e denunciato il rischio di ingerenze politiche nella vita artistica del festival più prestigioso del Paese. Il premio non cancella quella controversia né ne risolve le contraddizioni: riconosce piuttosto l'impronta lasciata da Hinterhäuser sul teatro musicale austriaco, proprio mentre si chiude in modo traumatico il capitolo più importante della sua carriera manageriale.
Il Gran premio della giuria, fino al 2023 denominato “Medien-Sonderpreis”, ha già premiato personalità di primissimo piano della scena lirica internazionale: i tenori Piotr Beczała (2015) e Jonas Kaufmann (2021), il mezzosoprano Elīna Garanča (2022), i soprani Camilla Nylund (2023) e Asmik Grigorian (2024) e Cecilia Bartoli lo scorso anno. Hinterhäuser entra così in una galleria di interpreti, ma con una differenza sostanziale: il premio del 2026 non celebra soltanto un artista, bensì soprattutto una visione del teatro musicale e il ruolo di chi quella visione ha saputo trasformare in programmazione.