Barenboim, un nuovo festival per il dialogo
A Berlino nasce il West-Eastern Divan Festival, progetto che riunisce musica sinfonica, cameristica, elettronica e formazione nel segno dell’esperienza dell’orchestra fondata con Edward Said
27 agosto 2026 • 2 minuti di lettura
A 83 anni Daniel Barenboim aggiunge un nuovo capitolo alla sua lunga storia di musicista e organizzatore culturale. A Berlino nasce infatti il West-Eastern Divan Festival, presentato dalla Daniel Barenboim Stiftung e in programma dall’11 al 18 novembre 2026. Otto giorni, dieci appuntamenti e diversi luoghi della capitale tedesca – dalla Philharmonie al Pierre Boulez Saal fino al Berghain – per un festival che vuole mettere in relazione istituzioni, generazioni e linguaggi musicali differenti.
Al centro resta naturalmente la West-Eastern Divan Orchestra, fondata nel 1999 da Barenboim insieme allo scrittore palestinese Edward W. Said come progetto capace di riunire giovani musicisti israeliani, palestinesi e di altri Paesi del Medio Oriente. L’orchestra inaugurerà il festival alla Philharmonie sotto la direzione di Barenboim, mentre in un altro appuntamento sarà affiancata dal pianista Lang Lang. Ma il programma intende andare decisamente oltre il repertorio sinfonico: sono attesi, fra gli altri, il suonatore di oud iracheno Naseer Shamma, il flautista Emmanuel Pahud, la pianista Kathleen Tagg e il clarinettista David Krakauer. Vi saranno inoltre concerti e attività affidati agli studenti della Barenboim-Said Akademie di Berlino, della Fundación Barenboim-Said di Siviglia e del Barenboim-Said Center for Music di Ramallah in Cisgiordania.
È proprio questa pluralità a definire l’identità del nuovo festival. Alla Pierre Boulez Saal, nato anch’esso dall’universo culturale costruito da Barenboim, il progetto privilegerà gli incontri artistici e la musica da camera; alla Barenboim-Said Akademie si terranno workshop e concerti dedicati alla formazione; al Berghain, tempio berlinese della musica elettronica, è annunciato un appuntamento dedicato a Pierre Boulez, esplicito segnale della volontà di abbattere le consuete separazioni fra tradizione concertistica e contemporaneità.
Più che un nuovo contenitore festivaliero, il West-Eastern Divan Festival appare dunque come un’estensione della filosofia che da oltre venticinque anni accompagna l’orchestra: fare della musica uno spazio di confronto, ascolto e convivenza. La Daniel Barenboim Stiftung, fondata nel 2008 come struttura di riferimento per i progetti educativi del musicista, gestisce oggi l’orchestra e sostiene programmi di formazione in Medio Oriente e la Barenboim-Said Akademie berlinese, inaugurata nel 2015.
Il nuovo festival porta questa idea nel cuore di Berlino e, significativamente, non la affida a un unico genere musicale. Dalla sinfonia all’oud, dalla musica da camera all’elettronica, la scommessa è che il dialogo non debba essere soltanto raccontato, ma possa essere praticato attraverso l’ascolto.
Il programma in dettaglio qui.