Stagioni dei Birkin Tree

Tornano (alla grande) i Birkin Tree di Fabio Rinaudo, con ospite Aoife Ní Bhríain al violino

Birkin Tree
Disco
world
Birkin Tree with Aoife Ní Bhríain
Five Seasons
Felmay
2019

S’intitola (quasi) come un vecchio e onorevole disco dei Fairport Convention il nuovo lavoro dei Birkin Tree, svettante formazione dedita al suono irlandese guidata dallo specialista di cornamuse Fabio Rinaudo, anche mente e cuore di rassegne che propongono ed esplorano la composita galassia delle musiche gaeliche.

Chissà se è voluta, la citazione. Sta di fatto che la formazione con base ligure è ormai attiva da quasi un quarantennio, e discograficamente da un quarto di secolo: le medaglie sul campo dell’eccellenza si conquistano col lavoro duro e ininterrotto, e non sarà un caso che i Birkin Tree siano uno dei pochi gruppi a fare regolari tour nel Paese che è per loro luogo dell'anima musicale, fonte d’ispirazione e  continuo innesco per migliorare la propria ricerca. 

Si sarà notato che accanto al nome del gruppo compare Aoife Ní Bhríain: è una splendida violinista formatasi da bambina sia sulle note classiche occidentali, sia su quelle della tradizione popolare, e una scrupolosa storica, membro del comitato scientifico degli Archivi della musica tradizionale irlandese. Ha collaborato con decine di musicisti, in formazioni cameristiche, e con molti autori che portano avanti la tradizione storica della canzone irish, uno dei più importanti “affluenti”, è il caso di ricordare, di tutto il folk nordamericano.

L’incontro con i Birkin Tree ha garantito scintille musicali, dettaglio storico, entusiasmo, rilassatezza e una grande spinta, per il gruppo italiano. Aoife non suona per il mero gusto di accavallare trentaduesimi in velocità: privilegia l'espressività del gesto musicale, l’attacco preciso e inesorabile, il fraseggio elegante e gonfio d’armonici. E le sia reso merito, per tutto questo. 

In Five Seasons troverete un solo brano originale, "The Final Farewell", uno struggente valzer composto da Rinaudo per la scomparsa del padre, a introdurre, come chiusura del disco, quell’autentico inno irlandese che è "Molly Malone". Per il resto, aspettatevi molti brividi , a cominciare dalla spettacolare e minimalistica versione di "The May Morning Dew", per solo violino e voce: l’ugola è quella di Laura Torterolo, grande acquisto per la band, una vocalist a proprio agio anche con la ben diversa vocalità jazzistica.

Troverete poi, per saltare all’apertura, quattro minuti serrati di reel, che iniziano con "The Boys of 25": la scrisse il cantante e flautista Cathal McConnell per i suoi Boys of the Lough, un gruppo che non sempre viene ricordato come merita, e nel cuore del disco la struggente storia d’amore "Lonely Waterloo": i Birkin Tree già la proposero molti anni fa in A Cheap Present, ora torna e, con grande finezza, è stato chiamato a ricantarla Giorgio Profetto, che l’affrontò la prima volta in studio.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

world

DJ Shadow ombra di se stesso

Nel doppio album Our Pathetic Age DJ Shadow è ostaggio della propria ambizione

Alberto Campo
world

Corde e voci di Café Loti

In Taberna è il disco – cantato in sabir – del trio Cafè Loti, con Nando Citarella, Stefano Saletti e Pejman Tadayon

Guido Festinese
world

Carlo Aonzo, il mandolino oltre i cliché

Mandolitaly del Carlo Aonzo Trio mette insieme un parterre di ospiti, per raccontare le infinite potenzialità del mandolino italiano

Guido Festinese