Roberta Flack a Montreux
Il nuovo capitolo della prestigiosa serie The Montreux Years raccoglie il meglio di cinque esibizioni di Roberta Flack al jazz festival svizzero
15 giugno 2026 • 4 minuti di lettura
Roberta Flack
The Montreux Years
Il Montreux Jazz Festival non è mai stato un semplice palcoscenico; per molti artisti è diventato una seconda casa, un santuario dove mettersi a nudo davanti a un pubblico straordinariamente attento. Tra le leggende che hanno segnato la storia della manifestazione svizzera, Roberta Flack occupa un posto d'onore.
Con una presenza che spazia su quasi quarant'anni, dal suo storico debutto nel 1971 fino alle ultime apparizioni nel 2008, Flack ha regalato a Montreux una serie di esibizioni memorabili, ora celebrate anche nella raccolta ufficiale Roberta Flack: The Montreux Years.
L'album rappresenta un capitolo fondamentale per celebrare l'eredità di una delle voci più significative della musica soul e jazz. In uscita il 26 giugno 2026 come parte della prestigiosa serie curata da BMG e dal Montreux Jazz Festival, il disco raccoglie tredici brani tratti da performance che spaziano tra il 1971 e il 2008.
Questo album non è solo una collezione di successi, ma un tributo postumo (Roberta Flack è scomparsa nel 2024) che cattura l'essenza di un'artista capace di fondere jazz, soul, gospel e musica classica con sensibilità senza pari, maestria tecnica e quella che fu definita "quiet intensity".
Se c'è una parola che definisce la musica di Roberta Flack, quella è intimità. In un'epoca, quella a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, in cui il panorama soul e R&B esplodeva di energia vulcanica, grinta e arrangiamenti orchestrali sontuosi, lei ha scelto la strada opposta: il minimalismo, il silenzio, la precisione geometrica di una formazione classica prestata alla musica popolare.
Roberta Flack non ha mai avuto bisogno di urlare per farsi sentire, le era sufficiente sussurrare, seduta al suo pianoforte, per fermare il tempo.
Il disco in questione attinge dal ricchissimo archivio audiovisivo della Claude Nobs Foundation, offrendo una panoramica completa dell'evoluzione artistica della Flack. La selezione si basa su cinque concerti ormai divenuti leggendari, mettendo in luce la versatilità dell'artista sia come interprete sia come pianista di formazione classica.
Roberta Flack arriva per la prima volta al Casino Kursaal di Montreux nel 1971, l'anno in cui il grande pubblico internazionale sta iniziando a scoprirla. Al festival porta una reinterpretazione struggente di "To Love Somebody" dei Bee Gees, trasformata in una ballata soul carica di urgenza emotiva. L'anno successivo, al Montreux Pavillon, incanta tutti con versioni intime di "Suzanne", del suo amato Leonard Cohen, e "Somewhere", dimostrando quella straordinaria capacità di fare suo qualsiasi pezzo, destrutturandolo al pianoforte.
Del periodo della maturità e del successo (1990-2005) spiccano versioni di classici intramontabili come "The First Time Ever I Saw Your Face", presente in quella meraviglia intitolata First Take, "Killing Me Softly With His Song", suo grande successo del 1973, e la sua versione di "Mercy Mercy Me", classico del repertorio di Marvin Gaye, catturate con una qualità audio impeccabile grazie al restauro curato da Tony Cousins ai Metropolis Studios di Londra.
L'apparizione conclusiva del 2008 mostra una Roberta Flack ancora magistrale al pianoforte, capace di incantare il pubblico del Stravinski Auditorium con brani come "Sweet Georgia Brown" e "Feelin' that Glow".
Lanciata nel 2021, la collana The Montreux Years incarna lo spirito del Montreux Jazz Festival e l'eredità del suo amatissimo fondatore, Claude Nobs, un imprenditore che non scendeva a compromessi sulla qualità delle proposte musicali e la sua filosofia rivive nella superba qualità delle registrazioni dal vivo raccolte in The Montreux Years. Il Montreux Jazz Festival possiede oltre 5.000 registrazioni dal vivo che coprono il periodo dal 1967 al 2013 e questo archivio fa parte del registro UNESCO Memory of the World.
Roberta Flack: The Montreux Years è l'ultimo capitolo di questa fortunata serie, iniziata con le raccolte di giganti della musica come Nina Simone ed Etta James e proseguita con le pubblicazioni di Marianne Faithfull e Muddy Waters, John McLaughlin, Chick Corea, Monty Alexander, Paco De Lucia, Michel Petrucciani, Dr John, McCoy Tyner e The Modern Jazz Quartet. Acclamato dalla critica di tutto il mondo, Nina Simone: The Montreux Years ha raggiunto per ben due volte il primo posto nella classifica ufficiale jazz e blues del Regno Unito nel 2021.
Tornando a Roberta Flack, è giusto sottolineare come non si sia limitata a interpretare canzoni: le ha per così dire abitate, trasformando ogni nota in un atto di controllo creativo e indipendenza artistica.
Questo album mette in luce una volta di più la sua doppia anima di pianista di formazione classica e vocalista soul. La scaletta alterna momenti della già citata "quiet intensity" a esplosioni di energia ritmica, dimostrando perché proprio lei sia stata la prima artista a vincere due Grammy consecutivi per il Record of the Year.
In un'epoca di produzioni spesso sovrasature, questo album riporta al centro la purezza dell'esecuzione dal vivo. Roberta Flack è stata una pioniera, una delle prime artiste nere a ottenere il controllo creativo totale sulle proprie registrazioni, e questi nastri di Montreux sono la prova definitiva della sua indipendenza artistica.
Roberta Flack: The Montreux Years cattura l'artista esattamente come voleva essere ascoltata dai suoi fan: libera, intima e tecnicamente perfetta.