La jazz library in technicolor di Giancarlo Barigozzi
Ristampato dalla Four Flies un classico cult della library italiana più groovy
05 giugno 2026 • 2 minuti di lettura
The Barigozzi Group
Woman's Colours
Quando nei primi anni Settanta apre il suo mitico Barigozzi Studio, vicinissimo al mitico Bar Basso, nella zona Città Studi di Milano, Giancarlo Barigozzi non solo aveva già quasi 45 anni, ma soprattutto un ragguardevole curriculum nazionale e internazionale come sassofonista e flautista versatile, sia nell’ambito del jazz che in quello più di intrattenimento.
In questo contesto in cui la creatività e l’artigianato sono sospinti a intrecciarsi come foglie in un mulinello dalle continue occasioni professionali, Barigozzi e il suo gruppo con gli immancabili Sergio Farina alla chitarra e il pianista Oscar Rocchi, non mancano di confrontarsi con il mondo della sonorizzazione.
Woman's Colours, pubblicato nel 1974 su etichetta Fonovideo e ora ristampato per la prima volta ufficialmente dalla sempre attentissima Four Flies, non poteva non assurgere - in tempo come i nostri in cui quel tipo di sonorità rappresenta un fascinoso e brillante grumo di ossimori tra tradizione e innovazione, quotidianità impiegatizia e invenzione, funzionalità e creatività - a uno status di piccolo cult.
Disco a tema e concettuale, in cui ogni brano associa un colore a una parte del corpo femminile — Violet Lips, Yellow Fingers, Blue Hairs — è come spesso accadeva all’epoca, una miscela piuttosto irresistibile di jazz-funk, ritmiche africane, seduzioni exotica e l’immancabile bossa nova.
La necessità sonorizzatoria obbligava allora a un sottotitolo descrittivo come "Pop Jazz – Pianoforte Elettronico Wurlitzer", ma le smaliziate tracce del disco (ben rappresentate dall’iconica copertina) sono un caleidoscopio dell’armamentario del periodo, tra lounge e psichedelia, effetti di tutti i tipi, flauti soft-core, esotismi percussivi da cameretta e tutta la geniale esperienza di questi navigati musicisti.
Piuttosto irresistibile.