L’identità sfuggente dei Seefeel
Sol.Hz è il nuovo lavoro dell’enigmatico duo londinese
24 aprile 2026 • 2 minuti di lettura
Seefeel
Sol.Hz
Nonostante esistano da tre decenni abbondanti, i londinesi Seefeel rimangono un’entità sfuggente, come suggeriscono del resto le foto che ritraggono Mark Clifford e Sarah Peacock, fondatori del gruppo e uniche presenze costanti in un organico mutevole.
La sensazione di elusività è avvalorata dall’intermittenza del tracciato discografico, cui si aggiunge ora Sol.Hz: album pubblicato a 15 anni di distanza dal precedente, a sua volta altrettanto lontano da (CH-VOX), che nel 1996 concluse la fase iniziale della carriera.
All’epoca l’attività era stata più intensa: traendo ispirazione dallo shoegaze dei My Bloody Valentine e dal romantico post punk dei Cocteau Twins, ascendenti da loro stessi indicati esplicitamente, ne avevano ricollocato gli stilemi dentro il flusso concomitante dell’elettronica “da ascolto”, processo sfociato nel 1993 in Quique, disco associato allora agli albori del post rock grazie al quale furono scritturati da Warp, “prima band con le chitarre” nel campionario dell’etichetta simbolo della Musica Dance Intelligente, evento immortalato da Succour (1995).
È stata proprio la ristampa del lavoro d’esordio a rianimare nel 2007 i Seefeel, invogliandoli a produrre il materiale confluito poi nell’omonimo album del 2011, diretto predecessore di questo, se escludiamo dal conto Everything Squared e Squared Roots, Ep gemelli datati 2024.
Nel tempo i tratti distintivi del suono – bassi profondi, chitarra filtrata, voce manipolata – sono rimasti invariati e dunque contraddistinguono pure Sol.Hz, in larga misura farina del sacco di Collins, cui Peacock ha affidato da remoto alcune registrazioni vocali: in “Humidity Switch” intona con grazia soprannaturale una melodia fragile insidiata da sinistri cinguettii artificiali, mentre assume consistenza fantasmatica fra gli arpeggi sintetici e la pulsazione ritmica di “Ever No Way”.
Aperta dalla “foschia ambrata” di “Brazen Haze” e chiusa dall’ambient spiritata di “Scrambler”, la sequenza alterna la magia algida di “Everydays” alla bruma celestiale di “AM Flares”, raggiungendo l’apice nella modulazione struggente di “Falling First” e naufragando quindi nel cavernoso dub subacqueo di “Until Now”.
Intenzionalmente sibillina e perciò appartenente alla categoria dell’ineffabile, la musica dei Seefeel arriva a noi come un messaggio interplanetario: suggestivo ma indecifrabile.
Resta da capire, tuttavia, se Sol.Hz rappresenti l’avvio di un’ipotetica “campagna di primavera” ordita da Warp, visto l’imminente ritorno dei compagni di squadra e in un certo senso epigoni Boards Of Canada.